lunedì, 17 Maggio, 2021

Confapi: sbloccare le grandi opere non basta

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Concorrenza, meritocrazia, semplificazioni. Commissariare le grandi opere non basta: per
rilanciare in modo reale e duraturo il sistema economico servono interventi strutturali e
certezze temporali.
“Prendiamo atto della conclusione dell’iter di commissariamento di 29 grandi opere per un
valore complessivo di oltre 82 miliardi di euro. La firma dei Decreti del Presidente del
Consiglio consente di attivare finalmente la realizzazione di infrastrutture attese da tempo
e che avranno un impatto positivo anche sul nostro territorio, basti pensare al
collegamento ferroviario Roma-Pescara, alla linea C della Metropolitana di Roma, agli
interventi sull’anello ferroviario della Capitale, ed alla Cisterna-Valmontone. Ma il
commissariamento è un’ipotesi residuale, eccezionale, che testimonia il fallimento della
gestione ordinaria, della capacità di garantire concorrenza, efficacia ed economicità degli
interventi salvaguardando l’equilibrio tra interessi pubblici e privati” sostengono Massimo
Tabacchiera, Presidente Confapi Lazio e Matteo D’Onofrio, Presidente Confapi
Aniem Lazio. “Le imprese hanno bisogno di una riforma radicale che, da una parte,
semplifichi e acceleri i processi decisionali e, dall’altra, garantisca concorrenza e
trasparenza negli affidamenti”.

 

In particolare, ecco le nostre priorità:

Garantire trasparenza, concorrenza e meritocrazia negli appalti: il settore dei
contratti pubblici (lavori, servizi e forniture) è coinvolto in un processo di sostanziale
commissariamento: annullamento delle gare ordinarie con costante ricorso alle procedure
ristrette, discrezionalità illimitata delle stazioni appaltanti nella determinazione dei criteri di
aggiudicazione e nei parametri di valutazione, frammentarietà e disomogeneità nelle
informazioni.
Spiega Massimo Tabacchiera, Presidente Confapi Lazio: “Chiediamo che le stazioni
appaltanti tornino ad affidare i contratti pubblici attraverso procedure aperte, con criteri e
parametri oggettivi e con un sistema di accesso trasparente ed esaustivo alle informazioni.
Come richiesto anche dall’Anac, sollecitiamo l’attivazione del Portale Unico della
Trasparenza, nel quale pubblicizzare tutte le fasi dell’appalto, e della Banca dati unica,
nella quale riportare i dati dell’impresa senza che la stessa debba riprodurli un ogni gara
d’appalto”.

Certezze e semplificazioni per il Superbonus 110%: oneri procedurali ed incertezze

temporali stanno compromettendo un’opportunità potenzialmente significativa per l’edilizia
e per i comparti dell’indotto. Come evidenzia anche il recente studio dell’Enea, i lavori
avviati ammontano solo a 670 milioni, cifra di gran lunga inferiore agli oltre 18 miliardi
stanziati dallo Stato.
“L’incertezza sulla durata del superbonus e sulla conferma delle attuali aliquote determina
una precarietà che frena soprattutto i condomini dall’avvio di un iter comunque articolato e
complesso. Occorre determinare uno snellimento drastico delle procedure ed un contesto
stabile sul quale cittadini e operatori economici possano programmare le loro scelte”
dichiara Matteo D’Onofrio, Presidente Confapi Aniem Lazio.

Adottare strumenti urbanistici idonei alle attività produttive:

in queste ore la Regione Lazio si appresta a procedere alla riapprovazione del piano territoriale
paesaggistico regionale (PTPR).
“Come abbiamo già segnalato più volte, si tratta di un atto devastante per il sistema
produttivo territoriale: un piano caratterizzato da vincoli, appesantimenti, oneri burocratici
tali da neutralizzare qualunque tipo di investimento e di progettualità, compresi quelli che
potrebbero arrivare dal Recovery Plan. Gli strumenti urbanistici coinvolgono esigenze ed
interessi diversificati, richiedono, quindi, una compartecipazione al processo decisionale e
scelte ponderate che agevolino e non ostacolino tutte le attività produttive”, concludono
Tabacchiera e D’Onofrio.

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