domenica, 26 Settembre, 2021

Consiglio Ue, Draghi attacca Orban sui diritti Lgbt

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I 27 capi di Stato e di governo Ue si sono riuniti questa settimana per il Consiglio europeo del 24 e 25 giugno. All’ordine del giorno la lotta alla pandemia, la ripresa economica e alcune questioni internazionali, il summit potrebbe concentrarsi sulle migrazioni. Gli arrivi sulle coste meridionali dell’Europa, infatti, si moltiplicano. L’Italia fatica a rispondere all’emergenza, ma gli altri Paesi Ue, specie quelli del nord e dell’est, non tendono la mano sul versante dell’accoglienza.
Comunque il Consiglio europeo ha fatto il punto della situazione epidemiologica e vaccinale e proseguirà gli sforzi di coordinamento come si legge nel sito ufficiale, in risposta alla pandemia. In tale contesto, i leader hanno affrontato gli ostacoli rimanenti in relazione al diritto alla libera circolazione in tutta l’Ue. In linea con la dichiarazione dei membri del Consiglio europeo del febbraio 2021, la Commissione avrebbe presentato una relazione sugli insegnamenti tratti finora dalla pandemia. I leader hanno esaminato quindi lo stato di avanzamento dell’attuazione di Next Generation Eu. Il Consiglio europeo ha discusso della situazione migratoria lungo le varie rotte, per poi riprendere le discussioni sulle relazioni con la Turchia e con la Russia.
La riunione, come previsto, è stata importante e densa, con temi in agenda considerati di vitale importanza per segnare il passo del futuro del continente.
Infatti, il Consiglio UE di ieri, 24 giugno e di oggi, 25 giugno giunge in un momento delicato e di particolare rilevanza per il continente europeo e il mondo in generale. La pandemia migliora con la spinta dei vaccini, ma le varianti incutono nuovi terrori.
I segnali della ripresa economica ci sono, seppure lo spettro inflazione resta un’ombra. I piani nazionali nell’ambito del Recovery Fund cominciano a essere approvati e la Commissione ha lanciato il primo E-Bond di debito comune.
In questa cornice, sono riemersi i temi caldi e mai risolti: immigrazione e relazioni con Turchia e Russia.
Tra gli altri temi in agenda c’è stata la cyber sicurezza ma anche il punto sulle situazioni in Libia, Bielorussia, Etiopia e Sahel.
Inoltre, ci sono stati scambi di opinione con il segretario ONU e il presidente del Parlamento UE.
Alla fine dell’incontro di venerdì 25 giugno, i presidenti della Banca centrale europea e dell’Eurogruppo si aggiungeranno per un vertice inclusivo.
Nel discorso introduttivo del presidente del Consiglio UE, Michel, si legge: “Avremo una discussione lungimirante su come promuovere una ripresa economica forte e sostenibile. Ciò implica affrontare il futuro dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali, nonché il coordinamento delle politiche nell’area dell’euro.”
Da questo incontro del Consiglio Ue, si attendono indicazioni importanti. Innanzitutto di natura economica. I capi di Stato e di Governo hanno cercato di dare una risposta su come la ripresa si sta palesando e quanto potrà incidere il Recovery Fund. Ci sono state anche esternazioni su inflazione e aspettative economiche nel lungo periodo.
Anche su vaccinazioni e libertà di movimento tra i Paesi UE, sono emerse alcune indicazioni in modo da garantire la massima sicurezza contro le temibili varianti.
Come annunciato dallo stesso Draghi, uno dei temi più divisivi è quello dell’immigrazione. L’Italia ha spinto per inserirlo in agenda, ribadendo che non può essere lasciata sola a gestire un ambito così complesso.
Il superamento del regolamento di Dublino e la ripartizione dei richiedenti asilo tra i Paesi non ha il pieno appoggio, ma richiede una discussione risolutiva.
Anche le relazioni con la Turchia e la Russia sono state in primo piano. In primis, l’attenzione è sempre sui diritti umani e civili, pur conservando spazi di cooperazione economica e sul fronte climatico e di lotta al terrorismo. Nei confronti di Mosca, l’UE dovrà trovare collaborazione nonostante gli ultimi attriti emersi per la vicenda Navalny, con gli USA tornati in tensione.
Sul vertice contro le discriminazioni sono venute fuori scintille infuocate con l’Ungheria che con la sua legge anti Lgbt, ha passato il segno. I leader dell’Unione europea, riuniti a Bruxelles, lo hanno fatto intendere chiaramente. Il più agguerrito è stato il premier olandese, Mark Rutte, che ha posto sul tavolo il tema, non previsto inizialmente nell’agenda dei lavori, affermando: “Secondo me, non c’è più posto nell’Ue per l’Ungheria dopo quella legge, ma non sono l’unico a deciderlo, ci sono altri ventisei leader. Orban abroghi la legge oppure lasci l’Unione”.
Ma Budapest non ha alcuna intenzione di fare nessuna delle due cose. Viktor Orban, premier e uomo forte dell’Ungheria, si è presentato al Palazzo Europa convinto delle sue idee ha detto: “Non abbiamo quel tipo di legge, abbiamo una legge che difende i diritti dei bambini e dei genitori. Non si tratta di omosessualità”.
Non la pensano allo stesso modo i sedici capi di Stato e di Governo, tra cui il presidente del Consiglio Mario Draghi, che hanno indirizzato una lettera ai presidenti dell’Ue per ribadire il sostegno alla difesa dei diritti Lgbt. Nel suo intervento al vertice Ue, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha ricordato al premier ungherese: “L’articolo 2 del Trattato Ue è lì per un motivo: l’Europa ha una storia antica di oppressione dei diritti umani. Guarda che questo trattato, sottoscritto anche dall’Ungheria, è lo stesso che nomina la Commissione guardiana del trattato stesso. Spetta alla Commissione stabilire se l’Ungheria viola o no il Trattato”.
Una dura condanna è arrivata anche dal segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, che oggi, prendendo parte al vertice Ue, ha detto: “Le discriminazioni non sono accettate in nessuna circostanza e qualsiasi discriminazione contro Lgbt è totalmente inaccettabile nella nostra società moderna”. Si sono fatti notare anche i premier di Belgio, Alexander De Croo, e Portogallo, Antonio Costa, i quali si sono presentati alla riunione con la spilla arcobaleno.
Parlando della ripresa economica, il premier Draghi ha spiegato: “In questo quadro economico positivo permangono alcuni rischi. La situazione economica europea e italiana è in forte miglioramento.  Qui, bisogna fare due cose: una politica di bilancio espansiva, per preservare ritmi di crescita sostenuti che, a loro volta, permetteranno di ridurre l’indebitamento”.
Il premier olandese Rutte ha dichiarato: “Nessun problema se i due presidenti (del Consiglio europeo Michel e della Commissione von der Leyen) incontrano Putin, io però non intendo partecipare”.
Dopo tre anni, il tema della migrazione è tornato al centro dell’agenda politica e del dibattito a livello europeo, con lo scopo di trovare una soluzione comune ai flussi migratori.
Tutti i problemi discussi nel summit dell’UE, potrebbero essere affrontati più agevolmente, in sede parlamentare, se l’Unione Europea fosse già uno Stato federale o confederale. Indubbiamente il problema non è di facile soluzione poiché si tratta di mettere assieme monarchie e repubbliche. Ma dagli insegnamenti del passato sappiamo che ‘nihil difficile volenti’. Se si vuole si potrà trovare il modo per una coesistenza delle diverse realtà in una stessa costituzione che possa prevedere adeguate autonomie.

Salvatore Rondello

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