sabato, 15 Maggio, 2021

“Contest – Il documentario in sala”: un docufilm sulla strage di Bologna apre il festival

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Un solo errore-strage BolognaIl “Contest”, festival del documentario, giunto alla terza edizione, dà il via alle proiezioni con un film fuori concorso, “Un solo errore – Bologna 2 agosto 1980” di Matteo Pasi, che fa parte della piccola sezione composta da tre opere centrate sull’impegno civile di singoli o di intere associazioni per tenere viva la memoria su alcune delle pagine più oscure della storia della Repubblica Italiana. Gli altri titoli in vetrina sono “Per mano ignota – Peteano una strage dimenticata” di  Cristian Natoli e “Suicidio Italia” di Filippo Soldi. La denominazione della rassegna ospitata dal Nuovo Cinema Aquila di Roma dal 6 al 9 giugno 2013 è stata Territori – azioni spazi visioni, dopo le precedenti esperienze dedicate ai temi delle nuove generazioni e a quello delle memorie, con sette mediometraggi  a contendersi il premio Aquila Doc ovvero una settimana di programmazione nelle sale dello storico cinema del Pigneto. Un festival di cinema italiano che si pone come incentivo alla diffusione sul grande schermo del genere documentario, ormai divenuto protagonista della produzione audiovisiva corrente.

IL VOLTO UMANO DI UNA STRAGE – Il film d’apertura è un esempio di cinema del reale fondato sulla denuncia e sul recupero della memoria collettiva, un racconto appassionato di storie individuali segnate in modo indelebile dalla Storia più tragica ed infame del nostro Paese. Il punto di vista adottato è quello della città di Bologna nel suo rispondere all’atto terroristico con sorprendente  solerzia e spirito di abnegazione e nel fare della piazza il luogo nobile in cui esprimere solidarietà, sdegno e ansia di riscatto di fronte alle istituzioni, rappresentate dalle figure gigantesche dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini e del sindaco Renato Zangheri. In questa ottica ciò che emerge con maggiore evidenza è il risvolto umano della strage, dei traumi fisici e psicologici di chi l’ha subita, dai superstiti ai familiari delle vittime, così come assume particolare  rilevanza  l’apporto dato dall’Associazione familiari delle vittime alla ricerca della verità e della giustizia.

“LA REALTA'” AL POTERE – Tutto ciò per dimostrare che, a conti fatti, dopo l’individuazione e la condanna degli esecutori materiali dell’attentato (episodio unico fino ad oggi nella storia giudiziaria dello stragismo italiano) il ruolo dei cittadini e dell’Associazione fu tutt’altro che marginale.  Le testimonianze di Licio Gelli, il capo della P2 e di Giuseppe Valerio Fioravanti, esponente dei Nuclei Armati Rivoluzionari, suggeriscono che le ipotesi del grande complotto ai danni dello Stato rimangono plausibili, al di là della certezza dei vari depistaggi; ma “Un solo errore” si spinge oltre nell’accusare i media e le scuole di essere i principali artefici della disinformazione dei più giovani su questo tema e su tanti altri misfatti che hanno macchiato la nostra storia: il documentario recupera, in questo modo, una delle sue originarie funzioni sociali, quella di restituire una realtà meno manipolata, se non proprio “oggettiva”.

Nicola Cordone

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