martedì, 15 Giugno, 2021

Le pensioni per i contratti di lavoro a tempo parziale

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Contratti di lavoro a tempo parziale
RICONOSCIMENTO DELL’INTERO PERIODO PER IL DIRITTO A PENSIONE

I periodi non lavorati nei rapporti di lavoro part-time verticale o ciclico sono riconosciuti per intero dall’Inps, anche per le gestioni private, nel calcolo dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto alla pensione. Con la circolare n.74 del 4 maggio scorso, l’Istituto ha infatti fornito le indicazioni su tale nuova modalità di calcolo dell’anzianità contributiva, introdotta dal 1° gennaio 2021 dall’articolo 1, comma 350, della legge 178/2020 (Legge di Bilancio). Precedentemente la disciplina previdenziale prevedeva che il parametro di misurazione per i periodi da riconoscere fosse la “settimana retribuita”: il numero dei contributi settimanali da accreditare ai fini delle prestazioni pensionistiche era pari a quello delle settimane dell’anno retribuite, per cui non era consentito l’accredito delle settimane prive di retribuzione. Anche l’attuale orientamento giurisprudenziale, in ogni caso, ha riconosciuto la necessità che il contratto part-time di tipo verticale o ciclico – caratterizzato dalla concentrazione dell’attività in alcune settimane del mese o per alcuni mesi dell’anno, alternata a periodi di non attività – sia equiparato alla generalità dei rapporti di lavoro part-time. In conclusione, in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale, anche per le gestioni private, le settimane saranno valutate per intero, sempre ai fini dell’anzianità di diritto, ferma restando la condizione che la retribuzione accreditata sia pari all’importo minimale di retribuzione previsto per l’anno di riferimento; diversamente, il numero di contributi riconosciuti sarà pari al rapporto tra l’imponibile retributivo annuo e il minimale settimanale pensionistico in vigore nello stesso anno. Il riconoscimento opera per i rapporti di lavoro in essere al momento dell’entrata in vigore della nuova disciplina e per tutta la durata degli stessi, ma anche per i rapporti di lavoro esauriti prima di tale data.
Importante, le novità introdotte in materia di part-time di tipo verticale o ciclico non modificano le modalità di individuazione del diritto e della misura del Trattamento di Fine Servizio ( Tfs) e del Trattamento di Fine Rapporto ( Tfr) dei dipendenti pubblici.
“Si tratta di una riforma attesa e quanto mai giusta, soprattutto per le donne che devono affrontare periodi di attività ridotta per motivi legati alla maternità o per tutti coloro che abbiano altre esigenze di conciliazione lavoro-famiglia”, ha commentato il Presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico. “Inps si è fatto parte attiva per il superamento dell’iniqua sperequazione tra lavoratori rispetto al loro futuro pensionistico anche al fine di agevolare le possibili scelte degli individui nelle diverse fasi della propria vita”.

 

Istruzioni operative
DECRETO SOSTEGNI, INTEGRAZIONE SALARIALI

Con la circolare Inps del 29 aprile scorso, n. 72 l’Istituto, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, illustra nel dettaglio le novità in materia di integrazioni salariali connesse all’emergenza Covid-19, introdotte dal decreto Sostegni (decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41) e sulle quali il precedente messaggio del 26 marzo 2021, n. 1297 ha già procurato le prime indicazioni.
La circolare fornisce tutte le informazioni sui seguenti aspetti:
nuove disposizioni e destinatari in materia di trattamenti di Cassa Integrazione Salariale (Ordinaria e in Deroga) e assegno ordinario per la causale “Covid-19”;
trattamenti di integrazione salariale ordinaria;
trattamenti di assegno ordinario e di Cassa Integrazione Guadagni in Deroga;
lavoratori cui si rivolgono le tutele di cui al decreto-legge 41/2021;
modalità di richiesta delle integrazioni salariali (Cigo, Cigd e Aso);
caratteristiche e regolamentazione degli interventi di cassa integrazione ordinaria e assegno ordinario prfigurati dal decreto-legge 41/2021;
Cassa Integrazione Ordinaria per le aziende che si trovano in Cassa Integrazione Straordinaria (articolo 20, decreto-legge n. 18/2020);
domande di assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (Fis);
assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni di solidarietà in corso;
assegno ordinario dei Fondi di solidarietà bilaterali e dei Fondi del Trentino e di Bolzano-Alto Adige;
trattamenti di Cassa Integrazione In Deroga (Cigd);
Cassa Integrazione Speciale Operai Agricoli (Cisoa);
termini di trasmissione delle domande dei trattamenti di Cigo, Cigd, Aso e Cisoa.
La circolare indica, inoltre, i termini decadenziali di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo dei trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza Covid-19 e le modalità per l’estensione dell’utilizzo del sistema del conguaglio per i trattamenti di Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd) anche riguardo al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale.

 

Attivata una nuova funzione
SERVIZI PENSIONISTICI PER I PATRONATI

Nell’ambito del progetto “Co-partecipazione degli intermediari nella generazione di valore pubblico”, è stata realizzata per i Patronati la nuova funzionalità “Servizi pensionistici avanzati”, accessibile dal portale in Servizi per i Patronati/Fascicolo previdenziale. Lo ha recentemente comunicato l’Inps con il messaggio del 9 aprile scorso, n. 1476.
La nuova funzionalità rende immediatamente disponibili i servizi che consentono la visualizzazione del cedolino di pensione e del provvedimento di liquidazione/ricostituzione (modelli “Te08”) del pensionato per i quali si è ricevuto lo specifico mandato.
L’accesso al nuovo servizio potrà avvenire alternativamente secondo le seguenti modalità:
inserimento del codice “Otp”, pervenuto sul cellulare del cittadino che risulta titolare di una identità digitale (Pin dispositivo, Spid, Cie, Cns) a cui è associato il proprio numero di cellulare, per confermare il suo assenso;
inserimento dell’importo del mandato di pensione posto in pagamento nel mese precedente l’accesso fornito dal pensionato. L’importo andrà inserito anche se di valore uguale a zero.
L’accesso al singolo servizio è consentito una sola volta in un mese. Il Patronato potrà accedere a un numero massimo di sei cedolini per ciascun pensionato da cui riceva specifico mandato, nell’ambito dei cedolini disponibili nell’anno corrente e nei due anni precedenti.
Per quanto riguarda i provvedimenti di liquidazione/ricostituzione (modelli “Te08”), relativi esclusivamente alla Gestione privata, invece, non sono stati posti limiti numerici alla consultazione dei modelli riferiti a ciascun pensionato per cui si è ricevuto specifico mandato.

 

Istruzioni operative
TUTELA PREVIDENZIALE DELLA MALATTIA

L’Inps, con il messaggio del 15 gennaio scorso, n. 171, ha illustrato le novità introdotte dalla legge di bilancio 2021 in merito alle tutele nei confronti dei lavoratori sottoposti a provvedimenti di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria e dei cosiddetti lavoratori “fragili”.
Il decreto Sostegni (decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41) è nuovamente intervenuto sulle tutele in favore dei lavoratori fragili, estendendo fino al 30 giugno 2021 l’equiparazione del periodo di assenza dal lavoro a degenza ospedaliera.
La tutela è riconosciuta al lavoratore laddove la prestazione lavorativa non possa essere resa in modalità di lavoro agile. Inoltre, il periodo di assenza dal lavoro non deve essere computato ai fini del termine massimo previsto per il comporto.
L’Istituto, alla luce delle modifiche normative e delle indicazioni ricevute dai Ministeri vigilanti, ha fornito, con il messaggio del 23 aprile, n. 1667, le istruzioni operative per il riconoscimento delle tutele nei confronti dei lavoratori dipendenti del settore privato aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia riconosciuta dall’Inps. Le indicazioni riguardano, in particolare, la tutela per i lavoratori fragili, la tutela della quarantena, gli stanziamenti e la gestione delle autorizzazioni per il 2020.

 

Carlo Pareto

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