venerdì, 14 Maggio, 2021

Contro la gogna mediatica e la deriva moralista e giustizialista

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I sottoscritti Massimo Gaggini coordinatore Italia Viva dì Collesalvetti, Serena Ricciardulli e Giovanni Gambini Italia Viva di Rosignano, Claudia Agostini e Enrico Bernardini Italia Viva Val di Cornia-Elba ed Aldo Repeti Segretario Provinciale Psi di Livorno, avvertono la necessità di intervenire prendendo spunto dalla recente revoca dei vitalizi al senatore Ottaviano Del Turco.

È necessario effettuare una premessa imprescindibile.
Da più di un ventennio nel nostro Paese si è profondamente stravolto il senso del Diritto.

Un Paese sul quale domina una deriva moralista e giustizialista che si è abbattuta, in sprezzo al diritto e alla ragione, su certa legislazione e sulla conduzione della competizione politica.

In nome di uno specioso, sterile e pericoloso populismo, si sono abbattuti i canoni del diritto stravolgendo strumenti giuridici posti a tutela delle garanzie di ogni imputato, trasformandolo ipse dixit in colpevole.
Quante volte in questi ultimi decenni abbiamo assistito a gogne mediatiche, con pubblici ministeri ertisi a giudici morali dei comportamenti altrui, per poi veder sgonfiare le loro inchieste con raffiche di assoluzioni, archiviazioni o luoghi a non procedere.

Ultimo in ordine di tempo la vicenda che ha riguardato l’onorevole Calogero Mannino, ma possiamo citare anche Antonio Bassolino, assolto dopo diciannove provvedimenti rivelatisi penalmente non perseguibili. Ma l’elenco è vergognosamente lungo!
Una cosa sono i giudizi penali che rilevano in aula di giustizia a fronte di reati oggettivamente provati.
Altra sono giudizi morali sui comportamenti che, al limite, determinano ambiti di opportunità e di eticità ma che non possono essere confusi automaticamente con rilievi di natura penale. E che dicerto non stanno nelle prerogative di magistrati che nessun consenso democratico ha trasformato in depositari di uno Stato Etico.

Eppure in questi anni abbiamo assistito a processi pubblici prima ancora che nei tribunali, in cui personaggi politici venivano “distrutti” sulla base di teoremi non provati, ma senza che ciò alla fine ne determinasse una oggettiva e corale riabilitazione politica.

Si dirà che si affrontano questi temi, solo perché riguardano politici. Detto che con la gogna mediatica si è teso spesso a sconvolgere il quadro politico del momento, ed anche questo, avvenendo non per percorsi democratici, testimonia uno stravolgimento istituzionale che non ha eguali in altri paesi democratici. Va però detto che non è vero che riguardi solo i politici.

Questi casomai hanno maggiore ribalta mediatica, ma abbiamo assistito ad eventi che hanno travolto anche normali cittadini: ricordiamo di quel padre sbattuto su tutti i giornali accusato di stupro e violenza nei confronti della figlioletta, con processo di condanna su stampa e tv, salvo poi uscire indenne perché emerse che la figlioletta non era vittima di alcuna violenza ma aveva delle deformazioni genetiche.
Un uscita che però non ebbe la stessa eco mediatica tanto da risultarne un uomo distrutto. Ma nessuno ha pagato!
Eppure abbiamo tutti negli occhi la vicenda di Enzo Tortora. Il mostro creato dall’insipienza di un magistrato che “ha pagato” facendo discutibilmente carriera fino alla pensione.
Nel frattempo Tortora, umiliato, danneggiato, svillaneggiato, era innocente, riconosciuto dai tribunali, ma è deceduto malato anche a seguito dei trattamenti subiti.

Tutto ciò chiaro e premesso, si persegue quotidianamente sulla stessa scia della violazione del diritto in modo vergognoso.

 

E veniamo alla vicenda di Ottaviano Del Turco. Che configura un atto vigliacco, feroce e illegale. Illegale perché il presunto reato del quale è ingiustamente accusato Del Turco risale comunque al 2006 e la norma sul ritiro della pensione è del 2015.
Non esiste nessun costituzionalista al mondo che potrà sostenere che restare senza pensione non sia una pena accessoria, per qualunque cittadino, parlamentare o no che sia. E non esiste nessun costituzionalista che potrà mai spiegare a qualcuno che conosce l’italiano, e che ha letto la Costituzione, che una pena retroattiva è legittima.

Prevale la gogna, l’odore del sangue. Ma non è Giustizia.

Noi crediamo fermamente che dal nostro incontro, dalle culture che rappresentiamo e dalla storia che ci contraddistingue, possiamo fare una battaglia di dignità che abbiamo l’onere di combattere per ridare un senso alle istituzioni ed al Diritto, da troppo tempo offesi e vilipesi da retoriche e da scelte che non l’avvicinano ai cittadini e al Paese e che l’allontanano da quell’umanità e senso di ragionevolezza che è alla base del principio democratico.

Per questo con forza ci rivolgiamo a voi, perché si riaffermi il giusto principio di democrazia basato sul diritto, sulla civiltà e sulla normale dialettica politica fatta di confronto e rispetto.
Valori oggi che sono drammaticamente scomparsi e che impongono quella riforma della Giustizia da troppo tempo agognata ma mai realizzata per “difendere” l’arroganza dell’indipendenza senza limiti, la presunta superiorità morale senza critica di una parte della magistratura.

 

Negli anni 80, con un referendum, gli italiani dissero che i magistrati avevano una responsabilità civile e che se sbagliavano era giusto che si assumessero le proprie responsabilità.

La politica come risposta ci mise la solita pezza per salvare quella che cominciava a diventare una casta.

Oggi la politica ha il dovere, prima di tutto morale, di non essere struzzo. Italia Viva e PSI hanno le carte in regola per avviare e coinvolgere in questo necessario cambio di paradigma.

 

Italia Viva Collesalvetti                          Partito Socialista Italiano Federazione Livorno

Massimo Gaggini                                          Aldo Repeti

 

Italia Viva Rosignano

Serena Ricciardulli

Giovanni Gambini

 

Italia Viva Val di Cornia-Elba

Claudia Agostini

Enrico Bernardini

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