mercoledì, 16 Giugno, 2021

Contro la sofferenza la preghiera non basta

0

Il mondo d’Occidente ora è vicino a Israele, ora è vicino alla Palestina, quasi sempre in maniera pilatesca, anzi, salomonica, tanto sono ipocrite quelle fazioni politiche che si schierano a prescindere dalle vere ragioni dei popoli che abitano quella terra da migliaia di stagioni. Ogni essere aspira alla sua terra promessa, ma sono pochi coloro che se ne preoccupano; infatti, le atrocità che l’uomo commette sull’uomo ormai quasi appaiono consuetudine: come nella terra di Mosè, dove quando ci scappa il morto per una faida antica, sembra un’apocalisse! Il riferimento è puntuale, e certo non voglio ricordare i mali profondi che affliggono il pianeta, ma solo rimanere nella vasta area del Magreb dove, per esempio, ci sono tra i più popolosi campi profughi del mondo. Basti pensare a quelli nella ‘terra di nessuno’, appena oltre i confini siriani e già in terra di Giordania, dove l’Inferno dantesco si manifesta nell’indifferenza dell’Occidente senza essere raccontato nei dettagli da nessuno che conti davvero! Sempre per rimanere affacciati sul Mare Mediterraneo, ci sono soprattutto i campi profughi libici posti, più o meno, qualche centinaio di chilometri da Tripoli dove, nonostante la distanza, quando soffia il vento del deserto si sente l’odore acre della disperazione. Eppure il mondo d’Occidente, per mano dell’ONU, o se vogliamo rimanere nella storia mediterranea, della NATO, potrebbe e, lasciatemi dire, sarebbe dovuto intervenire con forza già da molti decenni, anziché nascondersi dietro l’ipocrisia di ‘Pilato’, sostenendo che non si possono invadere e punire popoli sovrani! Ma, scusate, quando il mondo si coalizzò per radere al suolo la Germania cosa fu? A, già, c’era il Nazismo! Allora che i paesi padroni dell’universo facciano in fretta a trovare l’ ‘esercito del bene’ per reprimere la barbarie di alcuni libici che, oltretutto, hanno dichiarato ‘guerra’ anche all’Italia sparando addosso all’equipaggio di un peschereccio siciliano uccidendone, o quasi, il capitano.
Voglio dire che, se fossi un profugo, farei tesoro delle parole che Giulio Andreotti pronunciò in occasione della visita ad un campo profughi libanese qualche decennio fa e, terminata la visita, disse: ‘se dovessi vivere in queste condizioni diventerei un terrorista!’. Non è forse tutto questo che scatena tanto odio, e non già Gerusalemme? Gerusalemme, semmai, dovrebbe riappropriarsi delle parole di pace tra gli uomini, ed ergersi paladina dei sofferenti, proprio perché terra dove le religioni monoteiste hanno trovato, in un magico momento del passato, pace o, se volete, civile convivenza: questo nonostante la consapevolezza che i crociati non fossero andati a cercare il corpo di Cristo, ma solo ori e argenti perché in Europa c’era fame e peste! Il Vecchio Continente non ripeta gli stessi errori strumentalizzando la sua ‘finta’ fede: altrimenti non permetterebbe la barbarie che insanguina il Canale di Sicilia!

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply