martedì, 11 Maggio, 2021

Cosa è accaduto alla classe politica

0

Negli ultimi 30 anni abbiamo assistito a delle piroette incredibili da parte dei leader. La fine del secondo governo Conte, e la nascita di quello Draghi, hanno messo in luce i limiti di questa classe politica e tutta una serie di riflessioni, arrivate da più parti, su ciò che è accaduto al nostro paese. Molti hanno affermato che la nascita del governo Draghi ha conclamato e sancito la fine della politica e degli attuali partiti che sono presenti in Italia.

L’affermazione può apparire molto forte ma, in qualche modo, mette in mostra un dato di fatto: questa classe politica è insicura fino a rasentare l’infantilismo, tipico di chi è e resta immaturo. Credo che una delle possibili spiegazioni, quella che considero la più pregnante, è che i partiti di oggi vacillano tutti perché sono sforniti di solide basi ideali e di valori, nonché privi di democrazia interna. I comportamenti dei leader sono ondivaghi, per non dire esilaranti e bizzarri e hanno mostrato che la politica, i governi, il parlamento e le assemblee locali, possono essere orientati e gestiti per marciare verso una direzione ma anche in quella esattamente opposta. E questo vale per tutti i partiti che hanno un peso nelle scelte del paese. Abbiamo assistito al festival dell’ignavia. Nessun partito che abbia avvertito il senso di responsabilità verso la società nonostante la gravità della situazione determinata dalla pandemia. Nessuno che abbia avuto umiltà e dignità mettendosi al servizio del bene del paese. C’è voluto come al solito il monito del Presidente della Repubblica che ha richiamato tutti ai propri doveri. Ma l’amarezza maggiore è che nessuno abbia fatto tesoro della storia durissima che pure ha vissuto questo paese, durante e dopo la Seconda guerra mondiale, quando tutto era da ricostruire partendo dalle macerie. Tutti capi di partito, allora si chiamavano così, fecero fronte comune per ripartire e dare unità al paese.

L’attività prevalente dei leader politici di oggi è l’attacco, la denigrazione, financo l’insulto, dell’avversario. Mai un gesto di responsabilità, di rispetto, di civiltà politica e di tolleranza. L’unica cosa che conta per questi personaggi è essere ripresi e rilanciati dai mezzi d’informazione. E il fatto ancora più emblematico è che questo ormai è lo strumento quotidiano di lotta più utilizzato anche all’interno delle stesse alleanze. Il continuo bisogno di apparire, la necessità di distinguersi viene considerata la prova, la certificazione, delle loro esistenze politiche; se non lo facessero si sentirebbero morti. Basta vedere come le dichiarazioni di tutti i leader, di sostegno al governo Draghi, a nulla sono servite per farli smettere di usare la critica denigratoria degli altri partiti, anche di quelli che pure sostengono il governo. Insomma, infantilismo puro!

E poi questo continuo cambiare fronte, fare i saltimbanchi e accettare quello che fino a ieri si era disprezzato. Ma mi chiedo: avranno mai, questi leader, pensato di provare a immaginare cosa ne pensa la gente di questi loro cambiamenti? Avranno mai avuto il bisogno di ascoltare sia la loro base di iscritti che quella di tutti i cittadini per capire cosa si aspettano da loro? Ne dubito fortemente.

La cosa principale di cui abbiamo bisogno oggi é quella di costruire, giorno dopo giorno, i tasselli per una crescita ordinata e innovativa, con una visione strategica di lungo periodo che sappia portare il nostro paese verso il futuro.

 

Giuseppe Filippi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply