mercoledì, 16 Giugno, 2021

Costituente per un Mezzogiorno Federato

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Domenica 9 Maggio si terrà l’assemblea costituente che trasformerà l’associazione Mezzogiorno Federato, nata da una idea di Claudio Signorile –  già Ministro dei Trasporti e degli interventi straordinari nel Mezzogiorno –, in un movimento politico. La ragione di questa scelta risiede nella necessità di dare all’Italia Meridionale e Insulare una voce univoca e chiara nell’ambito delle politiche europee legate ai finanziamenti Next Generation UE

 

Il Punto

Dall’Unità d’Italia sino ad oggi il Mezzogiorno è stato marginalizzato con ripetute scelte politiche dello Stato centrale favorendo lo sviluppo delle aree settentrionali. Oggi il sistema Paese vive due differenti assetti sociali ed economici, acuiti dalla pandemia provocata dal Covid19.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, strumento che accoglie e divide i finanziamenti del Next Generation EU, è teso e rendere l’Italia un Paese più equo, verde e inclusivo, con un’economia più competitiva, dinamica e innovativa. Gli interventi del Piano sono stati delineati in modo tale da massimizzare il loro impatto positivo su tre temi i quali rappresentano le maggiori disuguaglianze di lungo corso all’interno del Paese: parità di genere, questione giovanile e questione meridionale.

Al contempo il Mediterraneo sta riacquistando la perduta centralità strategica, economica e militare, e nel complesso scacchiere geopolitico si sta dando priorità al risanamento ed al rilancio del Mezzogiorno, inadeguato per infrastrutture e capitale umano, in un contesto di nuova attenzione per una Europa euro-mediterranea.

 

Il perché di una costituente

All’Italia vengono richiesti interventi definitivi, strutturali ed impattanti, e per fare tutto questo vengono fornite le risorse economiche per realizzarli. 

Ad una tale opportunità storica il Mezzogiorno deve presentarsi unito, compatto e strategicamente preparato al rilancio pianificato.

Mancano, ancora oggi, progetti organici inerenti piccole e grandi infrastrutture di reti viarie, ferroviarie e portuali, senza contare le deficienze nell’ambito dell’istruzione e della sanità. Non ultimo manca al Paese un’adeguata politica di indipendenza energetica che vedrebbe nel Sud il maggior produttore nazionale di energie da fonti rinnovabili.

Stabilito il perimetro e gli obiettivi di queste azioni, prendendo atto della crisi dei partiti nazionali, si rende indispensabile costruire lo strumento attraverso il quale incidere nel dibattito socio culturale e nelle Assemblee elettive. 

Il Mezzogiorno deve divenire attore storico della nuova Italia.

 

Le azioni da intraprendere

La difficile esperienza della pandemia sta mettendo alla prova le potenzialità civili ed umane di un popolo, quello meridionale, che vuole rinascere come protagonista della propria storia. Questa volontà di riscatto è il punto nodale per un nuovo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia.

Ovviamente andranno sostituite le vecchie e colpevoli classi dirigenti che hanno preferito gestire le risorse disponibili in una logica di scambio politico-clientelare, anche con le organizzazioni criminali, all’insegna del familismo amorale e delle logiche di clan politici e di affari.

E’ per questa ragione che il movimento Mezzogiorno Federato si propone di creare comunità civiche basate su rapporti orizzontali di reciprocità e cooperazione che, attraverso la fiducia, promuovano l’impegno civile, la tolleranza, lo sviluppo autopropulsivo e la valorizzazione delle risorse locali. 

Non ultimo spetta ai giovani sobbarcarsi il compito maggiormente gravoso, realizzare una nuova idea di Mezzogiorno.

 

Risorge la Fenice

L’Italia torna ad essere strategica nella politica europea proprio perché il Mediterraneo ha riacquistato una sua centralità intrinseca. Il “Mare nostrum”, nella sua complessiva e complessa dimensione geo-economica e geo-politica diventa per l’Europa una irrinunciabile opportunità.

Il Mezzogiorno federato, forte dei 18 milioni di cittadini meridionali, la cui massa critica, politica, economica e culturale può essere protagonista nel futuro scenario euro-mediterraneo afferma che il Sud non può e non deve essere più marginale rispetto all’Italia, all’Europa e alla Storia. 

 

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Riguardo l'Autore

Polemico, pronto alla sfida e disponibile a mettere in discussione la propria idea. Antonio Musmeci Catania è dottore in Giurisprudenza, indirizzo comparato europeo e transnazionale, presso l'Università degli Studi di Trento. Si laurea nel 2016 con la tesi di ricerca in sociologia del diritto dal titolo: "Decriminalizzazione di alcune attività criminali: La regolamentazione delle sostanze stupefacenti – Nuova politica di contrasto alla macro e micro criminalità organizzata". Ad oggi collabora con il mensile Mondoperaio e con l'Allora! Il giornalino degli italiani in Australia. Dopo una breve esperienza in qualità di sottufficiale della marina mercantile italiana riprende gli studi grazie alla borsa di studio per merito della Fondazione Roma Terzo Pilastro Internazionale e nel 2019 si diploma al master di II livello Lumsa in “Esperti in politica e relazioni internazionali” con la tesi di ricerca in storia del pensiero politico dal titolo: "La democrazia governante, Craxi e la grande riforma - Le resistenze partitiche alla necessità di cambiamento". A seguito dello stage presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Pubblica Amministrazione - ufficio per le attività internazionali-, decide di approfondire le tematiche relative al made in Italy attraverso il master in Global Marketing, Comunicazione & Made in Italy realizzato dal Centro Studi Comunicare l'Impresa in collaborazione con la Fondazione Italia Usa. Ad oggi lavora, studia e continua a scrivere per voi!

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