domenica, 28 Novembre, 2021

Covid-19, le tutele per i lavoratori fragili

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Nel 2020 +2,5% di lavoratori pubblici rispetto al 2019
OSSERVATORIO SUI LAVORATORI PUBBLICI

Nel 2020 il numero di lavoratori pubblici con almeno una giornata retribuita nell’anno è di 3.678.999 (+2,5% rispetto al 2019), con una retribuzione media di 32.222 euro e una media di 278 giornate retribuite.
La Scuola assomma il 39,2% dei lavoratori, seguita dal Servizio Sanitario con il 19,5%, dalle
Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) con il 15,6% e dalle Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco con il 14,0%.
I lavoratori pubblici con contratto a tempo indeterminato nel 2020 sono stati 3.083.087, circa l’84% del totale, con una retribuzione media annua di euro 35.883 e 301 giornate medie retribuite.
I lavoratori maschi rappresentano il 39,9% della distribuzione nel complesso; rispetto alle classi di età, si osserva che solo nella classe da 20 a 24 anni i maschi sono prevalenti con quote pari al 53%.
Nelle classi di età tra 25 e 64 anni il divario per genere si accentua con una netta prevalenza delle femmine a quota 60%.
La retribuzione media annua nel 2020, pari a 32.222 euro nel complesso, risulta molto differenziata sia per età sia per genere. In particolare, aumenta al crescere dell’età ed è costantemente più alta per il genere maschile (38.196 euro contro 28.258 euro per le femmine nel totale).
Nel 2020, il 23,9% dei lavoratori pubblici era collocato nelle regioni nel Centro; a seguire le regioni del Nord-ovest con il 23,0%, il Sud con il 21,7%, il Nord-est con il 19,9% e le Isole con l’11,5%. Le retribuzioni medie nel 2020 presentano i valori più bassi nelle due ripartizioni del Nord: rispettivamente 31.202 euro nel Nord-ovest e 31.287 nel Nord-est.
I dati completi sono disponibili nella sezione “banche dati statistici” del sito www.inps.it, al
link https://www.inps.it/osservatoristatistici/67

 

Nel 2020 -2,33% di aziende attive rispetto al 2019. Diminuiscono anche le posizioni lavorative: -2,08%
OSSERVATORIO SULLE IMPRESE

Nell’anno 2020 le imprese del settore privato non agricolo che sono risultate attive sono 1.614.243; rispetto al 2019 si osserva un decremento del 2,33% circa.
A livello regionale, il maggior decremento si verifica nella regione Molise (-4,23%), seguita dalla Liguria (-3,99%) e dalla Toscana (-3,71%). Le regioni che hanno registrato la minor diminuzione sono Sicilia (-0,31%), Campania (-0,43%) e Calabria (-1,35%).
Il numero medio annuo di posizioni lavorative è risultato pari, nell’anno 2020, a 13.707.237, con un decremento di 2,08% punti percentuali in confronto all’anno precedente.
Sempre nell’anno 2020 la somma totale dei contributi annui è di circa 126 miliardi di euro, con una variazione percentuale pari a -8,3% rispetto all’anno precedente.
Analizzando la serie storica del numero delle imprese attive dal 2011 al 2020, si osserva una diminuzione fino al 2014, ed un andamento altalenante con una ridimensionamento più marcato dal 2019 al 2020. Spostando l’attenzione sui “posti di lavoro” (o “posizioni lavorative”) si osserva un andamento simile con un calo più regolare dal 2011 al 2014 per assistere, successivamente, ad una inversione di tendenza con un incremento altrettanto regolare fino al 2019 ed una forte discesa nel 2020.
La regione con la maggior presenza di imprese è la Lombardia, che presenta nel proprio territorio il 17,23% delle imprese, mentre quella con minore presenza è la Valle d’Aosta con lo 0,26%.
Anche le posizioni lavorative sono maggiormente concentrate in Lombardia e nel Lazio con Percentuali pari, rispettivamente, al 25,59% e al 12,91%. Il minor numero di posizioni lavorative si trova in Valle d’Aosta, con lo 0,17%.
I contributi annui sono stati maggiormente versati nelle regioni del Nord-Ovest, con 52,1 miliardi di euro complessivamente versati nel 2020; a seguire le regioni del Nord-Est con 30,7 miliardi, quelle del Centro con 27,0 miliardi, quelle del Sud con 11,8 miliardi e infine quelle delle Isole con 4,6 miliardi di euro.
Il maggior numero di imprese attive si riscontra in Lombardia (278.057), seguita da Lazio (163.896), Campania (144.159) e Veneto (139.262), fino alla Puglia in cui le imprese presenti continuano a superare le 100.000 unità; dalle Marche in poi la numerosità regionale delle imprese si abbassa sotto le 50.000 unità.
Le imprese che hanno fino a 15 posizioni lavorative rappresentano la quasi totalità (93,29%) e il 78,69% circa del totale appartiene alla prima classe, con un numero di posizioni lavorative inferiore o uguale a 5.
Se consideriamo, invece, il numero medio annuo di posizioni lavorative (o posti di lavoro), allora le imprese “fino a 15 posizioni lavorative” forniscono il 33,98% del totale dei posti di lavoro. Le imprese con “16 e più posizioni lavorative” rappresentano il 6,71% del totale delle imprese, ma forniscono il 66,02% del totale dei posti di lavoro.
Il maggior numero di imprese attive nel 2020 si concentra nel settore “Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli”, che ingloba il 22,31% delle imprese totali, seguito dal settore “Attività manifatturiere”, di cui fanno parte il 15,34% delle imprese, e dal settore “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”, con il 14,27% delle imprese. I comparti che forniscono più posti di lavoro sono quelli delle “Attività manifatturiere”, con il 26,10%, seguito dal settore “Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli” con il 15,45% e dal settore “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” con il 10,49%.
I dati completi sono disponibili nella sezione “banche dati statistici” del sito www.inps.it, al
link https://www.inps.it/osservatoristatistici/11

 

Nuove istruzioni
ESONERO CONTRIBUTIVO IMPRESE AGRICOLE E DELLA PESCA

L’Inps, con il messaggio del 4 novembre scorso, n. 3774, fornisce ulteriori istruzioni sull’esonero contributivo per il settore agricolo e della pesca e dell’acquacoltura.
La circolare Inps dell’8 settembre 2021, n. 131 ha già illustrato le indicazioni relative alla disciplina dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato temporanei a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza da Covid-19, (decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176) e all’ambito di applicazione delle disposizioni che riguardano l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore delle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra, per i mesi di novembre e dicembre 2020 e gennaio 2021.
Il messaggio dell’istituto ora informa che il modulo telematico “Esonero contributivo art. 16-16 bis DL 137/2020 anno 2020-2021” è disponibile per i datori di lavoro nel Portale delle agevolazioni (ex “DiResCo”) e per i lavoratori autonomi nel Cassetto previdenziale Autonomi in agricoltura, alla sezione “Comunicazione bidirezionale”, selezionando la voce “Invio comunicazione”.
La domanda di esonero deve essere presentata entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del messaggio.

 

Covid-19
TUTELE PER I LAVORATORI FRAGILI E IN QUARANTENA: AGGIORNAMENTI

Il decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 ha modificato la disciplina delle tutele previste, durante l’emergenza Covid-19, per i lavoratori in quarantena e per i cosiddetti lavoratori “fragili”.
La nuova norma stabilisce che l’equiparazione a malattia del periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato è riconosciuta fino al 31 dicembre 2021, a fronte di apposito stanziamento.
L’Inps, con il messaggio del 18 novembre scorso, n. 4027, ha comunicato che si procederà, quindi, al riconoscimento della prestazione ai lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia, secondo le consuete modalità, anche per gli eventi verificatisi nel corso del 2021, seguendo un ordine cronologico, come previsto per legge. Il messaggio fornisce, inoltre, le istruzioni operative per le strutture territoriali.

 

Osservatorio Cig
INPS: I DATI DI OTTOBRE 2021

È stato pubblicato l’Osservatorio sulle ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni con i dati di ottobre 2021.
A ottobre sono state autorizzate 99.371.746 ore, il dato registra un decremento del 18,4% rispetto alle ore autorizzate a settembre 2021.
Il 76% delle ore di Cig ordinaria, deroga e fondi di solidarietà sono state autorizzate con causale “emergenza sanitaria Covid-19”.
Le ore di Cassa integrazione guadagni ordinaria autorizzate a ottobre 2021 sono state 33.842.064. A settembre 2021 erano state autorizzate 36.938.713 ore: di conseguenza, la variazione congiunturale è del 8,4% in meno.
Gli interventi di Cig in Deroga sono stati pari a 17.946.957 ore autorizzate. La variazione congiunturale registra a ottobre 2021, rispetto al mese precedente, un decremento del 17,3%.
Il numero di ore autorizzate nei fondi di solidarietà è pari a 33.348.455 e registra un decremento rispetto al mese precedente pari al 30,2%.
Per le ore autorizzate specificatamente per emergenza sanitaria l’istituto di previdenza rimanda al report mensile “ Cassa integrazione guadagni e Fondi di Solidarietà – Ore autorizzate per emergenza sanitaria – ottobre 2021” .

 

Carlo Pareto 

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