giovedì, 6 Maggio, 2021

Crisi alimentare e abbondanza di cibo. Un paradosso mondiale

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«Si può rischiare una crisi alimentare mondiale anche con raccolti abbondanti e grandi riserve a disposizione? La risposta è sì. In un mondo pieno di cibo, gli affamati rischiano di aumentare.» La pandemia di Covid-19 ha colpito tutti i settori, dalla finanza alla manifattura, dal commercio alle materie prime, stravolgendo intere catene di approvvigionamento, comprese quelle del cibo. Per l’emergenza alimentare, infatti, il virus è stato un pauroso acceleratore, che ha aggravato una lista già lunga di criticità: le guerre in Siria, Sud Sudan, Burkina Faso e nella regione del Sahel, l’invasione di locuste in Africa, le emergenze in Libano, Congo ed Etiopia. Anche l’Italia ha attraversato un momento complicato: il blocco delle attività ha aumentato i costi della spesa alimentare per le famiglie, molte persone si sono ritrovate in difficoltà e hanno avuto bisogno di sostegno per sfamarsi”.

 

Il tema, di grande attualità, sarà affrontato nella giornata di sabato 10/10/2020 a Cantalupo in Sabina, presso la sala consiliare alle ore 17.30, dal parlamentare Maurizio Martina (già ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali dal 2014 al 2018 e nel 2018 Segretario nazionale del Partito Democratico), Martina presenterà il suo nuovo libro dal titolo “CIBO SOVRANO le guerre alimentari globali al tempo del virus”, edito da Mondadori. L’iniziativa è del Comune, parteciperanno all’incontro l’assessore alla cultura, turismo e rapporti con gli enti Eleonora Farneti, il sindaco Paolo Rinalduzzi e Giancarlo Micarelli, presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Sabina.

Si legge nella prefazione: ”Emerge, dalla lucida analisi di Maurizio Martina, sostenitore convinto delle relazioni aperte, cooperative e multilaterali, che nei primi cinque mesi del 2020 il mondo ha toccato con mano l’inadeguatezza di due visioni opposte, quella dei «globalisti» e quella dei «sovranisti». Per questo motivo Martina si è proposto di indagare, senza reticenze, i limiti e le debolezze di entrambe, della globalizzazione che abbiamo vissuto fin qui, così come delle derive nazionaliste e divisive che sono affiorate durante la pandemia e che si rivelerebbero ancora più pericolose. Quando parliamo di agricoltura e di produzione di cibo, l’impostazione «gastrosovranista», che rimanda al tema dell’autosufficienza nazionale, all’autarchia, nei fatti risulterebbe impraticabile. Dall’altro lato, però, la globalizzazione del cibo è spesso una storia di disuguaglianza, che porta con sé asimmetrie di mercato e deturpazione dell’ambiente.La strategia vincente per trovare un nuovo equilibrio è dunque acquisire consapevolezza dell’importanza della sovranità alimentare dei popoli, della necessità ormai improrogabile di una svolta ecologica dello sviluppo, del salto di qualità indispensabile per un sistema di regole più forti per il commercio globale, in grado di superare una volta per tutte gli errori e le storture del passato. Si tratta in definitiva di una grande questione democratica. E di un impegno per la libertà”.

Maurizio Martina (1978), bergamasco, è stato ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali dal 2014 al 2018, occupandosi per il Governo italiano anche di Expo Milano 2015. Nel 2018 ha ricoperto l’incarico di Segretario nazionale del Partito Democratico. Attualmente è parlamentare. Con Mondadori ha pubblicato Dalla terra all’Italia. Storie dal futuro del Paese (2017).

 

Maria Grazia Di Mario

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