mercoledì, 12 Maggio, 2021

Crisi e diritti negati: aumentano debiti e suicidi, in calo risparmi e mutui

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I debiti aumentano, i risparmi diminuiscono, la crisi economica morde. Sono aumentate in 9 anni le persone che si sono tolte la vita per motivi economici. I mutui se li possono permettere sempre meno persone, la disoccupazione cresce, il 50,8% delle pensioni non arriva a 500 euro al mese, l’1% del salario se lo mangia l’inflazione. Il tutto mentre ‘i ricchi diventano sempre piu’ ricchi’. E’ un’Italia di ‘diritti negati’ e di ‘disuguaglianze’ quella fotografata dal Rapporto dei Diritti globali 2012 ‘La Grecia e’ vicina’, presentato ieri a Roma. “La prima vittima della crisi economica sono i diritti”, avverte Sergio Segio, curatore del rapporto. Per contrastarla “serve un’alternativa dal basso”, sulla scia degli Indignados e di Occupy Wall Street. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, chiede al governo Monti di non sacrificare il welfare e ribadisce l’impegno del sindacato nella difesa dei diritti e nella “definizione di un nuovo piano del lavoro”.

RISPARMI IN CALO, DEBITI IN AUMENTO – Nel 2010 si sono prodotti 10 euro di risparmio ogni 100 euro. In rapporto, nel 1990 se ne potevano produrre 23. Solo il 28,6% dei giovani under 35 riesce a risparmiare qualcosa, mentre le rimesse degli immigrati scendono del 13% tra 2009 e 2010. I debiti invece aumentano: dell’1% in generale, del 6% nel caso dei mutui, a cui possono accedere sempre in meno (erano il 62% degli italiani nel 2004, il 48% nel 2011). Considerando poi l’aumento annuo delle retribuzioni orarie (+1,8%) nel 2011 e il livello di inflazione (+2,8%) “si arriva all’1% di salario mangiato dall’inflazione, il valore peggiore dal 1995”. “Questa crisi – ha commentato il presidente dell’Arci, Paolo Beni – ci fa capire che bisogna cambiare rotta”.

PER ISTAT 15,6% L’ITALIANO E’ POVERO – Ma secondo gli indicatori di poverta’ europei la percentuale e’ del 24,5%. Aumenta il numero delle persone senza dimora, il 79% delle pensioni non supera quota 1.000 euro, i pensionati co.co.co. vivono con 121 euro al mese. “Il 36% dei giovani e’ disoccupato, tre milioni sono precari – osserva Segio – e 2 milioni non studiano ne’ cercano lavoro”. Gli appelli alla famiglia care giver, si legge nel rapporto, appaiono ‘ipocriti e deboli’ e ‘le politiche sociali a favore di nuclei familiari sono ridicole’, tanto che ‘l’Italia e’ al 25/mo posto per gli investimenti in spesa sociale a sostegno della famiglia’. L’Isee, con la riforma, e’ ‘destinato a diventare piu’ selettivo’ ai danni dei disabili e degli anziani non autosufficienti, mentre ‘cresce la quota di compartecipazione’ alla sanita’ (nel 2012 si pagano 2,18 miliardi di euro in piu’ di ticket rispetto al 2011) e ‘cala l’accesso universalistico alle cure’.

AUMENTANO SUICIDI PER MOTIVI ECONOMICI – Erano il 2,9% nel 2000, sono arrivati al 10,3% nel 2009, afferma Segio. Si tratta di persone che hanno perso il lavoro o che comunque non riescono a trovarlo, ma cresce anche il numero degli imprenditori e lavoratori autonomi che si arrendono.

I RICCHI DIVENTANO SEMPRE PIU’ RICCHI – Tra la meta’ degli anni 80 e la fine dei 2000 il 10% della popolazione italiana piu’ ricca ha visto una crescita di reddito pari all’1,1% (media Ocse 1,9%), mentre il 10% piu’ povero dello 0,2% (1,3%): nel 2010, secondo l’Istat, il 20% piu’ ricco detiene il 37,2% della ricchezza, mentre il 20% meno abbiente l’8,2%.

IL SETTORE BELLICO NON CONOSCE CRISI – L’Italia, conclude Segio, nel 2011 e’ arrivata a una spesa militare annua di circa 26 miliardi di euro, quanto una manovra fiscale, ed e’ uno dei paesi europei che meno ha ridotto il peso delle spese militari in rapporto al Pil nell’arco di vent’anni.

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