lunedì, 18 Ottobre, 2021

Crisi mondiale da Covid senza precedenti

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Tutte le più autorevoli istituzioni economiche sono d’accordo nel ritenere che il Covid ha provocato una crisi economica mondiale senza precedenti.
Angel Gurria, segretario generale dell’OCSE, intervenendo alla conferenza online ‘Dalla Pandemia alla ripresa’ dove sono intervenuti le personalità mondiali delle banche di sviluppo, ha dichiarato: “La crisi del COVID-19 continua a creare sfide per le economie e le società, mettendo a rischio gran parte dei risultati che avevamo raggiunto, promuovendo lo sviluppo”.
La conferenza è stata una grande occasione per parlare a livello globale di incentivi, infrastrutture ma anche di visione a lungo termine.

Le cifre erano già state rese note a giugno, nell’outlook realizzato dall’Ocse. Gurria ha anche sottolineato: “Il declino del 6% del Pil globale che prevediamo per il 2020, nella nostra più recente previsione economica, è molto più ampio di qualsiasi altro declino che abbiamo previsto nei sessant’anni di esistenza dell’OCSE. E nel caso di una seconda ondata, il Pil globale potrebbe scivolare di più del 7,5%. I mercati emergenti e le economie in via di sviluppo sono particolarmente esposte agli effetti della pandemia. Gran parte di loro non possiede sistemi solidi di sicurezza sociale e sanità, e gran parte della loro popolazione non può rimanere a casa, perché vive alla giornata, i loro bambini non hanno accesso alla rete Internet veloce, e persino alla televisione Per passare all’educazione virtuale. Questi paesi hanno bisogno di un supporto extra, e in questo senso entrano in gioco le banche di sviluppo, sono dei player cruciali per sostenere i Paesi in via di sviluppo. Il focus deve essere sulla sostenibilità e l’inclusione”.
Il direttore generale del Fmi Kristalina Georgieva, e il capo economista del Fondo Gita Gopinath, in un editoriale su Foreing Policy, hanno affermato: “La crisi legata alla pandemia è lungi dall’essere finita. La ripresa resta fragile e incerta e per assicurare che continui è essenziale che gli aiuti concessi non siano ritirati in modo prematuro. Una piena ripresa è improbabile senza una permanente soluzione dal punto di vista sanitario: la disponibilità di un vaccino, o di cure di successo per il Covid-19, miglioreranno le prospettive globali: una distribuzione globale e sincronizzata del vaccino è nell’interesse di tutti i paesi”.

 

António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, nel corso della conferenza “Dalla Pandemia alla ripresa”, ha detto: “Il COVID-19 sta mettendo a rischio ed esacerbando l’uguaglianza sociale, economica e infrastrutturale. Le banche di sviluppo possono giocare un ruolo significativo nel supportare la risposta alla pandemia e le misure, finanziando infrastrutture e altri beni pubblici, e promuovendo l’inclusione finanziaria. Il recupero non può includere tutto. Dobbiamo essere ambiziosi e recuperare meglio, guidati dall’agenda 2030 E dagli obiettivi dello sviluppo sostenibile”.
L’evento è stato organizzato da VEB.RF, il principale istituto di sviluppo in Russia presieduto da Igor Shuvalov, in collaborazione con l’International Development Finance Club (IDFC). Tra i partecipanti António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite e Ángel Gurría, segretario generale dell’OCSE.
Buona parte della discussione ha riguardato Pmi e infrastrutture, ossia i due temi dell’evento.
Rémy Rioux, presidente dell’International Development Finance Club IDFC e amministratore delegato dell’Agence Française de Développement (AFD), ha sottolineato: “Le piccole e medie imprese sono state colpite gravemente durante la pandemia. E dalla sanità all’ambiente, dall’educazione al trasporto pubblico elettrico, è risultato chiaro che il primo obiettivo è lo sviluppo sostenibile di lungo periodo”.
Cesare Maria Ragaglini, vice presidente di VEB.RF, ha detto: “Mi auguro che il messaggio che abbiamo lanciato a chi ci ascolta ci permetterà di tornare al più presto a una nuova normalità che tenga conto della protezione dell’ambiente e del futuro delle nuove generazioni: arrivederci a Parigi”.

Così, Ragaglini ha dato un nuovo appuntamento nella capitale francese, dove si terrà il primo vertice mondiale IDFC delle banche per lo sviluppo pubblico, “Finance in Common”, dall’11 al 12 novembre.
Dunque, si è già aperto il dialogo globale sul dopo Covid. Il mondo che verrà, sarà un ritorno allo ‘status quo’ ignorando tutte le problematiche sociali pregresse, o si penserà a superare il cosiddetto ‘neoliberismo’ per costruire una società a dimensione umana in cui si riesca a garantire una vita serena e dignitosa a tutta l’umanità esistente sul pianeta? Tutto dovrebbe cambiare non per tornare come prima, ma per costruire una società socialista fatta di benessere sociale, di pace e di equa distribuzione della ricchezza. Questo dovrà essere l’impegno di tutti i socialisti del mondo.

 

Salvatore Rondello

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