domenica, 9 Maggio, 2021

Crosby Stills Nash & Young: 50 anni dall’apoteosi West Coast

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Cinquant’anni fa, il 7 aprile 1971, esce “4 Way Street”, il secondo album di Crosby, Stills, Nash & Young (CSNY). Un album dal vivo, che segue “Déjà vu” del 1970, e raccoglie le performance registrate nel tour negli Stati Uniti dello stesso anno. E’ l’album che segna il loro trionfo, ma ne decreta anche la fine. Quando “4 Way Street” esce, infatti, i quattro si sono già separati e vanno ognuno per la propria strada dopo litigi e incomprensioni. Si ritroveranno sì ancora insieme per tour e reunion occasionali, compresi due album in studio, o in formazioni ridotte, come quelle tra Crosby e Nash o tra Crosby, Stills e Nash, ma l’atmosfera magica è ormai svanita per sempre. Un po’ come il sogno californiano, durato pochi anni a cavallo fra i ’60 e i ’70, del quale CSNY rappresentano uno dei simboli più sfolgoranti.

 

Uno stile folk-rock innovativo

La storia dei quattro era cominciata qualche anno prima. David Crosby era stato uno dei fondatori dei Byrds, che, reinterpretando le canzoni di Dylan, avevano dato vita a uno stile folk-rock innovativo per poi immergersi nell’atmosfera psichedelica del periodo. Stephen Stills e Neil Young erano le chitarre dei Buffalo Springfield, un altro gruppo californiano etichettato come folk-rock, ma con un sound originale, che recava l’imprinting dei due grandi chitarristi. Graham Nash proveniva dall’Inghilterra, dove faceva parte degli Hollies, ed era in cerca di fortuna e di idee nella West Coast, la terra promessa della nuova cultura giovanile.

 

Il nuovo gruppo

I primi a incontrarsi con l’idea di costituire un nuovo gruppo sono Stills e Crosby, che reclutano Nash dopo averlo sentito cantare per il contributo che poteva dare soprattutto nei cori. Graham, soprannominato Willy, diventerà anche il collante del gruppo, cementando la fragile alleanza fra le sue componenti. In breve i tre elaborano un nuovo stile originale, fresco, spontaneo e realizzano nel 1969 il loro primo disco intitolato semplicemente “Crosby, Stills & Nash”, che scala rapidamente le classifiche. Pochi mesi dopo sul palco di Woodstock ai tre si aggiunge, quasi per magia, Neil Young, che suona con loro per la prima volta. L’unione è fatta e porta alla realizzazione l’anno successivo di “Déjà vu” e allo straordinario tour americano, che li consacra come una nuova leggenda della musica rock. Quattro chitarre, quattro solisti che insieme formano un amalgama innovativo, nel quale voci e suoni diversi si fondono mirabilmente, creando suggestive armonie.

 

4 Way Street

“4 Way Street” riflette ampiamente la ricchezza e la varietà dei contributi che CSNY propongono. L’album si apre con gli ultimi 24 secondi della celebre “Suite: Judy Blue Eyes”, il capolavoro di Stills del ’69 dedicato all’amata Judy Collins. Nella versione originale del LP i brani di Stills sono altri quattro, tra cui “49 Bye Byes” eseguita al piano, l’elettrica e trascinante “Carry On” e “Find the Cost of Freedom”, una canzone di protesta interamente vocale cantata a quattro voci.
Dopo il preludio iniziale segue “On the Way Home”, il primo dei tre brani acustici di Neil Young (gli altri due sono “Cowgirl in the Sand” e “Don’t Let You Bring Down”), che, riascoltati oggi, commuovono più di allora per la tenera voce giovanile di Young. Del grande cantautore canadese sono presenti nell’album anche due canzoni politiche,

 

La repressione della protesta studentesca

“Ohio”, dedicata alla repressione della protesta studentesca in Ohio contro la guerra nel Vietnam ad opera della Guardia nazionale che costò la morte di quattro ragazzi, e “Southern Man”, sul tema razziale, in cui Young si esibisce in uno dei suoi lunghi assoli alla chitarra elettrica duettando con Stills.
Le altre canzoni politiche dell’album sono tre. Due di Graham Nash, entrambe famosissime: “Teach Your Children”, sul rapporto tra genitori e figli, e “Chicago”, focalizzata sulla turbolenta Convention democratica di Chicago del ’68, in cui, in piena guerra del Vietnam, si doveva decidere il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti. La scelta cadde sul conservatore Humphrey, che venne battuto da Nixon, deludendo le speranze giovanili. L’altra canzone politica è “Long Time Gone” di David Crosby, che invita a non perdere la speranza dopo l’assassinio di Robert Kennedy perché “l’ora più buia è sempre appena prima dell’alba”.

 

Sogno e trasgressione

Di Crosby l’album contiene altri due brani, che, per l’atmosfera musicale e i testi, ne mettono in evidenza il carattere sognante: la trasgressiva “Triad” e “The Lee Shore”, in cui si parla di spiagge disseminate di conchiglie, isole assolate sparse nel mare fino al Venezuela e antiche storie di marinai.
L’energia creativa di Stills, le dolci armonie di Crosby e Nash e la doppia anima di Young, divisa tra la tenerezza del cantautore e la scorza del rocker, formano un unicum, che resterà nella storia e che questo grande album riflette splendidamente. Peccato solo che la bella favola sia durata troppo poco!

 

Attilio Pasetto

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