domenica, 19 Settembre, 2021

Cuba, un duro colpo alla credibilità del regime comunista

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Quando (e non è la prima volta) a Cuba, accadono dei fatti che smentiscono l’immagine di quella specie di paradiso comunista evocata continuamente contro l’imperialismo americano, intervengono i difensori del regime instaurato da Fidel Castro. Del resto la retorica che ha sempre accompagnato le gesta dei rivoluzionari che nel 1958 detronizzarono il dittatore Fulgenzio Batista, costringendolo alla fuga dall’isola, si è sempre manifestata in varie forme, dalla esaltazione della sanità gratuita (confrontandola con quella privata e a pagamento degli USA) e dei rilevanti risultato raggiunti in questo campo come le recenti produzioni di portentosi vaccini anti Covid (anche se la diffusione della pandemia è uno dei motivi delle proteste di questi giorni) alla supposta felicità di un popolo che riesce a superare le difficoltà economiche provocate dalle sanzioni dei “cattivi” americani preservando gli effetti benefici della rivoluzione (anche se dopo le manifestazioni di dissenso i governanti cubani hanno dovuto togliere le tassazioni sui prodotti alimentari e i medicinali importati dall’estero). Fino alla promozione di un turismo sviluppato e favorito dalle indubbie bellezze naturali dell’isola e in parte esploso anche per le dicerie su una ricercata libertà sessuale (oggi in crisi per gli effetti dell’infezione e motivo di mancati introiti di valuta pregiata). Ecco, sia ben chiaro: nessuno intende negare il valore storico e liberatorio di quanto accaduto nel 1958. Il movimento rivoluzionario cubano segnò la fine di una dittatura che aveva arricchito poche persone costringendo con la violenza e l’oppressione un popolo alla fame e agli stenti, restituendogli dignità. Ma il prezzo pagato successivamente è stato la negazione dei principi democratici e della libertà. Migliaia di oppositori del regime comunista instaurato, che non sono riusciti a fuggire, sono stai incarcerati. La violenza e la repressione sono state costanti nel combattere il dissenso, la elezioni sono state ridotte a una farsa gestita dal regime comunista, gli esuli sono stati identificati come nemici della rivoluzione. Fidel Castro, tenuto in vita come Presidente nonostante le sue condizioni fisiche fossero ormai definitivamente deteriorate, è stato sostituito da fratello aggiungendo così l’aspetto dinastico al regime comunista mentre ora Cuba è guidata dal meno carismatico Miguel Diaz- Canel. Probabilmente il regime non era preparato alle clamorose manifestazioni di protesta che hanno visto migliaia di persone scendere nelle strade di alcune città cubane inutilmente bloccate dai simpatizzanti del regime, subito mobilitati , e dalla polizia (che in un video diffuso sembra addirittura complice non intervenendo). Oltre cinquemila gli arresti per attività sediziosa, un morto (anche se alcuni osservatori parlano di più vittime), diversi feriti (molti non dichiarati per non farsi registrare negli ospedali). Il Governo ha sospeso internet rendendo così più difficile il diffondersi delle notizie. Particolarmente gravi sono stati gli arresti di alcuni giornalisti mentre svolgevamo il loro lavoro di cronaca degli avvenimenti. È probabile che, come accaduto già in passato, con la dura reazione avviata, si riesca a fare rientrare gli episodi di malcontento. Ma, anche se si continua a accusare gli Stati Uniti di aver fomentato i disordini, la credibilità del regime comunista cubano ha subito un ulteriore duro colpo. E le speranze di un popolo che, dopo la detronizzazione di Batista, ha visto calpestare da Fidel Castro la propria libertà non sono più risollevabili con la propaganda e la menzogna sulle sue reali condizioni. Né con il supporto che attualmente il Governo cubano sta fornendo al venezuelano Maduro, un altro campione della retorica comunista che sta riducendo la gente alla fame.

Alessandro Perelli

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1 commento

  1. Mario Mosca on

    Ormai su Avanti! ( quotidiano socialista? ) si leggono sempre più spesso articoli e lettere che non sorprenderebbe se venissero pubblicati da “Libero” o da “la Verità”…. Non so se il partito condivida o meno questa deriva a destra, so solo che da socialista mi sento deluso. Evidentemente tanti socialisti hanno capito da che parte tira il vento.

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