mercoledì, 1 Dicembre, 2021

Da Bogotà arriva la ripresa delle azioni militari

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A meno di tre anni dallo storico accordo tra il Farc e il Governo di Bogotà che aveva posto fine alla lotta armata in Colombia, Ivan Marquez, già vice capo del Fronte armato rivoluzionario ha decretato la ripresa delle azioni militari. La Colombia sta attraversando una fase difficile per la situazione economica e sociale  del Paese. A fronte di una sostanziale  conferma delle sue capacità produttive, soprattutto nel campo delle miniere di carbone e oro, e delle relative esportazioni, vi sono il carente gettito fiscale e la situazione di povertà che permane in alcune aree, soprattutto rurali. Inoltre mancano riforme organiche e strutturali e un rafforzamento ormai necessario delle vie di comunicazione.

Il Presidente Ivan Duque Marquez, del partito conservatore, che da tempo ha una solida maggioranza nel Paese, ha annunciato una serie di interventi a favore delle imprese con sgravi fiscali ma deve fare i conti con le fasce di povertà sempre più ampie che determinano un malessere  di larghe fasce di popolazione raccolto dal Partito liberale socialdemocratico di opposizione ma che rischiano di essere intercettate anche dalla ripresa di ostilità da parte del Farc.

Dunque ha confermato la repressione di tutti i tentativi di infrangere l’accordo del 2016 con i terroristi, ma dietro questa ripresa dell’attività  del Farc, appare l’ ombra inquietante del Presidente del Venezuela Maduro. I rapporti tra i due Stati confinanti sono pessimi, sia per la diversità politica dei due Governi sia per la diversa e opposta collocazione internazionale. Negli ultimi  anni sono oltre due milioni i venezuelani  che per fuggire dalla fame e dalla miseria, dalla mancanza di medicinali e dalla dittatura, hanno trovato asilo in Colombia. E se è vero che il Parlamento colombiano è venuto incontro a questa tragedia, approvando misure a sostegno  dei profughi e recentemente la concessione della cittadinanza colombiana ai figli dei venezuelani nati in Colombia, è anche vero che questa situazione  grava sull’economia di Bogotà aumentando le spese per il welfare e pone nuovi problemi di sicurezza per la vita dei cittadini. Uno stato di cose a cui difficilmente, senza aiuti e solidarietà  internazionale, la Colombia potrà far fronte. L’annuncio della ripresa dell’attività armata del Farc pone seri interrogativi sul futuro della stabilità politica nel Paese sudamericano.

Alessandro Perelli

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