sabato, 15 Maggio, 2021

Embraco, lettere di licenziamento per 400 dipendenti

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Dal Piemonte le ultime notizie non sono piacevoli. Sono in arrivo le prime lettere di licenziamento ai 400 lavoratori della ex Embraco di Riva di Chieri (Torino), azienda già parte del gruppo Whirlpool, al centro di un tentativo di salvataggio con l’intervento del Mise, tuttora in alto mare. Lo hanno reso noto gli stessi lavoratori. La cassa integrazione sarà in vigore fino al 22 luglio, dopodiché gli addetti dello stabilimento si ritroveranno senza lavoro e senza ammortizzatori sociali.

La notizia è arrivata nella tarda mattinata di ieri, lunedì 3 maggio 2021, da fonti sindacali. Nella missiva di comunicazione di recesso del rapporto di lavoro inviata con la firma del curatore fallimentare, si legge: ”Stante l’approssimarsi del termine di cassa integrazione straordinaria per crisi per cessazione di attività autorizzata sino al 22 luglio 2021, la curatela si è vista costretta ad avviare la procedura di licenziamento collettivo. Detta procedura si è esaurita lo scorso 26 aprile con la conferma dei provvedimenti e l’impossibilità di ricorrere a misure alternative, mio malgrado le comunico il recesso del rapporto di lavoro a far data dal 22 luglio 2021”.
La preoccupazione c’era anche nella manifestazione del primo maggio a Nichelino (in provincia di Torino) dove si è protestato per il lavoro perduto. Gli oltre 400 dipendenti della ex fabbrica Embraco continuano la protesta dopo la conferma del licenziamento collettivo seguito al mancato accordo tra Fim, Fiom, Uilm, Uglm Torino e curatela fallimentare di Ventures presso l’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte.
Il sindacato Uil afferma: “Urgente più che mai la costituzione della newco Italcomp”.

Vito Benevento, segretario organizzativo della Uilm di Torino, ha commentato: “Apprendiamo dai lavoratori che stanno arrivando le lettere di licenziamento, di certo la curatela non ha perso tempo. Anche per questo è sempre più urgente la costituzione della newco Italcomp, unico strumento a disposizione per garantire il futuro e l’occupazione dei 400 lavoratori ex Embraco”.
Pochi giorni fa ‘La Republica’ scriveva: “Per il salvataggio della ex Embraco si sta lavorando da tempo ad una newco, la Italcomp. Un progetto di politica industriale, uno dei rarissimi nella storia recente dell’economia italiana. Ma che per la malefica congiuntura astrale della pandemia, della crisi di governo e di una nuova maggioranza tanto eterogenea quanto inconciliabile nelle sue dinamiche interne, rischia di restare solo sulla carta. Ci sarebbe anche lo scarso entusiasmo sul progetto del neo-ministro Giorgetti oltre ai nodi irrisolti sulla compagine, come emerso dall’ultima riunione al Mise. E questo nonostante al Mise ci sia ancora come sottosegretaria Alessandra Todde (M5S come l’ex titolare del dicastero Patuanelli) che aveva disegnato insieme al commissario straordinario di Acc, Maurizio Castro, il progetto Italcomp”.
Ora con l’arrivo delle lettere di licenziamento il governo tramite il ministero dello Sviluppo Economico cercherà di intervenire in extremis? Gli interrogativi aperti sono ancora molti, mentre è certo che dal 22 luglio prossimo 400 persone saranno a casa, senza lavoro e senza stipendio.
Sicuramente non si sarebbe arrivati a questo epilogo, se in Italia si fosse già attuato l’art. 46 della Costituzione sulla cogestione. Un principio di democrazia economica che presenta una validità sempre più attuale per prevenire le situazioni di crisi aziendali con le tragiche ripercussioni nel mondo del lavoro a tutti ben note. In tal senso, il caso della ex Embraco potrebbe diventare un punto di partenza per attuare la cogestione in Italia.

 

Salvatore Rondello

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