mercoledì, 16 Giugno, 2021

Da eroi sociali alla dimenticanza

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Il 12 maggio  lo OMS ha istituito la giornata internazionale del l’infermiere. E il PSI aveva come sempre fatto sapere la adesione al l’insorgere della pandemia.
All’inizio divennero tutti eroi sull’onda della paura per la comparsa di un nemico sconosciuto. Si mandavano gli applausi e i riconoscimenti con la stessa velocità in cui si cercavano gli untori e comparivano le folle degli scienziati veri e inventati.
Per i guerrieri della pandemia, amazzoni perché in maggioranza donne comparivano come cherubini nella notte e ognuno esprimeva consenso e esaltava quella abnegazione. Poi una parte di loro subì la tragica morte come i pazienti, fragili e anziani che non riuscivano a combattere il virus.
Da eroi sociali alla dimenticanza, come titola qualche giornale o come critica qualche sindacato?

Una prima osservazione si pone:è possibile che in una società matura dovere e diritto siano sovrapponibili e catalogabili con tale superficialità?
Sottovalutazione e sopravalutazioni che ancora vediamo sfogliando le pagine di giornali e riviste di questi 15 mesi messe in bocca “alla gente” come si dice, non rappresentano la verità del popolo.
Non solo chi ha sofferto, chi soffre, ma anche il cittadino per bene ha della categoria, e verso la categoria, affetto, riconoscenza e piena fiducia.
Arriviamo a questo 12 maggio con un bilancio dello impegno profuso singolarmente e collettivamente per
far sì che il ciclo della cura, ma anche dei rapporti personali e della solidarietà verso individui e famiglie
non venisse meno. E così è stato
Nelle case di riposo, negli ospedali, nei servizi a domicilio e nella organizzazione della vaccinazione di massa l azione degli infermieri in stretta collaborazione con medici e col grande mondo del volontariato e delle forze del ordine hanno dimostrato che lo stato, quindi i cittadini possono contare su di loro.
Diamo spazio nella giornata alla verità dei fatti.
Poca propaganda:ci sarà sempre chi critica.
Tutto passa:sia il dolore che la felicità. È importate ricordarlo senza rimanere nella tenaglia fra applausi e denigrazione. La categoria ha svolto il proprio dovere ed è nostro il dovere di renderne atto.
Se è vero che, come ci ricorda il teologo che scrisse il Diario del dolore che il dolore assomiglia alla paura, noi dobbiamo solo aver timore di mancare di riconoscenza.
Abbiamo ancora un lungo cammino da percorrere, ma il PSI, tutte le persone sensibili sanno che non possiamo dimenticare e la categoria è la scienza medica, la ricerca: antidoti certi contro la paura e protezione incancellabile contro la mancanza di rispetto per il servizio che si rende.

 

Paolo Cristoni

Già deputato Psi.

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