domenica, 28 Novembre, 2021

Da Eschilo a Nilla Pizza, storia di Mario Scaccia, attore e visionario

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Da Eschilo a Nilla Pizza, storia di Mario Scaccia, attore eclettico e visionario

Redazione Avanti

Domenica 24 ottobre al Teatro Villa Pamphilj di Roma, alle ore 11:30, Pino Strabioli incontra la scrittrice Michela Zaccaria per presentare, in prima assoluta, il suo libro-biografia “Mario Scaccia” (Bulzoni Editore).
Per assistere all’incontro sono necessari la prenotazione e il Green Pass. Info 065814176, scuderieteatrali@gmail.com.

Attore eclettico, visionario e ironico, con lo sguardo tra i più fulminanti della scena italiana, Mario Scaccia (Roma 1919-2011) ha attraversato da protagonista sessantacinque anni di storia dello spettacolo con lo sguardo tra i più fulminanti della scena italiana. Apprezzato interprete dei classici (soprattutto Molière e William Shakespeare), coltiva il comico-grottesco di Eugène Ionesco, Friedrich Dürrenmatt e Samuel Beckett, riscopre drammaturghi dimenticati del nostro Ottocento e propone novità di autori italiani e stranieri. Romano da generazioni, per primo riporta al successo le commedie di Ettore Petrolini.

Il volume di Michela Zaccaria ne ripercorre la straordinaria avventura fra teatro, cinema, tivù e radio: dagli esordi dopo la guerra nel teatro universitario e nella compagnia di Anton Giulio Bragaglia accanto a Memo Benassi, alla rivista con Macario e con Nilla Pizzi, alle tragedie classiche a fianco di Vittorio Gassman, alla fondazione della celebre Compagnia dei Quattro con Franco Enriquez, Valeria Moriconi e Glauco Mauri, al lavoro nei Teatri Stabili diretto da grandi registi e da indipendente con una compagnia a suo nome.

Come sottolinea l’autrice Michela Zaccaria «L’idea è nata trent’anni fa quando decisi di dedicare la mia tesi di laurea a Mario Scaccia, un attore che adoravo e che conoscevo dall’età di tredici anni. In facoltà a Milano i professori furono sorpresi, perché allora non si dedicavano studi ad attori viventi. Ma fui caparbia e, grazie alla disponibilità di Scaccia e del suo archivio personale, la tesi fu scritta. Questo libro, naturalmente, non è la mia tesi di trent’anni fa. Ho fatto in tempo a “entrare in arte” come si diceva un tempo, proprio con Mario Scaccia, fare regie e scrivere, uscire dall’arte, dedicarmi all’insegnamento e alla ricerca, tradurre commedie.
Scaccia mi ha fatto conoscere i segreti del teatro, perciò ho voluto raccontare un po’ di quel teatro che lui aveva vissuto. “Se il teatro non ci fosse stato, l’avrei inventato io per sopravvivere”, diceva. Scaccia aveva recitato la tragedia di Eschilo, i classici, le novità internazionali più raffinate e la rivista accanto a Nilla Pizzi con lo stesso impegno, senza snobismi. Era un attore senza compromessi, un uomo generoso e ironico con un soffio di poesia nel cuore. È stato un maestro per molti giovani attori. Tenere viva la sua memoria, a dieci anni dalla scomparsa, non significa fare un’operazione nostalgica, ma mantenere attuale il suo modo di intendere il teatro in maniera viva e totalizzante».

Michela Zaccaria è dottore di ricerca in Storia dello Spettacolo e insegna alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona. Ha pubblicato saggi in riviste italiane e internazionali sulla storia degli attori e la drammaturgia tra Sette e Novecento e i volumi “Primedonne. Flaminia e Silvia dalla Commedia dell’Arte a Marivaux” (2019) e “Mario Scaccia” (2021). Al lavoro di ricerca ha affiancato l’impegno teatrale come regista, autrice e traduttrice.

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