domenica, 28 Novembre, 2021

“Il mostro nella cripta”, da oggetto di scena a culto

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Questa è la storia di un fumetto alla base di un film che non ne vuol sapere di restare al suo posto e che diventa un oggetto reale. Un vero albo a fumetti, un horror dal piglio ironico scritto da Alfredo Castelli e disegnato da Alekos Reize, portato nella nostra realtà dall’Editoriale Cosmo, che ne ha annunciato l’anteprima per Lucca Comics & Games, prevista dal 29 ottobre al primo novembre, e la distribuzione in fumetteria subito dopo.

Il film di cui si parla è “Il mostro della cripta”, un horror-comedy uscito l’estate scorsa, prodotto da Carlo Macchitella e dai Manetti Bros (i registi del film di Diabolik, annunciato per dicembre) e diretto da Daniele Misischia.

La trama racconta del giovane e un po’ nerd Giò (l’attore Tobia De Angelis) che, leggendo l’episodio “Il mostro della cripta” di Squadra 666, il suo fumetto preferito, si accorge di alcune sinistre analogie tra la storia raccontata nell’albo e gli avvenimenti che stanno seminando morte e orrore nel piccolo paese in cui vive. Giò e la sua strampalata compagnia di amici si tuffano così in un’avventura horror, in una lotta senza quartiere contro un essere demoniaco e sanguinario in cui viene coinvolto, suo malgrado, anche l’autore del fumetto, tale Diego Busirivici.

La particolarità dell’operazione editoriale sta nel fatto che l’albo “Squadra 666 – Il mostro della cripta” non è una versione a fumetti del film, e non è neppure un prequel o un sequel, ma è quello che in gergo cinematografico si chiama «prop», cioè la fedele riproduzione di un oggetto di scena utilizzato per le riprese.

In pratica, il fumetto che dà origine alle indagini dei protagonisti è stato scritto per il film non dal fittizio autore Diego Busirivici (interpretato da Lillo Petrolo) ma da Alfredo Castelli, forse il più famoso sceneggiatore di fumetti italiano (vivente) e creatore di Martin Mystère, che inventa per la prima volta dei nuovi personaggi a quasi quarant’anni dall’esordio del suo inossidabile Detective dell’Impossibile. Mentre a disegnare nella realtà “Il mostro della cripta” è stato Alekos Reize, già coinvolto nel film come storyboard artist.

È proprio grazie ai due autori che conosciamo Sybil, Carlos, Simon e Duffy, i componenti della Squadra 666, dotati di tecnologie avanzatissime e poteri magici. La loro missione è dare la caccia a una creatura assassina in un piccolo borgo dell’Austria, in un’avventura che si dipanerà anche sulle tracce del misterioso fondatore dell’istituzione per cui lavorano.

“Squadra 666 – Il mostro della cripta” è sì la riproduzione di un «prop», ma è anche una storia “mysteriosa” ispirata alla grande stagione dei fumetti horror di fine anni Ottanta, periodo in cui è ambientato il film, che Alfredo Castelli conosce molto bene.

Anche se non è ancora uscito, “Il mostro nella cripta” è già divento un oggetto di culto, imperdibile per gli amanti del genere e per i collezionisti di oggetti di scena cinematografici.

Imperdibile soprattutto per gli appassionati lettori del Buon Vecchio Zio Alfy, così viene chiamato dai sui fan Alfredo Castelli. Sceneggiatore, critico letterario e ricercatore, nato a Milano il 26 giugno 1947, Castelli ha esordito (come si pregia di raccontare a chiunque lo voglia stare a sentire) quando ancora portava i calzoni corti, nel 1965 per l’esattezza, scrivendo e disegnando il personaggio di Scheletrino, le cui avventure fungevano da chiusura comica alle cupe storie di Diabolik. Col passare del tempo, Castelli collaborerà con tutti i principali editori italiani e con riviste come il Corriere dei Ragazzi e Il Giornalino, per approdare, infine, nella redazione di Sergio Bonelli Editore dove, nel 1982, crea Martin Mystère, il suo personaggio più celebre che continua a entusiasmare ancora oggi, tanto da aver ripreso la periodicità mensile e da apprestarsi a superare il traguardo dei suoi primi quarant’anni con un invidiabile seguito di affezionati lettori. Altre sue celebri creazioni sono Gli Aristocratici, L’Ombra e Gli Astrostoppisti (tutti e tre riproposti in libreria dall’Editoriale Cosmo), l’Omino Bufo e Zio Boris.

Castelli è anche un importante storico del fumetto, specializzato in particolare sulle origini del genere. La sua opera principale è “Eccoci ancora qui”, una certosina ricerca su personaggi e autori di comics che venivano pubblicati nei quotidiani degli Stati Uniti a cavallo tra XIX e XX secolo.

Alekos Reize nasce a Roma nel 1984. Fervido collezionista di titoli di studio, dopo una laurea in architettura e un dottorato in disegno, frequenta la Scuola Romana dei Fumetti. In questo periodo fonda assieme a un gruppo di amici il collettivo Blackboard, con il quale realizza due volumi autoprodotti, sia come sceneggiatore sia come disegnatore. Nel 2019 partecipa all’antologia “Quartieri. Viaggio al centro delle periferie italiane” pubblicata da BeccoGiallo. Lavora come storyboard artist a diversi film, tra cui “Diabolik” dei Manetti Bros e “Il mostro della cripta”. Come tanti cartoonist, disegna costantemente tranne quando deve rispettare le consegne, per non parlare di certi sceneggiatori anche affermati. E questa non è una battuta, come tutti gli editor che si occupano di comics possono confermare.

Antonio Salvatore Sassu

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