martedì, 20 Aprile, 2021

Dal turismo sessuale al turismo vaccinale

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L’inventiva dell’uomo non ha fine, erano i tempi quando i Tour Operator di mezzo mondo si facevano concorrenza proponendo la vacanza al mare, in Thailandia piuttosto che a Cuba, con tanto di tour del sesso più sfrenato. Il mercato allora era molto variegato, potevi scegliere perfino luoghi di guerra per i turisti in cerca di emozioni forti; il conflitto nei Balcani, a fine anni Novanta, ha acceso i riflettori sui nababbi pronti a pagare cifre esorbitanti pur di vedere con il binocolo, ad una distanza relativamente breve, uomini che ammazzavano altri uomini in diretta. Ora, dopo la spaventosa crisi del turismo, provocata dalla pandemia, ecco che quella stessa pandemia viene presa in prestito e sfruttata da quanti offrono vacanze ad Abu Dhabi, per esempio, dove con poco più di 40.000 dollari sonanti puoi farti una vacanza da gran signore e vaccinarti pure con tanto di certificazione internazionale. Una lucida, lugubre, genialità! D’altronde la gente deve pur mangiare in qualche modo; ora non tutti possono permettersi di allontanarsi da casa per decine di giorni e, soprattutto non possono spendere cifre da capogiro. Ed ecco apparire offerte più a buon mercato con il rischio, però, di farsi iniettare un vaccino inefficace, ma non pericoloso, perché acqua e zucchero non hanno mai ucciso nessuno…in questo caso, al più, uccidono solo il portafoglio. La cosa importante è che il mercato turistico inizia la sua nuova corsa verso gli stessi orizzonti di prima, ma con metodi diversi, diversi perché il settore ha capito la sua fragilità: ora con il virus, ieri con il terrorismo e ieri l’altro con la crisi energetica. Speriamo che quest’ultima calamità abbia acceso la fantasia del settore dei viaggi, e soprattutto lo abbia reso indipendente dalle avversità, siano esse naturali o pandemiche. La vacanza per l’uomo è indispensabile, perché un uomo rilassato sarà più efficiente nel lavoro e nella vita. Tutto quello che devono fare gli Stati è rendere il mercato turistico indipendente da orpelli burocratici e divieti, lasciando alle associazioni di categoria il ‘governo‘ dell’organizzazione turistica. E se per rilanciare il settore, e respirare, qualcuno si è inventato il turismo vaccinale nei paradisi del mondo, non rompiamogli le scatole; sempre meglio degli ipocriti che in Italia si vaccinano furtivamente sottraendo le dosi a quanti, compostamente, sono in fila e aspettano con pazienza il loro turno.

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Zefiro

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