mercoledì, 19 Maggio, 2021

Decreto Ristori, contributi a fondo perduto raddoppiati

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Decreto Ristori
ALTRE SEI SETTIMANE DI CIG
Contributi a fondo perduto raddoppiati, o anche quadruplicati in alcuni casi, con un tetto massimo a 150mila euro, per supportare 460mila attività messe a dura prova dalle nuove restrizioni anti-Covid. Blocco dei licenziamenti che andrà avanti fino a gennaio, legato ad altre 6 settimane di Cig. E poi nuove indennità per stagionali e precari dello spettacolo, dello sport e del turismo, un nuovo pacchetto giustizia, il rinvio delle elezioni comunali del 22 e 23 novembre al prossimo anno e alcune misure sanitarie, per rafforzare due dei punti più critici emersi nelle ultime settimane: i tamponi e il tracciamento dei contatti.
In pratica il governo con il decreto ‘Ristori’ stanzia altri 5,4 miliardi per tamponare l’emergenza: si tratta di risorse recuperate tra i capitoli di spesa inutilizzati, gli “avanzi” di cassa dei finanziamenti non impiegati, circa 100 miliardi, messi in campo dall’inizio della crisi. Il grosso delle risorse va alla proroga della Cig, alle nuove indennità e al bis per i ristori a fondo perduto (circa 4 miliardi complessivi), un miliardo va a turismo, cultura e spettacolo. Per gli spettacoli dal vivo che salteranno di qui a gennaio, peraltro, sarà estesa la possibilità di ottenere un rimborso tramite voucher. Previsti anche aiuti a fiere internazionali, e a manifestazioni e congressi del mondo della cultura, oltre a risorse specifiche per agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche.
Circa 2,4 miliardi andranno invece al ristoro di 460 mila attività costrette a tagliare l’orario o a chiudere con il nuovo dpcm, compresi taxi e Ncc. Per queste imprese ci saranno anche l’azzeramento dei contributi per il mese di novembre, il credito d’imposta al 60% per gli affitti per i mesi di ottobre, novembre e dicembre e la cancellazione della seconda rata dell’Imu in scadenza il 16 dicembre prossimo. Per i ristori ci sarà un duplice percorso, per chi lo ha già avuto l’indennizzo sarà automatico e arriverà con bonifico sul conto corrente da parte dell’Agenzia delle entrate “entro il 15 novembre”, come annunciato alle categorie dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Per gli altri l’Agenzia riaprirà il canale per le istanze e il ristoro arriverà, nelle intenzioni, entro la metà di dicembre. Gli interventi economici saranno rafforzati in confronto a quelli del decreto Rilancio, e le quote saranno “differenziate” in base al comparto economico: bar, gelaterie, pasticcerie, ad esempio, avranno il 150% di quanto già ricevuto, i ristoranti invece il 200% (con ristori medi tra i 5.173 e i 25mila euro). L’indennizzo raddoppia anche per palestre, piscine, teatri, cinema, chiuse completamente fino al 24 novembre (per questi ultimi l’indennizzo medio va dai 5mila euro ai 30mila euro), mentre per chi da marzo sostanzialmente non ha mai aperto, come le discoteche, il beneficio numerario sarà del 400%. A questa nuova tranche avranno accesso anche le attività che superano i 5 milioni di fatturato, ma il tetto ai ristori, per tutti, sarà di massimo 150mila euro.
L’altro capitolo più consistente è quello degli aiuti ai lavoratori: ci saranno altre 6 settimane di Cig a carico dello Stato da utilizzare da metà novembre a fine gennaio o, in alternativa, altre 4 settimane di sgravi contributivi per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro. prevista pure una nuova indennità una tantum da 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo (inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato), gli stagionali degli altri settori, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera. Per i precari dello sport arriverà invece una indennità di 800 euro. Chi non avrà accesso a nessuno dei sostegni al reddito potrà optare infine per altre due mensilità di reddito di emergenza.

 

Truffe online
TENTATIVI DI PHISHING CON FALSA E-MAIL DELL’INPS
La Polizia di Stato segnala che sono in atto tentativi di truffe online con una falsa email dell’Inps. Si tratta dell’ennesimo tentativo di phishing con cui, utilizzando email o sms contraffatti, viene richiesto di cliccare su un link al fine di raggiungere una pagina web trappola, simile a quella originale, e rubare i dati sensibili degli utenti.
Giova a tale proposito ricordare che l’Istituto non invia in nessun caso email contenenti link cliccabili e che tutte le informazioni sulle prestazioni Inps sono consultabili accedendo al portale istituzionale.
È necessario, pertanto, prestare la massima attenzione alle comunicazioni che si ricevono, non cliccare sui link di email di origine dubbia e verificare sempre l’indirizzo di provenienza.

 

Pensioni
BONUS TREDICESIMA 2020: REQUISITI
Per il 2020 è stato confermato dall’Inps il bonus riconosciuto a dicembre ai pensionati titolari di prestazioni pensionistiche minime. Si tratta di una sorta di somma aggiuntiva corrisposta dall’Ente assicuratore ai pensionati il cui trattamento pensionistico risulta essere inferiore a quello minimo annuale in corso di pagamento, a patto che i redditi dichiarati non superino determinati limiti.
Il bonus tredicesima, introdotto dalla Legge di Bilancio 2001, compete ai titolari di assegno sociale e viene annualmente rivalutato dall’Istat. E’ una maggiorazione sulla mensilità aggiuntiva di fine anno che dipende dall’importo della pensione, e che riguarda i pensionati che percepiscono l’assegno minimo.
Requisiti
Il bonus per le pensioni basse sarà confermato solo per coloro i quali rispettano determinati requisiti, vediamo quali.
Anche per quest’anno, il bonus tredicesima 2020 è pari a 154,94 euro e spetta a tutti coloro che prendono fino a 6.695,91 euro. Hanno diritto al bonus tredicesima pensione pure coloro che percepiscono somme leggermente più alte, fino ad esaurirsi a quota 6.850,85. In questo caso, l’importo della somma aggiuntiva sarà pari alla differenza rispetto all’importo della pensione.
Nell’ipotesi in cui il pensionato abbia anche altri redditi, le condizioni da soddisfare sono le seguenti: 10.043,87 euro, oppure 20.087,73 euro nel caso in cui ci sia anche il reddito del coniuge.
Il pensionato avrà, quindi, diritto al bonus per intero se l’importo complessivo delle pensioni per l’anno 2020 è minore o uguale a 6.695,91 euro (sempre entro i limiti reddituali propri e del coniuge previsti).
A tale proposito bisogna inoltre aggiungere che, mentre la tredicesima (la cosiddetta gratifica natalizia) spetterà a tutti i pensionati, i 154,94 euro aggiuntivi non verranno riconosciuti a coloro i quali usufruiscono trattamenti previdenziali e/o assistenziali diversi dalla pensione di vecchiaia. Rientrano tra questi i titolari di: pensione invalidità civile, pensione sociale, assegno sociale, rendita facoltativa d’inabilità, rendita facoltativa di vecchiaia, pensioni di vecchiaia e di invalidità della mutualità pensioni a favore delle casalinghe, assegni di esodo e isopensione.
La somma aggiuntiva riconosciuta dall’Inps è – si ribadisce – uguale a 154,94 euro, e va a sommarsi alla tredicesima ed è da considerarsi dal punto di vista fiscale esentasse. Tale cifra, infatti, non costituirà reddito cumulabile e non dovrà essere dichiarata da coloro i quali stanno beneficiando o chiederanno di usufruire di determinate prestazioni previdenziali e/o assistenziali.
Questa somma aggiuntiva non è invece riconosciuta a chi percepisce:
trattamenti di invalidità civile,
assegno sociale,
pensione sociale,
rendita facoltativa d’inabilità.
Tutte le pensioni e i trattamenti pensionistici/previdenziali diversi da quelli appena elencati non escludono la fruizione del bonus. In questi casi, dunque, l’unico elemento che potrebbe comportarne l’esclusione è relativo al superamento dei limiti reddituali. Ricordiamo infine, per ogni opportunità, che, per quanto attiene questo specifico bonus, nel calcolo eseguito per la determinazione del reddito complessivo si dovrà tenere conto sia dell’importo dell’assegno pensionistico che del reddito personale, individuale o coniugale.

 

Inps-Ospedali
CONVENZIONE PER L’EMISSIONE DEL CERTIFICATO ONCOLOGICO
L’Inps, per favorire al massimo le collaborazioni istituzionali e migliorare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, si mette a disposizione per stabilire una convenzione con gli ospedali che ospitano strutture oncologiche. L’obiettivo è permettere ai medici ospedalieri di emettere direttamente il certificato oncologico da trasmettere all’Istituto.
I vantaggi per i pazienti sono diversi:
ottenere il certificato già nella struttura dove sono in cura;
non doversi recare dal medico di famiglia per richiederlo, incorrendo in ulteriori spese;
ottenere un percorso privilegiato nell’iter Inps;
evitare la visita da parte dell’Inps, in quanto già valutati da un medico specialista.
Le convenzioni per l’accentramento degli accertamenti per l’invalidità civile tra l’Istituto e gli ospedali, inoltre, consentiranno agli interessati di essere sottoposti a un’unica visita da parte dell’Inps. In aggiunta, nei casi di documentata gravità della patologia, il giudizio medico per il rilascio delle prestazioni di invalidità potrà essere espresso agli atti con la certificazione specialistica oncologica della struttura abilitata, evitando quindi anche la visita dell’Inps.

 

Carlo Pareto

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