martedì, 20 Aprile, 2021

Decreto sostegni, prime indicazioni e scadenze per la cassa integrazione

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Come funziona
L’ASSEGNO UNICO E’ LEGGE

Disco verde dell’Aula del Senato al disegno di legge delega sull’assegno unico per i figli. Il via libera è arrivato da palazzo Madama praticamente all’unanimità, con 227 si, nessun no e 4 astenuti.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla Ministra della Famiglia Elena Bonetti (Italia dei Valori) che ha parlato di “un primo passo di una riforma storica”, sottolineando che si tratta di “un provvedimento importante perché inizia un tempo nuovo, del futuro, della ripartenza”. Ma ha anche confermato a nome del governo “l’impegno di dare seguito alla delega attuando l’assegno entro il termine del primo luglio come previsto”.
A chi compete – Asse portante del Family Act, la nuova misura consiste in una quota media mensile di circa 250 euro per ciascun figlio (con una maggiorazione per i disabili), modulato sull’Isee, a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età  (se studente o disoccupato). L’assegno (come credito di imposta o accredito mensile) andrà a tutte le famiglie, compresi incapienti ed autonomi.
I requisiti – Riconosciuto a tutti i lavoratori cittadini italiani, titolari di un reddito da lavoro dipendente a tempo indeterminato o determinato, autonomi, o con partita Iva, l’assegno spetta anche ai genitori single con figli fiscalmente a carico.
Per i soggetti cittadini Ue o extra Ue è necessario:
avere il permesso di soggiorno (per soggiornanti di lungo periodo o per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale); versare l’Irpef in Italia; vivere con i figli a carico nel nostro Paese; essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o di durata almeno biennale.

 

Pensionati Inps
IL CEDOLINO DI PENSIONE DI APRILE 2021

Il cedolino della pensione, accessibile tramite servizio online, è il documento che consente ai pensionati di verificare l’importo erogato ogni mese dall’Inps e di conoscere le ragioni per cui tale importo può variare. Di seguito, per ogni opportunità, si riportano le informazioni sul cedolino della pensione di aprile 2021.
Il pagamento
Il pagamento avviene con valuta 1° aprile. Sulla base dell’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 12 febbraio 2021, n. 740, anche ad aprile, per coloro che riscuotono presso Poste Italiane SpA è stata prevista l’anticipazione del pagamento che, rispetto alle normali scadenze, è stato opportunamente distribuito su più giorni. In particolare, il pagamento è stato effettuato dal 26 marzo al 1° aprile scorso.
Anche nel caso di riscossione allo sportello, Poste Italiane ha scaglionato le presenze dei pensionati in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione, secondo il consueto calendario scadenzato appositamente per il periodo prima indicato.
Trattandosi esclusivamente di un’anticipazione del pagamento, il diritto al rateo di pensione si è maturato comunque, per il mese di aprile, il primo giorno bancabile del mese.
Di conseguenza, nell’ipotesi in cui, dopo l’incasso, la somma dovesse risultare non dovuta, l’Inps ne richiederà la restituzione.
Riduzione delle pensioni di importo elevato
A febbraio 2021 sono state effettuate le operazioni di verifica della congruità degli importi trattenuti nel corso del 2020 a titolo di riduzione delle pensioni di importo elevato di cui all’articolo 1, commi 261 e seguenti, legge 30 dicembre 2018, n. 145 (cosiddette pensioni d’oro). Nel caso di un conguaglio negativo, è stato avviato il recupero suddiviso in quattro rate. Sul rateo di pensione di aprile è stato pertanto effettuato il recupero della terza rata del conguaglio.
Trattenute fiscali: addizionali regionali e comunali, conguaglio 2020 e tassazione 2021
Per quanto attiene le prestazioni fiscalmente imponibili, sul rateo di pensione di aprile, oltre all’ Irpef mensile, sono state trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2020.
Al riguardo, si ricorda che queste trattenute sono infatti effettuate in 11 rate nell’anno successivo a quello cui si riferiscono.
Continua a essere applicata ovviamente anche la trattenuta per addizionale comunale in acconto per il 2021, avviata a marzo, che seguiterà fino a novembre 2021.
Prosegue, inoltre, sul rateo di pensione di aprile il recupero delle ritenute Ir4pef relative al 2020 laddove le stesse siano state operate in misura inferiore rispetto a quanto dovuto su base annua.
Difatti, nel caso di pensionati con importo annuo complessivo dei trattamenti pensionistici fino a 18.000 euro, per il quali il ricalcolo dell’ Irpef ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, la rateazione viene estesa fino alla mensilità di novembre (articolo 38, comma 7, legge 122/2010).
Per i redditi di pensione annui di importo superiore a 18.000 euro e per quelli di importo inferiore a 18.000 euro con debito inferiore a 100 euro il debito d’imposta è stato applicato sulle prestazioni in pagamento alla data del 1° marzo, con azzeramento delle cedole laddove le imposte corrispondenti siano risultate pari o superiori alle relative capienze. Le somme conguagliate sono state certificate nella Certificazione Unica 2021.

 

Decreto sostegni, cassa integrazione
PRIME INDICAZIONI E SCADENZE

L’articolo 8, decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (decreto sostegni) ha introdotto nuove disposizioni in merito alle domande di integrazione salariale, rideterminando il numero massimo di settimane che possono essere richieste dalle aziende che sospendono o riducono l’attività lavorativa, in conseguenza all’emergenza Covid-19, e differenziando sia l’arco temporale in cui è possibile collocare i nuovi trattamenti, sia il numero delle settimane.
Con il messaggio del 26 marzo scorso, n. 1297 l’Inps fornisce le prime indicazioni sulla gestione delle domande di Cassa integrazione (ordinaria e in deroga), di assegno ordinario e Cassa integrazione speciale operari agricoli (Cisoa), oltre che dell’assegno ordinario erogato dai Fondi di Solidarietà alternativi, con precisazioni per il Fondo di solidarietà per il settore aereo e del sistema aeroportuale.
Possono richiedere i nuovi periodi anche i datori di lavoro che non hanno mai presentato domanda di integrazione salariale per le diverse causali Covid-19 precedenti.
Oggetto delle richieste sono in particolare i lavoratori che risultino alle dipendenze dell’azienda alla data del 23 marzo 2021, giorno di entrata in vigore del decreto Sostegni. Le domande di accesso ai trattamenti di Cigo, Aso e Cigd potranno essere trasmesse, a pena di decadenza, entro il 31 maggio 2021, utilizzando la nuova causale “Covid-19 – DL 41/21”, per la quale non è previsto alcun contributo addizionale a loro carico.
Per le richieste di trattamenti di integrazione salariale decorrenti da aprile 2021, la trasmissione dei dati per il calcolo e la liquidazione diretta sarà effettuata con il flusso telematico “ Uniemens-Cig”, le cui indicazioni operative saranno illustrate da apposita circolare di imminente pubblicazione.
In merito alle modalità di pagamento della prestazione, rimane inalterata la possibilità per l’azienda di anticipare le prestazioni e di conguagliare gli importi successivamente, così come la possibilità di richiedere il pagamento diretto da parte dell’Inps, senza obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa.

 

Carlo Pareto

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