lunedì, 10 Maggio, 2021

Del Turco, appello al presidente della Repubblica Mattarella

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Sig. Presidente, la ragione per cui ci si rivolge a Lei, come la più alta carica dello Stato, risiede nella scarsa consistenza teorica di un concetto di democrazia solamente formale che, nonostante la sua importanza, si è consumato in questi giorni nell’aula della Presidenza del Senato della Repubblica Italiana nei confronti di un cittadino, Ottaviano Del Turco, perché già prima della decisione necessitava di un limite al contenuto della delibera, non tanto legittima, perché di fatto mortifica la stessa democrazia in quanto Egli è in fin di vita, malato di cancro, di parkinson e di alzheimer, malattie probabilmente conseguenza di un ingiusto calvario giudiziario, dal quale ne è uscito indenne dopo decenni e, comunque, non al punto da essere definito cittadino propenso al crimine o a delinquere, solo per aver fatto induzione indebita di una promessa non mantenuta.

 

Grave è stata la decisione di togliere la pensione ad un cittadino sul letto di morte. Come è possibile che con metodi democratici vengano soppressi diritti sociali democratici? Non si tratta di un’ipotesi di pensiero giuridico ma di quello politico del secolo scorso che riaffiora proprio quando il nazismo e il fascismo, in forma democratica, conquistarono il potere e, successivamente, soppressero ogni forma di democrazia. Fu da quelle tragedie che nacque la nostra Costituzione, ponendo fine all’illusione che solo una maggioranza (rappresentativa o meno) potesse garantire, da sola, Giustizia e libertà, perché fruitrice del consenso politico ricevuto in prestito; dall’altra parte vi sono limiti e vincoli sostanziali garantiti dalla nostra Costituzione sui principi di Giustizia come l’Art.2, 3 e 25. Non è necessario ribadire chi sia il cittadino Ottaviano Del Turco, che abbia dato o meno, con la sua attività politico-sindacale, alla società e allo Stato il massimo del contributo che un cittadino possa dare, ma si chiede un suo intervento affinché la capacità di giustizia e di democrazia di uno Stato democratico venga misurata con i diritti dell’ultimo dei suoi cittadini, dato che un uomo, sul letto di morte, è stato considerato l’ultimo cittadino solo per definizione Tutto questo ci pone ad avere fiducia in Lei, Sig. Presidente, quale garante della giustizia e della Costituzione Italiana, per un suo autorevole intervento risolutivo a salvaguardia della nostra democrazia. Grazie.

 

Franco Santangelo

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