domenica, 28 Novembre, 2021

Domanda unificata uni-Cig, nuova procedura per causali covid

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Greenpass50+
IN LINEA NUONE FUNZIONALTÀ PER LA VERIFICA

L’Istituto, con il messaggio del 21 ottobre scorso, n. 3589, ha dato notizia della pubblicazione del servizio “Greenpass50+” per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, per la verifica del possesso del green pass da parte dei propri dipendenti.
A partire dal 4 novembre 2021, l’Inps, ha reso disponibile una nuova funzionalità, da attivare in fase di accreditamento, che permette di “assegnare” a ciascun “Verificatore” un insieme ben definito di codici fiscali dei dipendenti dell’azienda e, solo per questi, il “Verificatore” potrà effettuare la verifica del possesso del green pass, ferma restando la loro presenza nei flussi Uniemens – Posagri – ListaPosPA dell’azienda.
Nel successivo messaggio del 3 novembre 2021, n. 3768 sono state puntualizzate le caratteristiche della nuova funzionalità, indicando nel dettaglio tutte le fasi di inserimento degli elementi necessari per il processo di verifica, relativi ai “Verificatori” accreditati ed ai dipendenti.
La funzionalità implementata, oltre ad essere attivabile con l’inserimento dei singoli codici fiscali dei dipendenti, può essere attivata massivamente prevedendo l’importazione di un file, in formato .CSV, il cui template è scaricabile dall’applicazione stessa.
L’Inps ribadisce che, in fase di verifica, i “Verificatori” selezionano, tra i dipendenti presenti nell’elenco visualizzato, solo il personale effettivamente in servizio di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro, ovvero escludono gli assenti dal servizio e i dipendenti in lavoro agile e, esclusivamente per le posizioni selezionate, possono verificare il possesso del green pass. Le modalità indicate sono adottate d’intesa con il Ministero della Salute e con Sogei.

 

Domanda unificata uni-Cig
NUOVA PROCEDURA PER CAUSALI COVID-19

Con il messaggio del 29 ottobre scorso, n. 3727 l’Inps ha comunicato il rilascio della nuova procedura per la presentazione della “Domanda Unificata di Cassa integrazione guadagni Uni-Cig” e precisa che la messa in produzione di Uni-Cig riguarda attualmente solo le prestazioni di assegno ordinario, Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd) e Cassa integrazione guadagni in deroga “plurilocalizzata” con causali “Covid-19”.
Non rientrano in questo primo rilascio la prestazione Cigo e quella dell’assegno ordinario con causali ordinarie, per le quali la procedura sarà rilasciata in una fase successiva, rendendo così Uni-Cig la modalità unica di presentazione delle domande di integrazione salariale da inviare all’Istituto.
Il messaggio illustra gli aspetti più innovativi della procedura Uni-Cig, chiarendone le modalità di funzionamento, le opportunità offerte dal Cruscotto di Uni -Cig su tutte le fasi di lavorazione delle istanze inviate, sul sistema dei controlli in fase di compilazione della domanda e sulla possibilità di richiesta di anticipo del 40% della prestazione.
Inoltre, per consentire una fase di graduale transizione che accompagni i datori di lavoro e gli intermediari verso le nuove modalità di trasmissione, si prevede che in un primo periodo, di durata semestrale, l’invio delle domande potrà continuare ad essere effettuato anche con la procedura attualmente in uso. Per le istruzioni di dettaglio, è comunque consultabile il manuale operativo allegato al messaggio.

 

Fondo lavoratori dello spettacolo
CRITERI PER PENSIONE E CONTRIBUZIONE

Il decreto-legge n. 73/2021, introduce disposizioni in materia di regime pensionistico per i lavoratori iscritti al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo modificando le disposizioni del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 182.
Con la circolare Inps del 29 ottobre scorso, n. 163 l’Istituto fornisce indicazioni in materia pensionistica per la tutela previdenziale dei lavoratori assicurati presso il Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e illustra le modifiche e le principali misure stabilite dalla norma.
Ai fini dell’accesso alle prestazioni, l’anzianità assicurativa e contributiva, utile ai fini della maturazione dell’annualità di contribuzione necessaria per il conseguimento del diritto alle prestazioni, si intende maturata con 90 contributi giornalieri dei quali, almeno i 2/3 (60 contributi giornalieri), devono riferirsi a effettive prestazioni lavorative svolte nel settore dello spettacolo, indipendentemente dalla natura autonoma o subordinata del rapporto di lavoro, ferma restando la prevalenza contributiva utile a determinare il diritto alle prestazioni nell’ambito del Gruppo A.
Concorre, a tal fine, anche la eventuale contribuzione relativa ad attività di insegnamento o di formazione o di carattere promozionale, se svolta a tempo determinato da lavoratori appartenenti alle qualifiche professionali di cui al citato Gruppo A, come individuate dal decreto ministeriale 15 marzo 2005.
Nella individuazione dei 2/3 di contribuzione riferita ad effettive prestazioni lavorative svolte nel campo dello spettacolo e del restante 1/3, rileva tutta la contribuzione corrisposta o accreditata alla data di presentazione della domanda di pensione avente decorrenza non anteriore al 1° agosto 2021.
Ai soli fini dell’acquisizione del diritto alla corresponsione dei trattamenti pensionistici, ai lavoratori che possano far valere annualmente almeno 60 contributi giornalieri effettivi o figurativi versati o accreditati nel Fpls, è accreditato d’ufficio, negli anni in cui la retribuzione globale percepita dal lavoratore non superi quattro volte l’importo del trattamento minimo in vigore nell’assicurazione generale obbligatoria, un numero massimo di 60 contributi giornalieri, fino a concorrenza di 120 contributi giornalieri annui complessivi. In ogni caso tale accreditamento è consentito per un massimo di dieci anni.

 

Lieve flessione per i collaboratori, costante aumento per i professionisti Donne in diminuzione tra i collaboratori e in crescita tra i professionisti
OSSERVATORIO LAVORATORI PARASUBORDINATI ANNI 2015-2020

 

È stato aggiornato all’anno 2020 l’osservatorio sui lavoratori parasubordinati, che riporta l’andamento del periodo 2015-2020 delle informazioni su professionisti e collaboratori iscritti alla Gestione separata.
Il numero totale di lavoratori parasubordinati contribuenti (professionisti più collaboratori) è passato da 1.434.856 del 2015 a 1.333.554 nel 2020.
Dai dati si nota una riduzione dei collaboratori dal 2015 al 2016 (-17,4%), una stabilizzazione nel 2017 (+0,1%), un incremento tra il 2017 e il 2018 (+2,4%) e una lieve crescita tra il 2018 e il 2019 (+0,8%) e di nuovo una riduzione tra il 2019 e il 2020 (-1,7%). I professionisti, al contrario, registrano una crescita dal 2015 al 2020 pari al 24,2%.
Tali variazioni sono dovute sia alle dinamiche del mercato del lavoro sia a interventi del legislatore. Innanzitutto, la riforma Fornero (l. 92/2012) che ha introdotto restrizioni sulle collaborazioni a progetto, successivamente il Jobs Act (dl 81/2015) che ha regolamentato ulteriormente la materia. Tali disposizioni hanno comportato una “stretta” sulle collaborazioni. Un effetto sugli andamenti del numero di collaboratori e professionisti, inoltre, è dovuto anche alle continue variazioni delle
aliquote di contribuzione.
La quota di donne è diminuita nella tipologia dei collaboratori mentre è aumentata in quella dei professionisti: nel 2015 erano il 39,1% tra i collaboratori e il 41,9% tra i professionisti; nel 2020 tali valori sono rispettivamente 36,8% e 45,5%.
Per quanto attiene l’età, nel periodo 2015 – 2020 il dato aggregato dei collaboratori e professionisti rileva che sono calati del 15,3% gli under 30, del 7,3% i lavoratori tra i 30 e i 59 anni, mentre per quelli da 60 in poi si è avuta una lieve risalita (+1,6%). Dal punto di vista geografico, tra il 2015 e il 2020 la diminuzione rispetto alle tre grandi macroaree è la seguente: -6,6% al Nord, -8,8% al Centro, -6,1% al Sud.
Per i collaboratori si riscontra una continua ascesa del reddito medio, mentre per i professionisti si rileva una lieve riduzione fino al 2017, una lieve ripresa nel 2018 e nel 2019 e una consistente flessione nel 2020 ascrivibile agli effetti della pandemia.
Nel rapporto sono disponibili, per la sola tipologia dei collaboratori, ulteriori variabili di dettaglio, come il numero di committenti: il 47,7% dei collaboratori risulta essere esclusivo e mono-committente, con un reddito medio annuo inferiore a 20mila euro, e il reddito medio degli uomini è quasi il doppio di quello delle donne.

 

Osservatorio Reddito/Pensione di cittadinanza e reddito di emergenza
I DATI DI SETTEMBRE 2021

Nel periodo gennaio – settembre 2021, i nuclei percettori di Reddito di Cittadinanza (RdC) sono stati oltre 1,52 milioni, mentre i percettori di Pensione di Cittadinanza (PdC) sono risultati più di 160mila, per un totale di oltre 1,68 milioni di nuclei e quasi 3,8 milioni di persone coinvolte, per un importo medio di 547 euro.
I dati relativi al singolo mese di settembre riferiscono di 1,34 milioni di nuclei percettori totali, con quasi tre milioni di persone coinvolte e un importo medio erogato a livello nazionale di 546 euro (578 euro per il RdC e 271 per la PdC).
L’importo medio varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, e va da un minimo di 445 euro per i monocomponenti a un massimo di 701 euro per le famiglie con quattro componenti.
La platea dei percettori di Reddito di cittadinanza e di Pensione di Cittadinanza è composta da 2,53 milioni di cittadini italiani, 308mila cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno UE e circa 116mila cittadini europei.
La distribuzione per aree geografiche vede 578mila beneficiari al Nord, 417mila al Centro e 1,97 milioni nell’area Sud e Isole.
Nei primi nove mesi del 2021, le revoche raggiungono il numero di quasi 90mila nuclei e le decadenze sono quasi 244mila.
Il decreto-legge 41/2021 art.12 comma 1 ha previsto il riconoscimento, a domanda, di ulteriori tre mensilità di Reddito di Emergenza, per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021. Sono 594mila i nuclei a cui è stata pagata almeno una mensilità nel 2021, delle tre prefigurate, con un importo medio mensile di 545 euro e un numero di persone coinvolte di oltre 1,3 milioni. Oltre 827mila sono cittadini italiani (323mila nuclei con un importo medio mensile di 582 euro), 441mila cittadini extracomunitari (oltre 233mila nuclei con un importo medio mensile di 494 euro) e quasi 82mila
cittadini comunitari (per oltre 36mila nuclei e importo medio mensile di 536 euro).

 

Carlo Pareto

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