martedì, 3 Agosto, 2021

Dopo Draghi ricostruiamo le strutture della politica

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E’ stato questo il tema del convegno che si è svolto ieri su Facebook promosso da Fondazione Socialismo, Istituto Don Luigi Sturzo e Mondoperaio. Hanno partecipato al convegno Gennaro Acquaviva, Piero Craveri, Don Vincenzo Paglia, Giuseppe De Rita, Tiziano Treu, Alessandro Rosina, Nicola Antonetti, Vito Gamberale e Luigi Bobba.

Da tempo, si avverte un vuoto pericoloso nella politica che sta facendo implodere la democrazia nel nostro Paese. Questa è la preoccupazione che ha animato il dibattito. Secondo Gennaro Acquaviva bisogna cogliere  il messaggio del Presidente Mattarella che in questo momento storico di grande importanza sottolinea la presenza di  un governo autorevole con Mario Draghi presidente. L’auspicio è che da questa esperienza possano ricostituirsi le strutture della politica che sono venute meno e che sono indispensabili per il funzionamento della democrazia di un Paese civile.

Le analisi storiche, politiche e sociali con riferimento alle problematiche endogene ed esogene attualmente presenti, sono state fatte dai relatori con visioni ampie, acute e profonde. Sono stati esaurientemente toccati tutti gli aspetti salienti degli ultimi anni in cui c’è stato un depauperamento della qualità politica ed alla conseguente perdita di credibilità della classe politica, senza escludere la complicità della disorientante comunicazione di massa.

 

Draghi punto di svolta

Indubbiamente il governo Draghi dovrà rappresentare il punto di svolta. Sono tre gli obiettivi prioritari per salvare la democrazia ma anche il Paese. In primo luogo è necessario il recupero di credibilità della classe politica e delle istituzioni. Poi c’è la necessità di creare quelle strutture permanenti idonee per la formazione di una nuova classe politica capace di elaborare programmi politici ed in grado di coinvolgere gli elettori ad un processo partecipativo. Infatti, secondo il dettato della Costituzione, la democrazia politica si esercita attraverso i partiti politici. Indubbiamente gli strumenti informatici che esistono adesso, andrebbero utilizzati senza perdere la visione di una vita politica partecipativa senza cadere nell’individualismo. I giovani vanno preparati, ma dovranno anche avere gli ideali che guidano la politica. L’altro aspetto non secondario dovrebbe essere l’eticità della classe politica.

 

Socialisti e cattolici

In passato, le scelte politiche migliori realizzate in Italia sono state frutto di quel dialogo tra socialisti e cattolici, con i governi di centro sinistra. Oggi sono cambiate molte cose, ma la validità di quei principi e di quel dialogo resta fondamentale per l’umanità intera e non solo per gli italiani.
Il convegno è stato registrato e chiunque ha tempo e voglia di ascoltarlo integralmente, può visionare su Facebook i siti di Mondoperaio, Fondazione Socialismo e Istituto Don Luigi Sturzo.

Secondo il mio modesto parere, il dopo Draghi per ricostruire le strutture della politica, tenendo conto delle buone intenzioni del convegno, dovrebbe iniziare immediatamente. Il PSI potrebbe cominciare anche subito. dando l’esempio con i giovani della FGS e l’esperienza di quel patrimonio culturale politico, storico e umano che possiede, guardando al socialismo liberale ed a quei principi di giustizia sociale dove tutti possano avere un lavoro che consenta di vivere serenamente e dignitosamente la propria esistenza liberi dal bisogno economico.

 

Salvatore Rondello

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