domenica, 17 Ottobre, 2021

Draghi, alt mascherine col rischio ragionato

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Il 28 giugno 2021 sarà una data da ricordare. «Rischio ragionato». Da lunedì 28 giugno via le mascherine all’aperto perché tutta l’Italia diventa “zona bianca”. Il calvario delle “zone rosse”, “arancioni”, “gialle” ad alto tasso di Coronavirus è finito, almeno per ora.
Mario Draghi la scorsa settimana aveva anticipato la decisione: «Chiederò un parere al Comitato tecnico scientifico perché ci dica esplicitamente se possiamo togliere la mascherina all’aperto oppure no». Il Comitato di scienziati ha dato il disco verde sulla base del crollo dei contagi e dei morti per Covid-19. Gli italiani tireranno un bel sospiro di sollievo: niente mascherine all’aperto (sì, invece, se ci sono assembramenti o se si entra in un negozio al chiuso), basta coprifuoco notturno, via libera a tutte le attività economiche (a luglio riapriranno anche le discoteche con le cautele della “carta verde” per l’ingresso).
Hanno funzionato le “chiusure” e le vaccinazioni di massa. Dai picchi dello scorso inverno di 40.000 nuovi infettati e di quasi 1.000 decessi al giorno, siamo passati a 700-900 contagiati e a 30-50 morti. Non era scontato. Draghi cominciò a riaprire a partire dallo scorso 26 aprile, quando i dati sulla pandemia erano ancora allarmanti. Parlò di «rischio ragionato» perché oltre alla necessità di tutelare la salute c’era quella di far ripartire l’attività economica e l’occupazione. I sussidi da Covid predisposti dal governo erano e sono solo un piccolo aiuto per i settori più colpiti (dal turismo allo spettacolo, dallo sport alla ristorazione) e il disagio sociale stava esplodendo. Così il presidente del Consiglio ha legato il «rischio ragionato» ai “dati” sulla discesa del Coronavirus.
Matteo Salvini con una “guerriglia” contestò le decisioni. Chiedeva di «riaprire tutto» ad aprile, cavalcando il disagio e le proteste dei lavoratori autonomi scesi in piazza. Il governo Draghi ha barcollato, Enrico Letta ha sfidato il segretario della Lega ad uscire dall’esecutivo se non condivideva le scelte. Ma Salvini, con i sondaggi elettorali in discesa (come del resto quelli del Pd e del M5S), ha confermato la “piena lealtà” a Draghi. Anzi, da allora, di tanto in tanto va a Palazzo Chigi per fare il punto con il presidente del Consiglio sulle questioni più spinose.
Draghi ha riscosso notevoli successi in quattro mesi di governo: il Covid è in ritirata, il sistema produttivo ha ripreso a marciare bene (il reddito nazionale dovrebbe salire di oltre il 4% nel 2021), cominciano ad arrivare i fondi Ue per gli investimenti della ricostruzione post pandemia, la leadership dell’ex presidente della Bce si sta affermando a livello europeo. Certo le incognite sono ancora molte: in particolare è in agguato la pericolosa “variante indiana”, il temibile virus modificato che sta già causando gravi danni nel Regno Unito dopo aver devastato il grande paese asiatico. Il pericolo è forte: se la “variante indiana” dovesse svilupparsi anche in Italia, ritornerebbero mascherine e chiusure. In questo caso addio a SuperMario e ai suoi alti indici di popolarità. È un nuovo «rischio ragionato».

 

Rodolfo Ruocco
(Sfogliaroma)

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