lunedì, 10 Maggio, 2021

Draghi anti Erdogan gioca da leader Ue

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Educato ma deciso. Anzi, molto deciso. Multinazionali farmaceutiche, Libia, Turchia. Mario Draghi gioca da leader europeo. Il presidente del Consiglio ha sorpreso molti in Italia e in Europa. Tradizionalmente di poche parole, da quando guida il governo di unità nazionale ha sfoderato un certo eloquio sempre educato ma fortemente polemico su questioni decisive di interesse nazionale ed europeo.

 

Le multinazionali del farmaco

Ha battuto i pugni sul tavolo quando le multinazionali farmaceutiche hanno tagliato o rallentato le consegne di vaccini anti Covid-19 all’Unione europea. Ha chiesto sanzioni contro le case farmaceutiche inadempienti e il blocco delle esportazioni dei vaccini verso i paesi extra Ue come nel caso AstraZeneca: la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen lo ha seguito dopo i primi momenti d’incertezza.

 

Il volo a Tripoli

È volato a Tripoli. Nella sua prima visita ufficiale all’estero da presidente del Consiglio ha avuto un proficuo incontro con il nuovo premier libico Abdul Hamid Dbeibah. Ha posto le premesse per un ritorno ai rapporti di collaborazione speciali con l’Italia (la Libia ha bisogno di tutto per la ricostruzione dopo dieci anni di guerra civile) e ha offerto a Tripoli una alternativa all’invadente egemonia della tenaglia turco-russa sul paese del nord Africa.

 

Il Caso von der Leyen

Sul caso di Ursula von der Leyen lasciata senza sedia da Recep Tayyip Erdogan al vertice di Ankara, Draghi gioca da leader europeo. Il presidente del Consiglio ha usato parole dure contro il presidente turco: l’ha collocato tra i “dittatori” con i quali per realismo si deve cooperare nell’interesse del proprio paese ma nella «differenza di vedute, di comportamenti di visioni». Erdogan ha bollato l’attacco come «una totale maleducazione». Ha rincarato: «Sei una persona che è stata nominata, non eletta».
Nel silenzio o quasi dei leader europei spicca il protagonismo di Draghi contro le mire egemoniche del presidente della Turchia in Medio Oriente e nel Mediterraneo. Spicca sempre di più mentre Angela Merkel a settembre probabilmente lascerà la cancelleria in Germania e mentre Emmanuel Macron è sempre più contestato in Francia.

 

Un economista con una forte caratura politica

Draghi è un tecnico senza un partito alle spalle, certamente non è stato eletto come ha detto il Sultano ma egli e il suo governo hanno avuto il voto di fiducia del Parlamento italiano. È un economista progettuale con una forte caratura politica, è l’uomo politico più popolare in Italia anche se la sua stella è offuscata dal Coronavirus ancora virulento e non domato dalla vaccinazione in affanno.

 

Rodolfo Ruocco

(Sfogliaroma)

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1 commento

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    Mario Mosca on

    Fatta salva la passione con la quale è da sempre schierato a favore degli arabi di Palestina, di Erdoğan non mi piace nulla.
    Ciononostante, Draghi ha sbagliato. Un presidente, anche se della risma di Erdoğan, è un presidente, non un dittatore.
    Altrimenti, Draghi sia coerente e chiami dittatori pure Xi e Putin. E che dire di Orbán, che lo teniamo pure nella nostra “democratica” casa europea?
    Saluti, Mario Mosca.

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