venerdì, 16 Aprile, 2021

Draghi, la vera opposizione di Salvini

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Un po’ al governo e un po’ all’opposizione. Salvini solo all’ultimo momento ha detto sì al governo tecnico-politico di Draghi. Il segretario della Lega voleva le elezioni politiche anticipate ma, davanti all’impossibilità di ottenerle, ha detto sì all’esecutivo europeista e atlantista dell’ex presidente della Bce.

Ha subito la scelta di Mattarella. Ha detto repentinamente sì anche perché rischiava di perdere il controllo del Carroccio: il vicesegretario Giorgetti, gran parte dei leghisti e dei ceti produttivi del nord Italia sostenevano la necessità di appoggiare l’esecutivo tecnico-politico di Draghi per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica causata dal Coronavirus.

Ha detto sì al governo di unità nazionale ma da subito ha cominciato a marcare le distanze. Si è incontrato con il presidente del Consiglio e ha chiesto «un cambio di passo» rispetto al ministero Conte due. Ha bombardato di distinguo e di richieste Palazzo Chigi nonostante la massiccia presenza della Lega nel governo tecnico-politico con lo stesso Giorgetti ministro dello Sviluppo economico.

L’euro irreversibile come proclama il presidente del Consiglio? Salvini rinnova lo spirito euroscettico e sovranista: «Solo la morte è irreversibile». Contro la scarsità dei vaccini lancia «una sovranità vaccinale italiana», incalza SuperMario a produrre le dosi in Italia «senza dipendere dall’Europa, dalle multinazionali straniere». Chiusure e restrizioni perché i contagi Covid sono in aumento per le molte varianti? Batte e ribatte sulle riaperture per «un graduale ritorno alla vita riaprendo in sicurezza» palestre, piscine, teatri, oratori e i ristoranti anche la sera. Non solo: «Il lockdown nazionale non ha senso» e parlare anche di «una Pasqua chiusi mi sembra irrispettoso degli italiani».

Draghi para i colpi. Forse si riapriranno cinema e teatri a fine marzo, ma le “zone rosse” e le “zone arancioni” aumentano a livello locale perché crescono i contagi. La Pasqua sarà “blindata”. Il presidente del Consiglio al vertice europeo sulla pandemia, tenuto in videoconferenza, ha insistito sulle vaccinazioni: «Occorre andare più veloce» e sanzionare le case farmaceutiche che hanno ridotto le consegne anche perché le mutazioni del Coronavirus sono più infettive. Ha avanzato l’idea di bloccare l’esportazione di vaccini prodotti in Europa e di acquistarne altri extra Ue. La produzione in Italia, invece, è più complicata perché occorrerebbero mesi.

La competizione è forte tra SuperMario e il Capitano. Salvini è un po’ al governo e un po’ all’opposizione. Anzi, i toni sono più da opposizione al governo tecnico-politico. Il segretario della Lega vuole contrapporsi al presidente del Consiglio come il vero uomo forte dell’esecutivo, l’unico leader in grado di dettare la linea del ministero. Un colpo che può riuscire mentre il M5S si disintegra e Beppe Grillo corteggia Conte come nuovo capo, il Pd vacilla per l’inconsistenza di Zingaretti, Forza Italia non riesce a trovare un successore all’anziano Berlusconi, Italia Viva evapora sotto il 3% dei voti nei sondaggi nonostante l’attivismo di Renzi.

Salvini vuole proporsi nello stesso tempo come uomo di governo (risolvendo le emergenze italiane) e di opposizione (sollevando i problemi). Contro il governo di unità nazionale a destra c’è solo Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e sull’altro fronte Sinistra Italiana di Fratoianni. Ma il “Capitano” potrebbe fallire clamorosamente nell’ardita scommessa: gli elettori potrebbero vederlo sia come “sabotatore” della strategia di ricostruzione del suo stesso governo e sia come uno strano “surrogato” di opposizione.

Rodolfo Ruocco
sfogliaRoma

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