martedì, 19 Ottobre, 2021

Draghi pensiona il G7 e lo rimpiazza con il G20

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In un passaggio internazionale così complicato, se fosse stata inventata la macchina del tempo, pensavo al contributo che avrebbero potuto dare Gianni De Michelis e Margherita Boniver alla consacrazione politica planetaria del nostro Primo Ministro Mario Draghi durante lo svolgimento del prossimo G20 presieduto dall’Italia, dove verrà affrontata anche la primaria situazione sulla sicurezza che si è aggravata in conseguenza dei drammatici eventi afgani. Invece, l’ex Presidente della Banca Centrale Europea si deve appoggiare al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, al Vice Ministro Marina Sereni ed ai Sottosegretari di Stato Manlio Di Stefano e Benedetto Della Vedova. Ora, la combinazione di accadimenti importanti sembra stia accompagnando l’Italia verso una leadership europea, per certi versi inaspettata, ed è solo per questo, senza nulla togliere ai titolari della Farnesina, che rimpiangiamo la capacità e l’esperienza di Gianni De Michelis e Margherita Boniver. La storia però non si scrive contestualizzando fatti e persone di ieri con l’oggi e viceversa! A questo punto l’unica speranza è ormai riposta nell’imminente inverno, dove speriamo che Mario Draghi possa salire le scale del Quirinale, e magari la primavera ci faccia dono di quelle agognate elezioni politiche che avrebbero la missione di ‘disboscare’ il Parlamento dai grillini. A questo punto non ci rimane che fare i nostri migliori auguri al Presidente del Consiglio il quale si dovrà sobbarcare il lavoro del prossimo ‘importantissimo’ G20, monitorando anche l’operato della Farnesina. Ho virgolettato l’aggettivo importantissimo perché ormai è di tutta evidenza che il G7 è come un signore molto anziano ormai prossimo al pensionamento che lascerà oneri e onori al G20 in quanto, oggi più che mai, non si possono tener fuori dai giochi i Continenti e i loro Paesi più importanti: come per esempio lasciare l’Asia al Giappone e le Americhe ai soli Canada e Stati Uniti. Che poi l’Europa in questo Club privé faccia ancora la parte del leone è semplicemente surreale! Accidenti, non trovate che sia bizzarro che periodicamente si incontrino gli ex Paesi coloniali con la pretesa di dettare legge nel mondo irreversibilmente globalizzato?! Dunque, Mario Draghi ha capito tutto questo e all’ormai imminente prossimo G20 sta dando tutta l’importanza strategica che merita: a partire dalla sicurezza planetaria messa inaspettatamente in crisi dopo l’accordo di pace firmato a Doha tra americani e talebani. Oggi l’Italia ha tutte le carte in regola, oltre ad una buona dose di fortuna, per diventare il Paese di riferimento del Vecchio Continente. Le carte in regola sono grazie alle imprese che del Made in Italy ne fanno il marchio più ambito, nobile e famoso nel mondo; mentre la dose di fortuna è riferita alla prossima uscita di scena di Angela Merkel, combinata con la Brexit e la delusione che ha suscitato Emmanuel Macron nei francesi i quali, peraltro, non possono più fregiarsi nemmeno di essere una potenza nucleare: lo storico periodo post bellico della seconda Guerra Mondiale è superato. Oggi la bomba atomica non viene più minacciata nemmeno dalla Corea del Nord! Questo insieme di fattori, se coordinati sapientemente da Mario Draghi, che lo faccia da Palazzo Ghigi piuttosto che dal Quirinale, fanno dell’Italia il Paese più rappresentativo dell’Unione Europea. Per tali motivi, con un pizzico di sognante nostalgia, ed una macchina del tempo a disposizione, pensavo all’imbattibile squadra internazionale che avremmo avuto con Gianni De Michelis e Margherita Boniver alla Farnesina in questo frangente che vede prossima la pensione del G7 e lascia il posto al G20.

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