martedì, 19 Ottobre, 2021

Ebrei socialisti nella Venezia nel ‘900

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Venezia, porto di mare è stata per sua natura una città multiculturale. La Serenissima negli anni del suo splendore aveva comunità greco ortodosse, istro dalmate, turche e tedesche come lo dimostrano i fondaci esistenti. Gli ebrei fondarono nella storia a Venezia la più importante comunità dopo quella di Roma. La multiculturalità impose la tolleranza, così alla fine del Quattrocento quando in Spagna si impose con l’inquisizione la conversione, molti ebrei trovarono rifugio nella Serenissima, stato ospitale e tollerante. Essi erano detti sefarditi. Il ruolo degli ebrei nella Serenissima fu importante per la sua economia. Nel Novecento, dopo secoli, la Comunità ebraica era numerosa e aveva famiglie con un ruolo importante nella vita sociale come gli eventi hanno dimostrato. Il riferimento politico della comunità era nel Partito Socialista Italiano che si batteva per la laicità dello Stato. Alla fine dell’ottocento con decreto di Umberto 1° fu istituita la Società Veneziana di Cremazione (SOCREVE), ente morale, in essa ebbe un ruolo di primo piano Cesare Musatti, uno dei primi pediatri in Italia, membro di una famiglia notoriamente ebraica. Alla stessa famiglia apparteneva Elia Musatti, eletto deputato del PSI dal 1909 al 1929 per ben cinque legislature.
Molto apprezzato dal proletariato veneziano fu molto amico di Giacomo Matteotti, deputato socialista nel Collegio di Rovigo. Esponente di rilievo della stessa famiglia fu Cesare Luigi Musatti, nipote dell’omonimo Cesare che a Padova collaborò con Benussi nella fondazione della scuola di Psicologia e fu divulgatore dell’opera di Sigmund Freud. Ma la Comunità ebraica veneziana ebbe pure un grande storico dell’economia, Gino Luzzatto. Docente a Venezia dell’Istituto Superiore di Economia e Commercio dal 1909.
Rifugiatosi a Roma per le leggi razziali nel 1938, alla fine della Seconda guerra mondiale rientrò a Venezia, dove venne reintegrato nelle sue funzioni accademiche come rettore di Ca’ Foscari ove riprese l’attività pubblicistica. Intraprese un’intensa attività politica, e fu assessore comunale alle Finanze a Venezia dal 1946 al 1951 per il Partito d’Azione, e da quell’anno tornò con i socialisti, rimanendo in consiglio comunale fino al 1958, e si impegnò molto anche nella società civile, come membro e amministratore di diversi istituti culturali. In questa veste, dal 1950 al 1964 ricoprì l’incarico di Presidente della prestigiosa Fondazione Querini Stampalia. Ritiratosi dall’insegnamento nel 1953, morì nella città lagunare nel 1964. La Comunità ebraica veneziana fu colpita duramente durante l’occupazione nazista, furono ben 246 gli ebrei veneziani deportati nel campi di sterminio. Nella lotta di Liberazione cui partecipò la comunità, ebbe un ruolo di primo piano Cesare Lombroso, di famiglia sefardita, che come socialista fondò le Brigate Matteotti nella pedemontana veneta, nel trevigiano, ai piedi del Monte Grappa. Alla fine del conflitto, è nominato sindaco del CLN a Treviso, poi ritorna a Venezia e sarà dal 1945 nella direzione del partito e direttore dell’Avanti! sino al 1948. Rientrato a Venezia, vive attivamente la vita di partito schierandosi con la sinistra lombardiana e sarà titolare della Stamperia di Venezia, editrice di molti volumi sulla storia della Serenissima. Sarà anche vicesindaco de Comune di Jesolo. Per la sua lotta antifascista sarà presidente dell’ANPI veneziana per oltre dieci anni e membro della direzione nazionale. Morirà nel febbraio del 1989. Ma a Venezia nel PSI avrà un ruolo altrettanto importante Renzo Sullam, avvocato delle più importanti imprese locali tra cui la Compagnia Italiana Grandi Alberghi che deteneva gli hotel più prestigiosi della città lagunare. Un ruolo ancor più importante lo ebbe l’avvocato Carlo Ottolenghi che avrà ruoli amministrativi di primo piano come presidente del consiglio di amministrazione dell’ospedale di Venezia. Durante il suo mandato Ottolenghi pensa ad un progetto per rifare l’ospedale ove sorgeva il macello a S. Giobbe a Cannaregio da affidare all’architetto francese Le Corbusier. Il progetto fu realizzato ma però non sarà realizzato per motivi finanziari nonostante fosse stato ampiamente dibattuto nelle sedi istituzionali

Concludendo: non possiamo non rilevare che gli ebrei veneziani hanno dato un importante contributo al PSI veneziano che ha avuto un ruolo importante nelle sviluppo della democrazia in città. Non è irrilevante sottolineare che il giorno della Liberazione di Venezia , ovvero il 28 Aprile 1945 usciva in città un’edizione straordinaria dell’AVANTI!, un segno forte della presenza socialista in città.

Fabrizio Ferrari

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