domenica, 26 Settembre, 2021

Effetto Covid, coldiretti: crolla il made in Italy

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Storico crollo delle esportazioni dei prodotti agricoli Made in Italy negli Stati Uniti, dove si registra un crollo del 20,1 per cento determinato dalle difficoltà del commercio internazionale dovute alla pandemia e dalle politiche protezionistiche del presidente uscente Donald Trump con l’imposizione di dazi a prodotti italiani ed europei.
Lo ha affermato la Coldiretti che ha effettuato uno studio sulla base dei dati sul commercio estero rilevati fino ad ottobre scorso dall’Istat.
La Coldiretti ha comunicato: “L’andamento negativo delle esportazioni nazionali, oltre che dall’emergenza Covid, è fortemente influenzato dalle guerre commerciali, come dimostra anche il crollo del 18,4 per cento delle esportazioni in Russia dove è in vigore l’embargo per una lunga serie di prodotti alimentari, mentre in Gran Bretagna si sentono gli effetti delle tensioni sulla Brexit con un calo del 14,6 per cento”.

Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha commentato: “In un momento drammatico per l’economia e l’occupazione mondiale occorre sostenere la via del dialogo per evitare scenari inediti e preoccupanti e prepararsi a sostenere la ripresa. L’elezione di Joe Biden apre nuove prospettive che l’Unione europea deve essere in grado di cogliere”.

Le comunicazioni di Coldiretti sono arrivate oggi in cui si festeggia la giornata mondiale degli ulivi proclamata dall’Unesco per tutelare un bene prezioso e sacro in tutte le religioni.
In Italia c’è un patrimonio da tutelare di 250 milioni di piante decimate dall’avanzare della Xylella e dalla crisi provocata dalla chiusura di ristoranti e agriturismi dove le vendite si sono praticamente dimezzate. La Coldiretti ha sottolineato il ruolo economico, ambientale, culturale e salutistico della produzione dell’olio di oliva, colonna della dieta mediterranea.
E’ noto da tempo che il patrimonio italiano di piante di ulivo è minacciato dai cambiamenti climatici, dalle oscillazioni produttive e dall’emergenza Xylella.
Secondo l’analisi di Coldiretti sulla base delle previsioni di Ismea e Unaprol, quest’anno l’Italia ha diminuito la produzione di quasi una bottiglia di olio extravergine Made in Italy su tre con il crollo del 30%. Infatti, la nuova produzione nazionale dovrebbe attestarsi attorno a 255 milioni di chili.
A condizionare la raccolta 2020 è stato soprattutto l’andamento in Puglia, Calabria e Sicilia dove ci sono state contrazioni rispettivamente del 43%, 38% e 15%. Al Centro Nord si rilevano, invece, incrementi del 31% in Toscana, 8% nel Lazio, 70% in Umbria e del 100% in Liguria, dopo gli scarsi livelli dello scorso anno. In generale, comunque, ci si attende in tutta la Penisola un olio di elevata qualità grazie all’ottima fioritura, a condizioni meteo non avverse e ai limitati attacchi della mosca olearia.
Dunque, per il dopo Covid, in agricoltura ci sono da affrontare problematiche pregresse oltre a quelle connesse con la pandemia che non è certamente la causa di tutti i mali ma un macigno aggravante.

 

Salvatore Rondello

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