giovedì, 21 Ottobre, 2021

Elezioni in Bulgaria, dalle urne esce l’ingovernabilità

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A Sofia il cielo rimane perturbato. Oltre alla sconfitta rimediata, la scorsa settimana, nell’incontro di calcio con l’Italia, la Bulgaria rimedia dai suoi elettori, nelle elezioni di domenica, una situazione di ingovernabilità, chiaro segnale del momento difficile che sta attraversando. La vittoria di Gerb, il partito di centro destra del Premier Boyko Borisov, è infatti una vittoria di Pirro. Il 25% circa dei riportati con lo scrutinio ancora in corso, rappresenta in percentuale la perdita di circa un terzo dei consensi delle precedenti elezioni e l’impossibilità di riformare un Governo con l’altra formazione di destra Vrmo in lotta addirittura per superare lo sbarramento del 4%. Non certo un buon risultato per Borisov, accusato di episodi poco chiari di corruzione, male che continua a pesare ancora, per una precedente esperienza di Governo, sui consensi dei socialisti che dovevano essere il suo principale avversario. Ma nel voto di domenica sono stati preceduti dall’exploit di Slavi Trifonov, il conduttore televisivo e cantante che con il suo movimento populista “C’è un popolo come questo” ha raccolto il 18% e si è insediato al secondo posto in Parlamento come numero di seggi superando appunto i socialisti, fermi invece al 15% nonostante il rinnovamento di programmi e dirigenza.

 

Premiati i partiti che avevo appoggiato le proteste

Trifonov ha dichiarato più volte, in campagna elettorale, che non avrebbe mai governato con Borisov. Il partito della minoranza turca ha conseguito il 9%. In generale queste elezioni hanno premiato soprattutto i partiti che avevano appoggiato le manifestazioni di protesta dei cittadini nelle strade di Sofia e di altre città bulgare svoltesi nelle scorse settimane. Democratic Bulgaria ha ottenuto oltre il 10% mentre la lista di centro sinistra, vicina al Presidente della Repubblica Rumen Radev , autore di uno scontro politico con Borisov al limite della crisi istituzionale, ha riportato un significativo 5%.

 

Un segnale di stanchezza e delusione

E Radev commentando domenica il suo voto aveva sottolineato il fatto della necessità di riportare nel Paese lo Stato di diritto contro i tentativi di condizionamento politico della magistratura. La risposta dei bulgari, in un periodo di crisi economica aggravata dal diffondersi dell’infezione da coronavirus, è stata invece improntata a un chiaro segnale di stanchezza e di delusione verso le forze politiche tradizionali dal quale ha tratto vantaggio soprattutto Slavi Trifonov che può essere considerato oggi il vero ago della bilancia della situazione. Situazione estremamente complicata per assicurare reale Governabilità al Paese e che ha già costretto Borisov a rivolgere un appello alla responsabilità di tutti per dare spazio a un Esecutivo di solidarietà nazionale, naturalmente da lui presieduto, che affronti subito in Parlamento, la questione del collocamento dei fondi del Recovery fund indispensabili per la ripresa economica della Bulgaria. Appello però di difficile accoglimento e che per realizzarsi avrebbe bisogno di un Premier non compromesso ,da scelte di campo interne e internazionali, come lui. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni ma l’ipotesi di nuove elezioni non è assolutamente da escludere.

 

Alessandro Perelli

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