domenica, 26 Settembre, 2021

Elezioni regionali in Francia, delusione per Macron

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Per il secondo turno delle elezioni regionali in Francia, il 27 giugno, 47,7 milioni di francesi sono stati i potenziali elettori. Tuttavia, sono state confermate le preoccupazioni dell’astensionismo record pari al 65% già paventato alla vigilia come è avvenuto al primo turno.
Il 35% dei francesi che sono andati a votare hanno dato la vittoria alla destra neogollista di Les Republicains. Invece le delusioni sono arrivate per il Rassemblement National di Marine Le Pen e per La République en Marche del presidente Emmanuel Macron. Secondo dati su scala nazionale dell’istituto Ifop-Fiducial, il partito sovranista di Le Pen avrebbe ottenuto solo il 20,5%, un flop per una formazione che oggi non ha ottenuto neanche una regione e che molti sondaggi davano invece come in forte progressione, a un anno dalle presidenziali del 2022. Male anche la maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron, ferma al 7%, una conferma dello scarso radicamento di En Marche al livello locale. Lo scrutinio segna invece il grande ritorno della destra neogollista. Con il 38% delle preferenze, Les Républicains e alleati apparirebbero come la prima forza politica del Paese. Bene anche l’unione della gauche e degli ecologisti, col 34,5% delle preferenze.
In un editoriale di Le Figaro si legge: “Il vecchio mondo è tornato. Alle presidenziali tutto è possibile”.
Dopo il risultato delle elezioni  non ci sarà nessun rimpasto di governo ma degli “aggiustamenti necessari e limitati” come dicono fonti dell’esecutivo citate da BFM-TV.
A meno di un anno dalle elezioni presidenziali del 2022, questo nuovo scrutinio regionale doveva essere la prova generale di un nuovo duello tra l’attuale presidente Emmanuel Macron (En Marche) e Marine Le Pen (Rassemblement National) per l’Eliseo e, invece, proprio i due pretendenti sono stati i più puniti da un’affluenza mai cosi bassa. Due elettori su tre hanno snobbato i seggi.
Xavier Bertrand, candidato alle presidenziali 2022, è stato riconfermato presidente della regione Hauts-de-France, nel nord della Francia, vincendo con un largo margine il secondo turno, secondo le prime stime.
Bertrand, l’uomo forte della destra moderata, dalla sua roccaforte di Saint-Quentin (Aisne), ha detto: “Questo risultato mi dà la forza per venire incontro a tutti i francesi. Per raddrizzare il nostro Paese c’è un presupposto: il ripristino dell’ordine e del rispetto”.
Rieletta anche la presidente della regione di Parigi, Ile-de-France, Valérie Pécresse, (ex-Les Républicains, Libres!). Secondo Pécresse, ex ministra di Nicolas Sarkozy,: “Da queste elezioni segnate da un livello record di astensionismo, è emersa nelle regioni un’Equipe de France della destra e del centro. Abbiamo una grande responsabilità e io farò la mia parte. Più che mai voglio continuare a rafforzare la mia lotta per le mie convinzioni ma anche per i valori della Repubblica., con tutte le mie forze”.
La campagna elettorale, conclusa venerdì sera, è stata segnata da toni molto duri e ha visto stringersi diverse alleanze, in particolare a sinistra tra socialisti ed ambientalisti, oltre al ritiro di alcuni candidati e appelli a votare per la destra gollista contro quella estrema. Nel corso della settimana le più alte cariche dello Stato e i leader dei principali partiti hanno anche lanciato accorati appelli agli elettori, soprattutto ai più giovani che hanno raggiunto quota 80% per quelli di età inferiore a 35 anni.
In Alvernia Rodano Alpi in testa c’è un altro candidato di Les Republicains, Laurent Wauquiez. Sia Pecresse che Wauquiez e Bertrand sono tre potenziali candidati di destra alle presidenziali dell’anno prossimo, per i quali l’elezione alla guida di una regione rappresenta un trampolino di lancio.
Secondo Le Monde, non saranno sanzionati i ministri coinvolti nelle regionali nonostante la pesante sconfitta registrata da alcuni di loro. Infatti, all’ultimo consiglio dei ministri il presidente Macron ha assicurato: “Non c’è da trarre alcuna conseguenza nazionale da un voto locale, ad eccezione della partecipazione”. Mentre per le forze politiche tradizionali, sia a destra con Les Republicains che a sinistra con il Partito socialista, il verdetto delle urne a loro favorevole segna il loro ritorno anche a livello nazionale, con nuovi scenari che potrebbero aprirsi alle presidenziali.
Olivier Faye, analista politico di “Le Monde”, ha commentato: “In realtà la nuova mappa elettorale della Francia è molto difficile da leggere e non c’è più nulla di chiaro, di certo”.
Ma forse, in Francia c’è qualcosa di certo: il declino di Manuel Macron ed il ritorno sulla scena politica delle forze politiche tradizionali tra cui i socialisti.

 

Salvatore Rondello

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