martedì, 26 Ottobre, 2021

Elkann vende “casa”. Via la Palazzina del Lingotto

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Via anche la Palazzina del Lingotto. Stellantis ha messo in vendita i 20.000 metri quadrati del cuore della Fiat di un tempo, quella targata Torino e Italia. La Palazzina degli uffici, della direzione della Fabbrica italiana automobili Torino, cioè Fiat. Lì dove c’era l’ufficio del fondatore, il senatore Giovanni Agnelli, poi del nipote Gianni, l’Avvocato. Lì c’è stato, almeno fino al 2019, anche l’ufficio di John Elkann, l’erede e nipote dell’Avvocato.
Ma la storia cambia. Perde importanza Torino, perde importanza l’Italia per il numero di auto prodotte e anche la Palazzina chiude i battenti come in precedenza la fabbrica adiacente del Lingotto, un tempo l’orgoglio di Torino, la culla della Fiat e della classe operaia italiana.
Stellantis, la multinazionale nata lo scorso gennaio dalla fusione tra Fca e Psa, ha deciso di mettere in vendita la Palazzina del Lingotto. Del resto la sede legale del gruppo è in Olanda e Carlos Tavares, l’amministratore delegato del quarto colosso mondiale dell’auto, risiede e lavora a Parigi, in Francia.
Lo stesso Elkann decise due anni fa di lasciare il suo ufficio nella Palazzina in via Nizza n.250 dopo l’improvvisa morte di Sergio Marchionne, l’uomo del salvataggio della Fiat e dell’acquisto della Chrysler. Ma già dal 2014 la centralità della Palazzina aveva perso peso con il trasferimento della direzione di Fiat Chrysler Automobiles in Olanda. Elkann, presidente di Stellantis e azionista di riferimento del nuovo gruppo italo-francese-americano tramite Exor (la società controllante di proprietà dei vari rami famigliari dei discendenti di Giovanni Agnelli), finora è rimasto in silenzio.
Gianni Agnelli era molto legato a Torino e all’Italia. L’Avvocato nel 1995 disse al lancio di Fiat Bravo e Brava: «Noi fabbrichiamo automobili, le fabbrichiamo in Italia e rappresentiamo Torino». Elkann lo scorso ottobre, presentando la 500 elettrica (prodotta a Mirafiori) sulla pista costruita sul tetto del Lingotto destinata a diventare un grande giardino a disposizione dei cittadini, confermò l’impegno «importante» dell’azienda in Italia e a Torino.
Ora Stellantis vende la Palazzina, a Torino restano solo Mirafiori e Grugliasco, due impianti in grave difficoltà, di qui un forte ricorso alla cassa integrazione, al taglio degli esuberi con esodi incentivati. Del resto tutti, per la scarsità di investimenti e di nuovi modelli, tutti gli stabilimenti italiani sono in affanno e praticano un massiccio ricorso alla cassa integrazione. Elkann, più che l’ufficio, sembra vendere la “casa”.

 

Rodolfo Ruocco

(Sfogliaroma)

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