giovedì, 6 Maggio, 2021

Emergenza disoccupazione giovanile

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Per la prima volta, a partire da aprile 2019, “la disoccupazione cresce tra i minori di 35 anni e cala nelle altre classi – sottolinea l’istituto nazionale di statistica – e si attesta al 31,1% per la fascia di età 15-24 anni, in aumento di 1,5 punti da giugno e di 3,2 punti da luglio 2019”.

Tra i 25 e i 34 anni, il tasso di disoccupazione è del 15,9%, il triplo rispetto la fascia di età tra i 50-64 anni.

Il 2020, trascorso all’insegna del COVID19, ha visto un’emorragia di dipendenti a termine, (-16,2%) e lavoratori indipendenti (-4,5%). 

I giovani d’Italia, il futuro, si trovano senza lavoro per il presente e con debiti per il domani. Quota 100, rinnovo per ulteriori 18 mesi del reddito di cittadinanza e navigators hanno contribuito a rendere la situazione insostenibile.

Il Governo, già impegnato a resistere alle prossime tornate elettorali e referendarie, dovrà capire come investire in “debito buono”( cit. Mario Draghi) i 209 miliardi che spettano al Paese nell’ottica del programma Europe next generation.

Poche idee e poco serie speculazioni sono state fatte per mantenere alta la sostenibilità finanziaria ed economica del nostro sistema socio-economico.

Se l’Italia, ottava economia mondiale, non vuole finire ultima, nella classifica internazionale che non fa sconti agli stupidi, provveda a costruire un futuro possibile all’insegna di un progresso sostenibile.

Tutele per i giovani, contratti stabili – anche a tempo indeterminato-, garanzie salariali. Tutto quanto è necessario per programmare, costruire e pianificare il proprio futuro, avendo certezze.

Tirocini, stage e lavoro precario, tutto ciò che è stato fatto dai governi precedenti contro l’emancipazione economica dei giovani, favorendo lavoro nero e precariato, deve essere subito riformato.

L’Italia non può permettersi giovani inoccupati o, peggio, disoccupati.

Chi pagherà l’INPS, la quota 100, il reddito di cittadinanza, e quelle garanzie sociali che permettono il sostentamento della realtà nazionale?

Nel frattempo le partecipate statali fanno acqua da tutte le parti.

Alitalia è in rosso per un totale di 430 milioni, Ferrovie dello Stato assumeva capitreno in pieno lock down e molti concorsi, dalla magistratura alle forze dell’ordine, risultano di dubbia trasparenza.

Mentre incompetenti manager pubblici vengono retribuiti per la dimostrata incapacità ed i parlamentari per le inefficienze, ci si chiede perché tanta competenza venga sprecata per le strade o, peggio, all’estero.

In Europa la posizione italiana è paradossale, per non dire ridicola.

Schiacciati dal peso di una immigrazione incontrollata e dalla furbizia di paesi membri divenuti ricchi paradisi fiscali, ringraziamo per i necessari compensi alla ripresa.

Il clima mondiale inoltre, che già da anni avverte l’umanità del disastro incombente, infuria con tenacia e menefreghismo sulle città italiane; affondando il vomere nelle fragili economie territoriali in ripresa. Eppure mancano risposte meditate a problemi seri. 

Il Paese sta perdendo la tenuta sociale, la fiducia comunitaria e lo stimolo al progresso (concetto molto diverso da sviluppo). 

I riformisti cercano dialoghi costruttivi con stupidi distruttivi; il populismo cerca consenso ed offre risposte preconfezionate a problemi nuovi e complessi; l’ottimo diventa nemico del buono.

I giovani restano inoccupati e senza futuro, emigrano, aumentano i depressi, coloro che soffrono di disturbi mentali e dipendenze psicofisiche. 

Tra i Paesi più vecchi d’Europa l’Italia rischia di implodere per stupidità, ignavia ed indifferenza.

I giovani sono stanchi, chiedono lavoro, risposte pragmatiche e risultati fattuali.

Trema la terra perché il futuro è rosso sangue.

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Riguardo l'Autore

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Polemico, pronto alla sfida e disponibile a mettere in discussione la propria idea. Antonio Musmeci Catania è dottore in Giurisprudenza, indirizzo comparato europeo e transnazionale, presso l'Università degli Studi di Trento. Si laurea nel 2016 con la tesi di ricerca in sociologia del diritto dal titolo: "Decriminalizzazione di alcune attività criminali: La regolamentazione delle sostanze stupefacenti – Nuova politica di contrasto alla macro e micro criminalità organizzata". Ad oggi collabora con il mensile Mondoperaio e con l'Allora! Il giornalino degli italiani in Australia. Dopo una breve esperienza in qualità di sottufficiale della marina mercantile italiana riprende gli studi grazie alla borsa di studio per merito della Fondazione Roma Terzo Pilastro Internazionale e nel 2019 si diploma al master di II livello Lumsa in “Esperti in politica e relazioni internazionali” con la tesi di ricerca in storia del pensiero politico dal titolo: "La democrazia governante, Craxi e la grande riforma - Le resistenze partitiche alla necessità di cambiamento". A seguito dello stage presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Pubblica Amministrazione - ufficio per le attività internazionali-, decide di approfondire le tematiche relative al made in Italy attraverso il master in Global Marketing, Comunicazione & Made in Italy realizzato dal Centro Studi Comunicare l'Impresa in collaborazione con la Fondazione Italia Usa. Ad oggi lavora, studia e continua a scrivere per voi!

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