domenica, 26 Settembre, 2021

EPOCA FINITA

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“Il testo della riforma della Giustizia approvato ieri in Consiglio dei Ministri segna un primo passo decisivo per il superamento del giustizialismo, a cui spesso eravamo abituati negli ultimi anni. I socialisti hanno sempre contestato e non votato le riforme improntate sullo slogan del “fine processo mai”. Il Governo Draghi archivia la riforma Bonafede, rende più ragionevole le norme sulla prescrizione e colloca la giustizia in Italia nell’alveo dei principi del garantismo e dei dettati costituzionali. Senza false minacce e finti dietrofront si poteva arrivare ad un testo condiviso anche prima. Ora – continua Maraio – è necessario andare oltre e modificare le storture del sistema giudiziario italiano, a partire dalla riforma del Csm e dalla separazione delle carriere dei magistrati, anche attraverso i referendum. I socialisti – conclude – saranno con i propri banchetti nelle piazze italiane il 7 e 8 agosto per raccogliere le firme e dare il proprio contributo per migliorare la giustizia in Italia”.

 

Alla fine della giornata di ieri è arrivato in extremis il via libera anche del M5s. L’intesa è stata trovata dopo una seduta fiume che ha subito una lunga sospensione. Alla fine la riforma ha avuto via libera all’unanimità. Lo ha confermato il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, rispondendo ai cronisti all’uscita da Palazzo Chigi. La fumata bianca è giunta dopo 8 ore di trattativa.

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