domenica, 19 Settembre, 2021

Buemi: “Silenzio su eritrei che scappano da regime”

3

eritrea regimeTra i tanti profughi in arrivo in Italia si parla poco degli eritrei, un popolo che si ritrova in un regime dittatoriale di cui ancora poco si parla. In Eritrea è stato cancellato lo Stato di diritto: abolita la libertà di stampa, tanto che ad Asmara dal 2010 non ci son più corrispondenti esteri, tanto da essere considerato da “Reporters sans frontières” il Paese meno libero del pianeta; prigionieri sottoposti a torture spaventose; Non si può avere un passaporto prima dei 60 anni perché la leva è obbligatoria e… a tempo indeterminato.
Proprio per questo il senatore socialista Enrico Buemi, ha presentato un’interrogazione parlamentare in Senato, non solo per far luce su questo Paese e sul regime di di Isaias Afewerki, ma anche per informazioni sulle condizioni dei profughi eritrei nel nostro Paese.
Con l’interrogazione presentata oggi in Senato, si chiede ai Ministri degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale e dell’Interno di sapere “se i Ministri in indirizzo non intendano, per le parti di propria competenza, fornire prontamente ai profughi eritrei sbarcati nel nostro Paese tutte le informazioni possibili al fine di rendere più veloci le pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiato”, visto che “la Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite sui diritti umani in Eritrea denunciava l’8 giugno 2016 come la dittatura del Presidente Isaias Afewerki si sia resa responsabile, da ben 25 anni e in modo sistematico, di crimini contro l’umanità, quali riduzioni in schiavitù, esecuzioni extragiudiziali, omicidi, torture, stupri, carcerazioni illegittime, arruolamento forzato nell’esercito a tempo indeterminato e lavori forzati ‘in una campagna per istillare la paura e scoraggiare l’opposizione'”. Inoltre c’è stata un’apertura di credito concessa al regime eritreo attraverso i finanziamenti dell’Unione europea, di cui l’Italia si è fatta promotrice: “pari a 200 milioni di euro fino al 2020, stanziati attraverso l’undicesimo Fondo europeo di sviluppo e sui quali è stato siglato un accordo ad Asmara il 28 gennaio 2016 tra il Ministro eritreo dello sviluppo nazionale e il capo della delegazione dell’Ue, nonostante il Parlamento europeo abbia adottato una risoluzione contraria, e l’inclusione di Asmara nel Processo di Khartoum, un piano di cooperazione tra paesi Ue e del Corno d’Africa per prevenire la tratta di esseri umani”.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply