domenica, 17 Ottobre, 2021

Eurostat e Istat, il saliscendi della disoccupazione

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eurostat

Il tasso di disoccupazione in Europa oggi è il migliore registrato dal mese di gennaio 2009. Lo afferma Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, con i dati pubblicati sui tassi di disoccupazione del vecchio continente relativi al mese di marzo 2017. Il tasso è di 9,5% in area euro e di 8,1% nell’Europa a 28 . Rispetto a un anno fa, marzo 2016, la disoccupazione cala in 23 Paesi su 28. Resta stabile in Austria e Francia. Cresce in Danimarca (dal 6% al 6,2%), in Italia (dall’11,5%all’11,7%) e in Lituania (dall’8% all’8,1%).

In termini assoluti, l’Italia è quarta nella graduatoria dei Paesi con più disoccupati , dopo la Grecia, al primo posto con un tasso del 23,5 %, la Spagna con il 18,2 % e Cipro con il 12,5 %.

I Paesi più virtuosi sono Repubblica Ceca e Germania dove la disoccupazione è rispettivamente a 3,2 e 3,9 per cento. Sul lungo periodo si registra un miglioramento: mai la disoccupazione nell’Europa a 28 era stata così bassa da gennaio 2009. Cala anche la disoccupazione giovanile (i disoccupati under 25) di circa due punti percentuali in un anno: dal 19,1% di marzo 2016 al 17,2% di marzo 2017.

Sempre dai dati diffusi oggi da Euristat, la Calabria risulta la regione europea che nel 2016 ha fatto registrare il maggior tasso di disoccupazione giovanile (58,7%). Peggio della Calabria soltanto Ceuta (69,1%) e Melilla (63,3%), le due “enclave” spagnole che però sono in terra d’Africa. In Germania le migliori regioni con tassi più bassi di disoccupazione tra i giovani.

Anche l’Istat ha comunicato oggi i dati provvisori sulla disoccupazione in Italia. Il tasso di disoccupazione a marzo risale all’11,7% con un aumento di 0,1 punti rispetto a febbraio e di 0,2 punti rispetto a marzo 2016. I disoccupati nel mese di marzo 2017 erano a quota 3,022 milioni con un aumento di 41.000 unità rispetto a febbraio e una crescita di 86.000 unità rispetto a marzo 2016. Il dato è legato principalmente al calo dell’inattività 15-64 anni (-0,1 punti) che a marzo era al 34,7%. Il tasso di occupazione è al 57,6%, invariato su febbraio e in crescita di 0,6 punti su marzo 2016.

In Italia, gli occupati a marzo sono diminuiti lievemente (-7.000 unità) rispetto a febbraio mentre sono cresciuti di 213.000 unità su marzo 2016. L’istituto sottolinea che a marzo gli occupati erano 22.870.000. Il tasso di occupazione a marzo era al 57,6%, invariato su febbraio e in crescita di 0,6 punti su marzo 2016. Si è registrata una crescita della forza lavoro. Gli inattivi nella fascia 15-64 anni sono diminuiti di 34.000 unità su febbraio e di 390.000 unità su marzo 2016.

Sorpasso storico dei disoccupati over 50 sui giovani.  A marzo 2017 i disoccupati con più di 50 anni hanno superato per la prima volta dall’inizio delle serie storiche mensili (2004) il numero dei disoccupati giovani tra i 15 e i 24 anni. In questo mese i disoccupati con più di 50 anni erano 567.000 a fronte di 524.000 di coloro che hanno meno di 25 anni. Rispetto a febbraio i disoccupati “anziani” sono aumentati di 59.000 unità, mentre i giovani in cerca di lavoro sono aumentati di 3.000 unità.

La disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni a marzo era al 34,1%, ai minimi da cinque anni. Per trovare un dato più basso, dalle rilevazioni dell’Istat, bisogna risalire a febbraio 2012 (33,4%). Il tasso di disoccupazione cala di 0,4 punti su febbraio e di tre punti su marzo 2016. Cresce anche il tasso di occupazione che in questa fascia di età tocca a marzo il 17,2% con un aumento di 0,4 punti su febbraio e di 0,8 punti su marzo 2016. Gli occupati under 25 sono 1.013.000 (+24.000 su febbraio +42.000 su marzo 2016).

Sia in Europa che in Italia, si dovrà fare i conti, in futuro, con l’uso crescente della robotizzazione nei processi produttivi. Il fenomeno non è certamente nuovo, ma sarebbe bene tenerne conto costantemente per tutti gli effetti prodotti nel sistema economico e sociale.

Salvatore Rondello

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