lunedì, 6 Dicembre, 2021

Facebook, Ocasio-Cortez attacca Zuckerberg su privacy e controlli

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Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha svolto l’audizione davanti alla commissione servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti.
L’ideatore di Facebook è stato chiamato a rispondere su Libra e sul disegno di cripto-currency. Il colosso americano intende utilizzare il progetto Libra perché potrebbe essere in grado di realizzare dei notevoli cambiamenti nei sistemi di pagamento globali e, più in generale, nei servizi di natura finanziaria.
L’audizione al Congresso americano arriva dopo settimane di furiose polemiche sulla mancanza di controllo rispetto ai contenuti che diffonde Facebook e dopo un periodo di grande attenzione da parte delle autorità anti-trust.

In altre parole, Facebook viene accusato di generare dei seri rischi in materia di privacy, in tema di democrazia digitale e tutela dei diritti degli utenti del social network diffuso in tutto il mondo.
In apertura dei lavori della Commissione, la presidente democratica Maxine Waters ha dichiarato: «esaminando i vari problemi di Facebook ho concluso che sarebbe vantaggioso per l’azienda concentrarsi sulle molte carenze e fallimenti esistenti prima di procedere oltre nel progetto di Libra».
Da parte dei deputati repubblicani vi sono stati toni meno accesi e critiche più velate, in particolare tese a incoraggiare le potenzialità d’innovazione dei progetti pensati dal team di Zuckerberg, tuttavia hanno espresso delle perplessità per quel che riguarda la cripto-valuta, una sorta di valuta digitale potenzialmente deflagrante.
In questo senso, s’intravedono i rischi di fenomeni di riciclaggio e di possibili instabilità economiche e finanziarie.

Ha fatto discutere l’intervento, in sede di audizione, della giovane deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, punto di riferimento dei millenials e della sinistra del partito democratico.
La deputata trentenne chiede di Cambridge Analytica, lo scandalo emerso nel 2008, in cui si scoprì che i dati degli utenti di Facebook erano stati rubati e usati per fini anche elettorali.
A questo proposito, la Ocasio-Cortez domanda provocatoriamente: «Mister Zuckerberg, lei sapeva di Cambridge Analytica? Io penso che lei non disdegni di usare il comportamento passato di una persona per determinarne quello futuro. Ecco perché, per prendere decisioni su Libra, dobbiamo scavare nel comportamento passato di Facebook riguardo al rispetto della democrazia».
La Ocasio-Cortez così ha unito le due vicende che richiamano il grande tema della qualità della sicurezza e del diritto alla privacy e, aggiungerei, all’oblio da parte degli utenti dei social network.
Infatti, lo scandalo di Cambridge Analytica dimostra come siano stati colpiti non soltanto la privacy degli utenti ma, nello stesso tempo, siano stati condizionati i meccanismi di funzionamento della democrazia, deviando i singoli convincimenti su questioni politiche di rilievo.
La deputata incalza ancora Zuckerberg «lei non sa rispondere sul più grande scandalo dei dati? » riferendosi alla vicenda pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian nel dicembre 2015: l’allora candidato repubblicano nella campagna presidenziale, Ted Cruz, usò profili psicologici basati sui dati trovati dalle bacheche degli utenti.

Ocasio Cortez continua: «Voglio sapere fino a dove ci potremo spingere il prossimo anno: per esempio secondo le vostre regole, usando i dati del censimento, nel 2020 io politica posso pagare per mandare un messaggio specifico, per esempio ai codici postali dove vivono i neri e pubblicizzare una data elettorale sbagliata?».
La risposta di Zuckeberg è incerta, da una parte afferma un principio generale, negando la possibilità di poter falsificare i messaggi tramite Facebook; dall’altro lato afferma che: «chiunque – inclusi i politici – diffonde un messaggio che può causare violenza, in presenza di un rischio imminente di danno allora si può verificare l’inserzione pubblicitaria come politica».
Lo scontro in audizione prosegue, rimangono tutti i dubbi sul comportamento dei grandi colossi digitali nel cyberspazio e continua a essere di complessa definizione il rapporto tra lo spazio digitale e la sfera pubblica.

Paolo D’Aleo

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