martedì, 3 Agosto, 2021

FALSO MOVIMENTO

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La trasformazione del Movimento in Partito è terminata. Il Movimento liquido alla fine ha scontato tutte le peripezie di un qualsiasi partito politico del secolo scorso: da barricadiero e rivoluzionario, portavoce degli inascoltati, alle scissioni interne per finire per essere un vero e proprio partito di governo. Inoltre sappiamo che in natura non esiste il vuoto e proprio quel posto lasciato ‘libero’ da Fi e Pd sembra voler essere occupato dal Movimento nato per opporvisi.
Mentre l’ex Presidente del Consiglio Conte cerca ancora di mediare tra gli integralisti del Movimento originario e gli attuali pentastellati istituzionalizzati, generando solo confusione, Di Maio traccia la rotta definitiva, quella dell’Establisment, attestandosi così anche come il definitivo e vero Capo del M5S.
Anche se la reggenza del Movimento è andata al supplente Vito Crimi, Di Maio continua ad essere l’unico vero interlocutore dentro e fuori al M5S. Dieci giorni fa l’ex ministra Trenta prima di lasciare il Movimento è stato l’unico che ha tenuto a ringraziare. Conte però resta il punto di traino per evitare che gli molti ex grillini, Di Battista in testa, passino con Casaleggio.
Il ministro degli Esteri è ancora il capo polòitico che ha l’abilità cardine dell’ars politica: la mediazione.
“Siamo cambiati senza mai rinunciare a noi stessi, soprattutto ai nostri valori. Rappresentiamo quella parte del Paese che ha più bisogno del cambiamento, il ceto medio che paga le tasse, che non si tira mai indietro e che porta ogni giorno sulle spalle il peso della collettività. Noi parliamo a loro e lo faremo ancora”: in un’intervista a ‘La Stampa’, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio descrive in questi termini il M5S, sottolineando come “avere acquisito una cultura di governo significa farsi carico delle responsabilità, non prenderne le distanze. Per ottenere risultati utili ai cittadini servono nobili mediazioni”.

E prova ad occupare il posto lasciato vuoto dal Pd senza scalzarlo direttamente “I cittadini vedono che il centrodestra è diventato destra e non è più in grado di combattere le loro battaglie”, spiega. “Noi vogliamo tutelare le imprese, le professioni dimenticate, le partite Iva. E crediamo nella riforma fiscale e in quella della giustizia. Tutti temi che non possono essere affrontati in modo ideologico”. Non democristiani, precisa. Piuttosto “siamo anche noi figli di quel ceto medio che paga le tasse per tutti e di cui non si occupa più nessuno”.

Ma Di Maio prova a non scalzare nemmeno Conte e dice che l’ex premier ora sta provando a “fare finalmente del Movimento una forza responsabile, organizzata e ragionevole”. Il contrario di quanto professato da Beppe Grillo, insomma. Ma anche in questo caso un colpo al cerchio e uno alla botte “Beppe rappresenta la creatività. Le sue idee sono sempre avanti 20 anni. Lui è la mente e lascia volentieri l’organizzazione agli altri”.

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Riguardo l'Autore

Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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