domenica, 26 Settembre, 2021

Milton Friedman propone l’helicopter money

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Dopo la fantascienza, qualche economista creativo propone l’economia fantascientifica. Secondo questo nuovo filone del pensiero economico, la guerra a una nuova recessione potrebbe essere combattuta con gli elicotteri. Il timore che un ulteriore rallentamento dell’economia trovi governi e banche centrali ad armi scariche ha riacceso il dibattito sull'”Helicopter money”, che consisterebbe nel trasferimento diretto di capitale al settore privato.
Come se il denaro contante venisse fatto piovere sui cittadini da un elicottero in volo sui loro conti correnti, secondo la metafora utilizzata dal premio Nobel per l’economia, Milton Friedmann, che per primo ha teorizzato questo nuovo strumento. Milton Friedman è stato anche il teorico del cosiddetto neo-liberismo nell’economia globalizzata che è la causa della crisi economica che stiamo attraversando mettendo in crisi la sopravvivenza delle democrazie nel mondo.
Blackrock, la più grande società di investimento al mondo, chiede l’applicazione dell’Helicopter money senza mezzi termini. Nell’ultimo report del gruppo finanziario che gestisce un patrimonio di oltre 6,8 trilioni di dollari, si legge: “Lo spazio della politica monetaria è quasi esaurito, con i tassi di interesse ridotti allo zero ed anche sotto”.
Un terzo di tutte le obbligazioni statali e con ‘investment grade’ offre ormai rendimenti negativi. È un dato di fatto che le politiche ‘non convenzionali’ utilizzate sin qui dalle banche centrali hanno rimesso in pista il sistema finanziario dalla lunga crisi ma non sono riuscite a riportare la crescita su un sentiero sostenibile e l’inflazione a livelli accettabili.
Stanislas Jourdan, presidente della Ong ‘Positive Money Europe’, ha sottolineato: “Anche la Bce se ne è accorta e non è un caso che il presidente Mario Draghi, negli ultimi tempi, abbia sempre più messo l’accento sulla necessità di coordinare strumenti monetari e politiche di bilancio. Tecnicamente ineccepibile, ma paradossalmente quella di Draghi appare quasi un’ammissione di sconfitta e una disperata richiesta di aiuto”.
Insomma, l’Helicopter money verrebbe considerato come il nuovo ‘Whatever it takes’. La distribuzione di un dividendo ai cittadini avrebbe sicuramente effetti su consumi e inflazione più diretti di quanto avvenga con il Quantitative easing che si fonda invece sul canale di trasmissione bancario. I soldi viaggerebbero senza intermediari ed entrerebbero immediatamente nelle tasche dei consumatori. Dalla Blackrock insistono: “Quando le politiche monetarie e quelle di bilancio hanno esaurito il loro spazio, serve un risposta senza precedenti”.
Ma come utilizzare l’helicopter money? La risposta richiederà probabilmente di ‘andare diretti’ e ‘andare diretti’ significa che le banche centrali dovranno trovare il modo di mettere i soldi direttamente nelle mani degli spenditori pubblici e privati. Gli economisti non mancano di dividersi su come realizzare l’helicopter money. I più cauti immaginano che la banca centrale possa comprare titoli del debito statali per consentire ai governi di tagliare le tasse. I più estremi sostenitori della misura ritengono invece che si tratti semplicemente di rimpinguare i conti correnti con una somma di denaro. Ovviamente non manca chi è radicalmente contrario.
L’ex capo economista della Bce, Otmar Issing, ritiene che avrebbe un effetto devastante perché distruggerebbe la fiducia nella solidità della moneta. E c’è chi fa notare che se l’helicopter money non fosse permanente molti cittadini potrebbero preferire il risparmio ai consumi o, per contro, se fosse speso tutto immediatamente, potrebbe provocare disordini e disequilibri nel sistema economico. Il punto è però che il dibattito è aperto e trova spazio anche sulle autorevoli colonne del Financial Times.
Lo spettro di una nuova recessione all’orizzonte spaventa. Tra gli analisti la domanda non riguarda più il se ma il quando. E quando la bufera arriverà serviranno nuovi strumenti per contrastarla. Affermare che ‘la prossima guerra sarà combattuta con gli elicotteri’, per dirla con Global Capital, potrebbe non essere considerata un tabù.
In realtà, non ci sarebbe bisogno di nuove pericolose avventure di politica economica. Basterebbe realizzare politiche economiche di ridistribuzione della ricchezza mondiale che è sempre più polarizzata nelle mani di poche persone. Si porrebbe fine allo scenario di una guerra economica applicativa della ‘teoria dei giochi’, ma allo stesso tempo si innescherebbe un percorso virtuoso per superare l’attuale crisi economica ritornando all’economia del benessere. Sarebbe un passo importante per il ritorno al successo delle politiche socialdemocratiche, le uniche idonee a perseguire una pace sociale nel lungo periodo.

Salvatore Rondello

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