domenica, 28 Novembre, 2021

Femminicidio, fenomeno sempre più preoccupante

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I femminicidi di questi giorni danno il segno di un fenomeno sempre più preoccupante. Da donna provo un profondo senso di frustrazione. Non capisco come sia possibile, nonostante tutte le misure prese fino ad ora, non fermarlo. Quasi ogni giorno assistiamo alla morte di una donna, per mano di un marito ,di un compagno, di un fidanzato cosiddetto “geloso” e nel nome dell’amore.
Questa mattanza sembra non aver mai fine, ma ancor più grave è che in una società cosiddetta emancipata, la violenza sulle donne risulta essere un fenomeno sempre più in evoluzione.
Evidentemente tutte le misure intraprese non sono state sufficienti ad arginare questo fenomeno e per avviare quel processo si sensibilizzazione reale sia per la donna che per l’uomo. Le molte iniziative in campo a sostegno, i riflettori accesi sullo stalking, il supporto legale psicologico svolto su alcuni territori evidentemente non bastano. Mi rendo conto che approcciare a queste tematiche è cosa non semplice perché principalmente riguardano tematiche che attengono alla sfera familiare. E’ una lotta di potere interna al nucleo familiare, la necessità da parte dell’uomo di dover prevaricare
Sono equilibri molto delicati. Non si tratta di “amore malato” ma si tratta di possesso.
Cosa scatta nella mente di questi uomini che non si rassegnano all’abbandono e cosa induce le donne vittime di violenza ad accettare passivamente maltrattamenti e soprusi da parte dei loro uomini che, nel nome dell’amore , le costringono a vivere isolate dal mondo., strappando loro sogni e speranze per il futuro .
Interroghiamoci su questo.
Le compagne e i compagni del Partito Socialista chiedono alle istituzioni un maggiore impegno per far si che la violenza sulle donne non faccia più parte della cronaca nera quotidiana e chiedono con fermezza la certezza della pena per omicidio e tentati omicidi così efferati. Impegniamoci a rimuovere tutti gli ostacoli culturali, economici, giuridici e sociali affinchè ogni donna, nel libero arbitrio, possa scegliere come e quando interrompere una relazione malata senza aver paura. Chiediamo alle istituzione un maggior impegno sulla prevenzione, sulle aperture di maggior centri antiviolenza,( anche se nel Lazio in questo ultimo anni vi è stato un incremento.) specialmente nelle zone più periferiche e disagiate, allo scopo di offrire ascolto, supporto legale e psicologico ,e per ridare dignità a tutte quelle donne vittime di violenza. Occorre a mio avviso, partire dall’educazione all’interno del nucleo familiare e dalla formazione rivolta ai bambini fin dai primi anni di scuola. Occorre diversificare gli approcci perché ai bambini bisogna spiegare il valore del rispetto della donna e il rischio di una condotta violenta, mentre alle bambine occorre dare gli strumenti per sapere riconoscere , fin dai primi segnali di violenza, che non si tratta di un “ amore malato” ma di un disturbo del comportamento del proprio partner.

 

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