domenica, 28 Novembre, 2021

FGS Vicenza
L’ombra nera della Meloni

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Ho guardato con attenzione quasi morbosa l’inchiesta di Fanpage.it e chi mi conosce e conosce il mio percorso di studi sa perfettamente il motivo di tale morbosità, ma, per tutti gli altri, eccolo qui ben spiegato di seguito:
Sono iscritto al terzo anno di Storia e uno degli argomenti che più ho avuto modo di approfondire e che più ho reso “mio” è proprio il fascismo dei primi tempi ( dal sansepolcrismo al 3 gennaio 1925) e la cultura fascista in varie sue sfumature, tanto nelle immagini, quanto nel mito postumo conservato in pectore da una certa destra italiana. Non mi stupisce dunque vedere certi personaggi rifarsi nostalgicamente a uno dei periodi più bui della storia italiana; ormai tra complottisti pro-Trump, leghisti analfabeti, no-vax con le loro belle teorie su dittature fantastiche e dove trovarle e revisionisti d’ogni specie, ho visto abbastanza disagio e ignoranza da evitarmi la scocciatura di un mal di pancia davanti a notizie del genere, e, devo ammettere, che la cosa un po’ mi spaventa.
Vedere normalizzati comportamenti del genere è preoccupante, non in quanto si possa temere che passi come un comportamento legittimo in forma e contenuto, ma, poiché, queste notizie dovrebbero far venire il mal di pancia a tutti, un mal di pancia da “ci decidiamo a dichiarare ogni espressione di rimando nostalgico al fascismo come vilipendio allo Stato?”. Questo tipo di mal di pancia.
Ora, siccome conosco un po’ Fanpage.it e, in cuor mio, covavo un po’ di terrore che la notizia potesse essere una sorta di “esca da click”, sono andato a farmi un po’ di ricerca personale sui tre bei loschi figuri che popolano la maggior parte dell’inchiesta di Fanpage.it.
La ricerca parte già bene: Fidanza lascia il ruolo nel partito, ma non prova nemmeno a intaccare qualche suo ruolo istituzionale; d’altronde la cara Giorgia “Almirante” Meloni si è già offerta di visionare il materiale raccolto da Fanpage.it in tre anni d’inchiesta “sotto copertura”. Cara Meloni, le amministrative a Milano cominciano domenica alle 7.00 di mattina e, per quanto tu possa mettere al lavoro la tua “bestia” mediatica (all’occhio eh che già il tuo amicone ha avuto problemi) nell’osservare minuto per minuto il materiale, dubito seriamente che potresti dare un parere oggettivo sulla faccenda: d’altronde tu parti già dal concetto che hai “un rapporto sereno col fascismo”.
Fidanza, neanche a dirlo, si professa innocente.
Sulla figura di Fidanza stesso sono andato a vedermi un po’ di dichiarazioni di voto che ha dato da eurodeputato.
Io, per correttezza e per il fatto che Fidanza parrebbe essere un “posseduto” a cui la Meloni sussurra all’orecchio sinistro il solito copione di FdI, vi riporto di seguito alcuni suoi interventi, i più “saporiti” a mio avviso:
“Salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nell’UE, nel quadro della salute delle donne (A9-0169/2021 – Predrag Fred Matić)”
24-06-2021
Ancora una volta la sinistra e le lobby LGBT tentano di imporre la propria visione ideologica. L’Unione Europea non ha competenza per le politiche relative alla salute e all’educazione sessuale, alla riproduzione e all’aborto, che sono e devono rimanere prerogativa degli Stati nazionali.
La relazione Matic mette in discussione la centralità del concetto di famiglia naturale, l’autonomia dei genitori nel decidere sull’educazione da impartire ai propri figli e la libertà di coscienza del personale sanitario.
Per tutte queste ragioni, ho deciso di votare contro, nella convinzione che l’UE non debba interferire su questi temi che meritano dei dibattiti approfonditi nei parlamenti nazionali.
Semmai, ritengo che l’UE dovrebbe piuttosto occuparsi di riuscire a garantire la difesa della vita, impegnandosi ad eradicare quei motivi economici e sociali che portano tante donne a pensare all’aborto come una possibile soluzione.
“Nuovi canali per la migrazione legale di manodopera (A9-0143/2021 – Sylvie Guillaume)”
20-05-2021
Nonostante la pandemia, la crisi e la disoccupazione imperante soprattutto tra i giovani europei, tra le priorità della sinistra c’è quella di aprire nuovi canali di immigrazione e legalizzare così tutti coloro i quali, oggi, non avrebbero i requisiti necessari per stare su suolo europeo.
La relazione propone di riesaminare la legislazione vigente per aprire anche ai lavoratori non qualificati di paesi terzi, rivedendo la “direttiva sulla Carta blu” che tutela quegli immigrati che rappresentano davvero una risorsa per l’Europa, che hanno speso soldi e tempo per formarsi, istruirsi e spesso laurearsi.
Si propone, poi, di introdurre dei meccanismi di denuncia efficaci per proteggere tutti i lavoratori migranti dallo sfruttamento, un obiettivo che condivido a pieno, ma che non trova applicazione pratica: nessun meccanismo funzionerà se un immigrato non conosce nemmeno la lingua del paese di arrivo, non sa leggere o scrivere, o, come spesso accade, si trova alla mercé di scafisti e mafie locali.
Infine, l’idea di armonizzare le norme tra gli stati membri in materia di immigrazione lede il diritto sovrano degli Stati membri di gestire le proprie quote, e, dunque, di decidere autonomamente chi ha diritto a entrare nel proprio paese e chi no.
“Tutela dei diritti umani e politica esterna dell’UE in materia di migrazione (A9-0060/2021 – Tineke Strik)”
19-05-2021
Sono stanco di vedere i migranti morti in mare nel tentativo di venire in Europa, sono ancora più stanco di vederli morire di fame nei nostri paesi o alimentare situazioni di tensione sociale nelle periferie delle nostre città, già cosi provate dalla pandemia, soltanto per un finto moralismo che si è andato a consolidare in questi ultimi anni.
Il fenomeno della migrazione è molto complesso e credo che la politica migratoria dell’UE debba concentrarsi su frontiere sicure e sul rimpatrio di coloro i quali non rientrano nello status di rifugiato. I diritti umani sono sempre stati fondamentali per l’Unione europea e non possono essere usati strumentalmente, come questo report tenta di fare, per deprivare gli Stati membri del controllo delle proprie frontiere.
Il diritto internazionale già garantisce le adeguate protezioni in materia di diritti umani ed è strutturato per assicurare una vera assistenza a chi ha realmente bisogno. Portare i migranti qui, per poi farli morire nelle nostre città o creare disagi ai nostri cittadini, rischia di farci retrocedere nella tutela di questi diritti fondamentali, rendendoci un continente ipocrita, capace di tutelare la vita soltanto a parole ma non certamente nei fatti.
“Diritto all’aborto in Polonia (B9-0373/2020)”
26-11-2020
Votando contro questa risoluzione ho voluto ribadire che la formulazione e l’attuazione di politiche sulla salute sessuale e riproduttiva nonché l’educazione sessuale nelle scuole è di competenza degli Stati membri.
Inoltre il preambolo della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, che fa seguito alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, stabilisce che “il fanciullo, a causa della sua mancanza di maturità fisica e intellettuale, necessita di una protezione e di cure particolari ivi compresa una protezione legale appropriata, sia prima che dopo la nascita “.
Ho voluto così dare il mio appoggio alle legittime autorità polacche nella ricerca di una soluzione che rispetti la vita di tutti e sostenga anche le madri e le loro famiglie, attraverso l’assistenza medica o di altro tipo, necessaria per i bambini.
Infatti, anche in questo caso, siamo di fronte al solito attacco delle lobbies LGBT+ che lamentano una discriminazione in quanto si colpirebbe in modo sproporzionato dei gruppi vulnerabili, come ad esempio persone transgender e non binarie. Inoltre, sempre secondo la vulgata della sinistra, si dovrebbe condannare l’abuso del potere giudiziario e dei suoi poteri legislativi da parte del governo polacco per strumentalizzare e politicizzare la vita e la salute delle donne e delle persone LGBTI+.

Passiamo dunque al “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini.
Diciamo che il patetico Lavarini ha una lunga storia di scandali legati alla sua fede fascista:
possiamo partire da quando nel 2014 difese l’opera di Mussolini e disse che il fascismo fu una splendida epoca; oppure potremmo partire da quando nel 1997 venne fuori che aveva una foto di Mussolini in ufficio pubblico mentre era presidente del Consiglio di Zona-3 sotto Alleanza Nazionale e, nello stesso anno, finì di nuovo sotto i riflettori per aver citato “l’uomo sottosopra” ad un matrimonio e aver in seguito eseguito il saluto romano. Si difese dicendo che non aveva la fascia tricolore da delegato del sindaco mentre veniva eseguito l’oltraggio ai martiri antifascisti. Già, perchè cambia tutto così.
La cosa che più mi provoca ilarità di tale personaggio è la sua presentazione sul suo stesso sito:
“Da sempre, coerente militante della destra sociale e identitaria, è stato dirigente politico, promotore di diverse iniziative controcorrente e, per dodici anni, consigliere e presidente di zona a Milano. Oggi, da uomo libero, sostiene il fronte sovranista nazionalpopolare ma si occupa solo di cultura e geopolitica con il movimento Eurasia ed il giornale Cultura e Identità. Spesso è invitato, in veste di opinionista, a trasmissioni radiofoniche e televisive”.
Almeno avesse il coraggio di prendersi le sue responsabilità e subire le conseguenze di dichiararsi apertamente fascista. No, non ha il coraggio nemmeno di dirsi fascista e si nasconde dietro alle solite etichette della destra: “sovranista”, “nazionalpopolare”, “destra sociale e identitaria”, “controcorrente”.
Dai, ma chi volete prendere in giro? Siete fascisti e lo sappiamo.
Rimane poi Chiara Valcepina che oggi risponde col trito e ritrito “era uno scherzo! Un contesto goliardico”.
Mi dispiace ma la Valcepina dovrà fare molto di più di così per avere un alibi valido. Se posso consigliare c’è sempre la scusa “Mubarak” o la soluzione “Hammamet”.
Resta il fatto che Jonghi e Fidanza stessi l’hanno definita una “vera camerata” mentre inneggiavano a Hitler, si congratulavano con qualcuno che “ha la svastica tatuata” e affermavano la necessità di un amico ebreo.
Il comportamento della stessa Valcepina per la durata di questa parte d’inchiesta, è molto espressivo delle mire del suo partito stesso: se veramente i valori espressi da Jonghi, Fidanza (che finora non ha mai smentito i gesti di rimando nazi-fascista) nel video non fossero condivisi dalla Valcepina stessa, com’è possibile che paia essere molto partecipe attivamente alle “goliardie” dei due fascistoidi? E com’è possibile che la stessa Giorgia “Almirante” Meloni che afferma non esserci spazio per razzismo e discriminazioni in FdI, non esprime alcuna forma di dissenso nel confronto dei gesti eseguiti dai tre nostalgici e documentati nell’inchiesta? Qui c’è una sorta di corto circuito, cioè:
la Valcepina, regolarmente iscritta a FdI, dice di non riconoscersi nei valori espressi da Jonghi e da Fidanza (sempre di FdI), nonostante la leader del suo partito non abbia preso le distanze dalle azioni gravissime degli stessi Jonghi e Fidanza. Boh.
Non posso in alcun modo dire se l’allegra “brigata nera” sia effettivamente colpevole, per quello aspetterò l’apertura di indagini e un eventuale giudizio da parte di chi di dovere, ma non posso togliermi di dosso la sensazione che la pioggia di dichiarazioni che ha seguito e seguirà questa vicenda nelle prossime ore potrebbe essere una drammatica gara di arrampicata sugli specchi che, molto plausibilmente e con mia somma soddisfazione, potrebbe trasformarsi in uno scarica barile reciproco. Sarebbe molto bello vedere un nuovo “processo ai traditori della patria fascista” in cui i tre fanno a gara per dichiararsi l’un l’altro come il Galeazzo Ciano della situazione.
Ho deciso di evitare la solita manfrina sul fascismo, non solo perchè credo che abbiate la testa colma delle solite frasi trite e ritrite, ma anche perchè qui la situazione è irrecuperabile; qua anche lo stesso E. Gentile potrebbe fare divulgazione a questi tre individui, anche i pochi partigiani ancora in vita potrebbero raccontare le storie delle brutalità nazifasciste, anche le foto dei campi di sterminio potrebbero provare a muoverli a compassione, ma nulla accadrebbe perchè questo tipo di persone non sono ignoranti in argomento, anzi, ne sanno abbastanza e, pur sapendo di tutte le barbarie del fascismo e del nazismo, hanno deciso liberamente di professarsi fascisti o nazisti. Una professione di fede tale non può essere curata con l’apprendimento o con la cultura, anzi, non c’è proprio niente da fare davanti a questo tipo di persone e forse solo l’assenza di un disturbo mentale li separa da personaggi come Ed Gein, Mengele, Dùmini e Volpi.  L’aspetto che più rende triste questa faccenda per me, è l’eco di certe persone, spesso della mia età, che ancora adesso affermano che in Italia non esiste assolutamente il problema del fascismo o del neofascismo, magari individui che votano la stessa destra che va a cena coi leader di Casapound e Forza Nuova e non prende assolutamente le distanze da posizioni estreme. E allora, davanti a tali persone, non posso fare altro che chiedermi se anche esse siano in malafede o se pecchino d’ignoranza sull’argomento stesso.
La situazione, rispetto all’inchiesta, non è affatto complicata: spero che ci siano a breve delle indagini e che, nel caso tutti o parte dei coinvolti vengano ritenuti colpevoli, la giustizia colpisca duramente , ma legittimamente, i rei aprendo così un varco per una legge realmente intransigente con il fascismo e il neo- fascismo, perchè, davanti alla cattiveria tangibile, quella che si fa vanto della propria ignoranza, quella che sputa in faccia agli innocenti, quella che “se ne frega”, non c’è nulla da fare se non condannarla a prescindere.

 

Giuseppe Maria Toscano
Segretario Circolo FGS “Forward!”

 

Andrea Comberlato
Vicesegretario circolo FGS “Forward!”

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