mercoledì, 16 Giugno, 2021

Fratelli Rosselli. Ricordarli 84 anni dopo

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Il 9 giugno 1937 in una cittadina termale della Bassa Normandia, Bagnoles de l’Orne, con un agguato minuziosamente, preparato venivano uccisi Carlo e Nello Rosselli. Gli esecutori dell’assassinio erano i fascisti dell’organizzazione terroristica di destra francese de La Cagoule, i mandanti il Servizio Informazioni Militari italiano, allora in linea di dipendenza gerarchica con il Ministero degli Esteri, retto in quel periodo da Galeazzo Ciano, il genero di Mussolini. Questi aveva a sua volta come capo di gabinetto Filippo Anfuso, nel dopoguerra deputato del Msi.
Il fascismo ha rotto tante teste, bastonato fino a causarne la morte personaggi come Piero Gobetti e Giovanni Amendola, tentato di mettere il cervello di Gramsci in condizione di non funzionare, fatto perire tanti antifascisti in scontri cruenti, ma l’assassinio freddamente predeterminato e operato da parte di cellule terroristiche specializzate, è stato riservato a due personaggi: Carlo Rosselli (assassinato col fratello Nello) e Giacomo Matteotti, ucciso dalla cosiddetta Ceka di Amerigo Dumini. Significativamente i due anniversari sono vicini: il rapimento e l’uccisione di Giacomo Matteotti è il 10 giugno del 1924. Una vicinanza che li accomuna. Carlo Rosselli in esilio dedicò al decimo anniversario della morte di Matteotti un bellissimo ricordo: Eroe tutto prosa.
Se Nello Rosselli era uno storico del Risorgimento già affermato, Carlo, in origine un economista, era l’autore di un testo teorico, Socialismo Liberale pubblicato in Francia nel 1935, Socialisme Libèral che io considero il primo testo socialista postmarxista.1
Questo fa sì che oggi si debba commemorare Rosselli non solo per la sua opera e per le sue azioni, ma per l’attualità del suo pensiero.
Non è un caso che la Fondazione che raccoglie l’eredità del “Circolo di Cultura” dei fratelli Rosselli (1920-1924), rifondato nel 1944 , a Liberazione di Firenze appena avvenuta come Circolo di Cultura Politica Fratelli Rosselli, celebra quest’anno il 9 giugno con un webinar dedicato al tema “Socialismo Liberale Oggi” in cui si affronterà con Paolo Baratta il ruolo del pubblico e il suo rapporto con il privato, Con Gianfranco Pasquino si discuterà del ruolo della rappresentanza politica, nell’itinerario da Bobbio a Sartori. Il tema della giustizia sociale sarà affrontato da Elena Granaglia e della lotta alla povertà da Stefano Toso, Lucilla Spini parlerà del tema dell’ambiente e salute drammaticamente riproposti dalla pandemia. mentre Domenico Siniscalco affronterà il tema del Pnrr in rapporto alla necessaria mobilitazione della società civile. Nadia Urbinati potrà così diffondersi sul tema dell’attualità del socialismo liberale oggi.
Il socialismo liberale è qualcosa che attraversa trasversalmente le forze politiche democratiche e può far mobilitare settori importanti della società civile che i partiti di oggi non riescono a coinvolgere.
In un momento in cui le identità culturali delle maggiori forze politiche sono in discussione, il Socialismo Liberale si presenta non come impossibile conciliazione di due sistemi di valore filosofici opposti, bensì come un vero e proprio programma politico: Il rilancio economico del Paese non può avvenire se non si riescono a conciliare due esigenze. Da un lato quella di sostenere chi può produrre reddito e quindi l’impresa. Dall’altro quella di chi vede accentuarsi le disuguaglianze a proprio danno, fino ad intaccare il livello di sopravvivenza. Non vi può essere nella situazione in cui ci troviamo, né una politica liberista, né una politica statalista. Il punto di equilibrio non può essere che socialista-liberale. Ed è questa esigenza che va alimentata con delle proposte concrete di politica economica e sociale.
È il modo migliore di ricordare oggi i Rosselli.

 

Valdo Spini
presidente della Fondazione Circolo Rosselli

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