domenica, 28 Novembre, 2021

Fumetti e illustrazioni, come diventano prodotti artistici

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Nasce “Porte a Fumetti”, un nuovo progetto della Galleria dell’Accademia di Firenze in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti che ha visto coinvolti gli studenti del corso del Biennio di Illustrazione, guidati dal professore Alessandro Baldanzi. E non di porte qualsiasi si tratta, ma di quelle dei bagni della Galleria dell’Accademia, il cui maquillage è stato completamente trasformato e rinnovato da delle vere e proprie storie a fumetti e da indovinelli illustrati, inaugurate dal 29 settembre scorso.

«L’idea è nata a marzo di quest’anno – racconta divertita Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze -. Le porte dei bagni dovevano necessariamente essere ritinteggiate, deteriorate purtroppo non solo dal tempo ma anche da scarabocchi, scritte lasciate da chi vi era passato e aveva voluto imprimere, diciamo, per essere gentili, un suo ricordo. Avevo avuto, da poco, l’invito del Ministero della Cultura a partecipare a una conferenza online proprio sui fumetti per un altro progetto ad Abu Dhabi. So quanto il ministero ha a cuore la cultura del fumetto italiano, e ho pensato: perché non far disegnare dei personaggi, delle storie a fumetti proprio su quelle porte? Oltre a essere divertente, potrebbero diventare una sorta di tag per dissuadere altri da imbrattarle. Ne ho parlato con Claudio Rocca, direttore dell’Accademia di Belle Arti, che ha accettato con entusiasmo la sfida».

Così, sedici studenti del corso di Illustrazione si sono subito messi al lavoro con grande creatività, usando le porte come fossero pagine bianche, dando sfogo alla loro fantasia, creando rebus del tipo “trova l’intruso” oppure “trova le differenze”, storielle e aneddoti che riguardano non solo le opere conservate nella Galleria ma anche la città di Firenze, andando a cercare angoli nascosti. Dove sono finiti gli abiti del David? E il Porcellino che fine ha fatto? E la sfera de Verrocchio? E il Diavoletto del Giambologna dove si trova?, giusto per citarne alcuni. Otto porte dove all’esterno troviamo l’indovinello e all’interno la soluzione, per un totale di sedici facciate in tutto. Le immagini sono state stampate su pellicola trasparente e applicate sulle porte stesse, un sistema di facile rimozione in caso di danneggiamento e usura, che consentirà la possibilità di intercambiare le narrazioni e sostituirle, nel tempo, con delle nuove.

Hanno partecipato al progetto: Gaia Cesarano, Maria Lucia Carbone, Cosimo Ermini, Yining Jia, Ayawo Endo, Adriana Tripoli, Mattia Morbidelli, Rebecca Lauritano, Alice Tropepi, Silvia Franchini, Gianmarco Tielli, Carlo Settembrini, Marinella Fontana, Lorena Scremin, Anna Capra, Elena Benedetti, Benedetta Trani Gatti.

«Con questa nuova incursione artistica nella casa del David vogliamo mettere in luce il ruolo attivo che i giovani artisti, in questo caso illustratori, possono avere nella comunicazione e divulgazione dell’arte – ha commentato il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Claudio Rocca -. Porte a fumetti si pone, quindi, nell’ottica di dare continuità al rapporto di collaborazione istituito ormai da tempo con la Galleria, con la quale, ad esempio, lo scorso anno ci siamo impegnati con successo per favorire il dialogo tra l’arte e i suoi fruitori».

 

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