sabato, 23 Ottobre, 2021

Fumetti, il Comune di Roma sfratta il festival Arf!

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Malgrado il riconoscimento del fumetto da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, che lo ha incluso tra le discipline di cui già si occupa siglando la prima convenzione con Riff – Rete Italiana Festival di Fumetto, c’è già chi lancia bordate, magari con secondi e terzi fini.
Stiamo parlando del fatto che Arf! Festival del Fumetto a Roma dall’anno prossimo non avrà più gli spazi dell’ex Mattatoio del Testaccio, gestito dall’Azienda Speciale Palaexpo , che dipende direttamente dal vicesindaco e assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo.
A pensare male … viene anche facile, perché l’assessore è un fedelissimo di Virginia Raggi, sindaco di Roma che tra sei mesi vedrà scadere il suo mandato e che punta a una rielezione che non sarà né facile né semplice. Il ministro dei Beni culturali è Dario Franceschini, figura di rilievo del Pd, alleato di governo dei cinque stelle, e l’affondo contro il fumetto potrebbe essere il segnale di una battaglia a tutto campo che i pentastellati stanno organizzando per convincere autorevoli esponenti del Pd ad appoggiare la candidatura della Raggi, non foss’altro per evitare una sconfitta di tali proporzioni che nella storia millenaria della Capitale non s’è mai vista. Corre voce anche che proprio Franceschini sarà l’anti Raggi nella corsa alla poltrona di primo cittadino di Roma. Un attacco politico, quindi, che nulla ha a che vedere con il fumetto in senso stretto.

 

La notizia dello sfratto è stata data da Arf! con un comunicato stampa di cui riportiamo i punti salienti: «Senza bisogno di andare a scomodare l’immenso patrimonio italiano di Maestri riconosciuti in tutto il mondo come Pratt, Mattotti, Pazienza, Crepax, Manara, Giardino, Toppi e tanti altri, in un momento – di questo già complicato 2020 – in cui anche i grandi media nazionali diventano megafono del linguaggio del fumetto contemporaneo e dei suoi protagonisti, è proprio di questo mese l’azione con cui il Ministero per i beni e le attività culturali – attraverso la sua Direzione generale creatività contemporanea – ha riconosciuto e incluso formalmente il fumetto tra le discipline di cui già si occupa (arte contemporanea, architettura, fotografia, videoarte e arti applicate, moda, e design) siglando quella che è la prima convenzione quadro dello Stato con un intero settore professionale, rappresentato dall’Associazione di categoria Riff – Rete Italiana Festival di Fumetto, di cui lo stesso Arf! è socio fondatore insieme a Comicon di Napoli, Etna Comics di Catania, Lucca Comics & Games e Treviso Comic Book Festival. Un settore che ogni anno coinvolge oltre un milione di presenze, con un indotto economico e una ricaduta sui territori di oltre 300 milioni di euro».
«Eppure – continua il comunicato -, paradossalmente, martedì 17 novembre abbiamo ricevuto unilateralmente, come ennesima comunicazione “a fatto compiuto” (cioè senza alcuna volontà di dialogo o confronto), la notizia che l’Azienda speciale Palaexpo – ente pubblico di Roma Capitale in giunta Raggi a meno di 6 mesi dalle prossime elezioni amministrative, che dipende dall’assessorato alla crescita culturale guidato da Luca Bergamo – dal 2021 esclude il nostro Festival da tutte le attività del Mattatoio (ex Macro Testaccio), mettendoci alla porta da quella che è stata la nostra casa sin dal 2016, cioè da prima che subentrasse il nuovo consiglio di amministrazione».

«L’Azienda speciale Palaexpo – spiega il comunicato di Arf! -, nella persona del suo presidente Cesare Maria Pietroiusti, ci comunica via mail che non rientriamo più nella loro “visione del contemporaneo”, cioè l’esatto contrario di quanto sta sostenendo la Direzione generale creatività contemporanea del Ministero, con tutta una serie di burocratismi degni del miglior conte Mascetti in “Amici miei”, che quantomeno denota una buona conoscenza di Mario Monicelli».
Entrando nello specifico, Arf! Festival nelle sue quattro edizioni al Mattatoio ha prodotto una serie di mostre straordinarie, ha offerto indimenticabili lectio magistralis con ospiti di prestigio, ha espresso vere opportunità di lavoro con oltre 10mila portfolio ricevuti da autori esordienti per più di 1.000 colloqui professionali con le case editrici, così come ha prodotto vera cultura di pace e rispetto dei diritti umani al fianco di partner solidali come Emergency, Cesvi, Dynamo Camp, Amnesty International e Unhcr. Inoltre ha richiamato un pubblico di oltre 60mila visitatori da tutta Italia, compresa una coloratissima moltitudine di bambini nella propria Area Kids a ingresso gratuito, che ogni anno offre 18 laboratori creativi con le docenze delle migliori firme del panorama nazionale, costantemente sold out a ogni edizione.
Non bisogna dimenticare neanche i 66.309 euro donati allo Spallanzani di Roma proprio in questi ultimi sei mesi, grazie al libro a fumetti “COme Vite Distanti” (vincitore del Premio Boscarato 2020), realizzato da Arf! durante l’emergenza sanitaria Covid-19, che ne ha fatto la più grande raccolta fondi mai realizzata dal fumetto italiano.

«Ma tutto questo a Palaexpo – precisa il comunicato – e al suo artista/presidente Pietroiusti (ora “coordinatore del tavolo di programmazione”) non interessa! Non rientriamo nel loro “cambiamento di paradigma” all’interno di “una specifica visione curatoriale” che ora dipende da “un complesso meccanismo decisionale” che comprende per l’appunto questa “visione strategica di analisi qualitativa” (?) che prenderà forma e si incentrerà su “una complessa e articolata sequenza di eventi” che siano “coerenti con la proposta culturale del nuovo Mattatoio”».
«Una visione – conclude il comunicato stampa – che al di là della propria astratta arbitrarietà (nella gestione di un bene pubblico della città, non di una galleria privata) rimane chiara soltanto a se stessa, alla propria voce autoreferenziale».
Non possiamo fare a meno di notare un uso sfrenato del burocratichese, un dire tanto per non dire nulla come nel Gattopardo, che lascia letteralmente a bocca aperta. E il pensiero scivola da Francesco Rosi a Totò e al suo «ma mi faccia il piacere». In attesa di una traduzione in lingua corrente della mail ricevuto da Arf, contiamo le ore in attesa di scoprire quali saranno i paradigmi, le impostazioni culturali e l’articolata sequenza di eventi del calendario 2021 del Palaexpo, sperando di non doverci scompisciare dalle risate.

 

Antonio Salvatore Sassu

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