martedì, 26 Ottobre, 2021

G20 donne. Draghi: “Preservare le conquiste degli ultimi vent’anni”

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A Santa Margherita Ligure è iniziato ieri il G20 sulle donne: “Conference on Women’s Empowerment” . In un messaggio, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha detto: “Il G20 deve fare tutto il possibile per garantire che le donne afghane mantengano le loro libertà e i loro diritti fondamentali, in particolare il diritto all’istruzione. Le conquiste raggiunte negli ultimi vent’anni devono essere preservate”.
Dopo la presa del potere da parte dei talebani, il governo italiano insiste sul fatto che il tema Afghanistan, nei suoi complessi equilibri strategici e geopolitici, debba essere affrontato in sede di G20, con un coinvolgimento ampio delle principali potenze interessate, dalla Russia alla Cina, dalla Turchia all’Arabia Saudita all’India.
Draghi, oggi riceverà a palazzo Chigi il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, e potrebbe già avere avuto dei contatti telefonici con il presidente cinese, Xi Jinping.
Il premier resta dell’idea che per la gestione del futuro dell’Afghanistan serva un’alleanza larga, che coinvolga in primo luogo Mosca e Pechino.  Finora, al riguardo, Mosca non si è espressa esplicitamente, ma a quanto si apprende da fonti informate, nei colloqui a Roma, la parte russa potrebbe aprire alla richiesta del premier di organizzare un summit del G20 a settembre, e il via libera potrebbe arrivare già oggi da parte dello stesso Lavrov negli incontri prima con Draghi e subito dopo con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
L’Afghanistan dominerà l’agenda dei colloqui. La visita era in programma già prima della rapida crisi arrivata a Kabul con la presa del potere da parte dei talebani. A giugno, Lavrov aveva inviato un suo vice alla riunione dei ministri degli Esteri del G20, a Matera, dove era previsto a margine un bilaterale con Di Maio e aveva promesso di venire in Italia entro i primi di settembre. Roma sarà l’ultima tappa di un mini tour europeo del capo della diplomazia russa che ha già toccato Budapest e Vienna.
Secondo alcune fonti italiane, l’Afghanistan, da parte italiana, avrà un ruolo predominante. Includere Russia e Cina nei negoziati dell’Occidente è il leitmotiv di questi giorni sia di Draghi che Di Maio, impegnati nel costruire le basi per convocare a settembre un G20 ad hoc, in cui costruire un approccio condiviso e di ampio respiro alla crisi.
Draghi, nel suo messaggio alla riunione del G20 di Santa Margherita Ligure, ha sottolineato che la riunione iniziata ieri è stata resa ancora più urgente dalla crisi in Afghanistan. Draghi si è così manifestato: “Non dobbiamo illuderci: le ragazze e le donne afghane sono sul punto di perdere la loro libertà e la loro dignità, di tornare alla triste condizione in cui si trovavano vent’anni fa. Rischiano di diventare ancora una volta cittadine di seconda classe, vittime di violenza e di discriminazioni sistematiche, soltanto per il fatto di essere donne. In quanto paesi del G20, abbiamo degli obblighi non soltanto nei confronti dei nostri cittadini, ma anche nei confronti della comunità globale. Dobbiamo difendere i diritti delle donne ovunque nel mondo, soprattutto dove esse sono minacciate”.
Nel Suo messaggio, Draghi ha esordito: “La giornata di oggi segna la prima conferenza sulla parità di genere nella storia del G20. Sono molto orgoglioso che si svolga sotto la Presidenza italiana e ringrazio la ministra Bonetti per l’eccellente lavoro preparatorio svolto. L’Italia è pienamente impegnata nella lotta contro le disuguaglianze di genere e riteniamo che il G20 possa svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere le donne in tutto il mondo. Durante la Presidenza italiana, abbiamo adottato misure concrete per migliorare la posizione delle donne nel mondo del lavoro, promuovere la loro emancipazione e rimuovere gli ostacoli che frenano le loro carriere”.
Draghi ha ricordato: “A giugno abbiamo adottato una tabella di marcia volta a raggiungere e superare l’obiettivo fissato a Brisbane, che prevede di ridurre del 25% entro il 2025 i divari di genere nel tasso di partecipazione alla forza lavoro nei Paesi del G20. La tabella comprende 17 indicatori che consentono di monitorare i progressi raggiunti verso la piena parità di genere nel mondo del lavoro. Ogni perdita di talento femminile è una perdita per tutti noi”.
Dalla dichiarazione conclusiva della conferenza è emerso quanto segue: “I partecipanti al G20 sulle donne di Santa Margherita Ligure ieri hanno riconosciuto l’urgenza di promuovere l’empowerment delle donne attraverso una strategia integrata e condivisa che coinvolga tutti i settori della società civile, le istituzioni, il mondo della cultura e del lavoro. I partecipanti hanno concordato sulla necessità di rendere strutturale nell’ambito del G20 uno specifico incontro ministeriale dedicato all’empowerment delle donne, di cui questa Conferenza costituisce il primo significativo passo”.
La conferenza del G20, nel documento di chiusura, ha rivolto anche un appello per le donne afghane: “E’ stata condivisa la preoccupazione che le donne e le ragazze siano in grave rischio di essere sottoposte a nuove violenze e violazioni dei loro diritti e libertà fondamentali. Le donne e le ragazze hanno un’urgente necessità, ora più che mai, del sostegno e dell’azione dei Paesi del G20, che assicurino che i loro diritti siano garantiti, che gli offensori responsabili delle violazioni siano perseguiti, che si prevengano ulteriori azioni in loro danno”.
Alla riunione sulla condizione delle donne in Afghanistan sono stati presi in considerazione gli avvenimenti verificatisi nel Paese a partire da agosto 2021 con la crisi istituzionale che ne è conseguita e che presenta “rilevanti rischi” per la popolazione civile, e in particolare per l’incolumità, lo sviluppo e il ruolo delle donne. Il G20 nel documento finale ha scritto: “Si è assistito in questi ultimi giorni a un rapido deterioramento delle condizioni della popolazione afgana, la cui incolumità e sicurezza personale richiedono ora un impegno rafforzato dell’intera comunità internazionale e dei membri del G20. In particolare, è stata condivisa la preoccupazione che le donne e le ragazze siano in grave rischio di essere sottoposte a nuove violenze e violazioni dei loro diritti e libertà fondamentali, in una difficile situazione di conflitto e di grave emergenza umanitaria in cui la dignità e i diritti di genere sono chiaramente in pericolo. È importante che i passi in avanti compiuti per i diritti delle donne negli anni continuino ad essere difesi e riconosciuti nella società afgana. I rischi di mobilità obbligata di donne e di bambine, del mancato accesso ai servizi essenziali, con specifico riferimento all’assistenza sanitaria e all’istruzione, di violenze e abusi, che coinvolgono i bambini e i matrimoni precoci e forzati, richiedono di agire con determinazione ed in modo coordinato ed efficace per assicurare la protezione delle categorie più vulnerabili: le donne e le ragazze hanno un’urgente necessità, ora più che mai, del sostegno e dell’azione dei Paesi del G20, che assicurino che i loro diritti siano garantiti, che gli offensori responsabili delle violazioni siano perseguiti, che si prevengano ulteriori azioni in loro danno”.
Secondo i partecipanti alla Conferenza del G20, nel futuro, si rende necessario, oggi più che mai, un piano di azione complessivo, globale come si legge nel documento: “E’ essenziale che il raggiungimento della piena parità necessita di un’agenda globale, che affronti con politiche trasversali e sistemiche tutti i diversi aspetti della vita delle donne. Una simile agenda, trasformativa e globale, richiede un alto grado di coordinamento multilaterale, da promuovere con accordi efficaci sia a livello nazionale che internazionale. I partecipanti ritengono che per un approccio concreto e strutturale all’empowerment delle donne siano necessari strumenti di monitoraggio e valutazione dei processi basati su indicatori. La Roadmap Towards and Beyond the Brisbane Target, adottata sotto la Presidenza italiana, costituisce un primo importante esempio. A questo fine, si è discusso dell’opportunità di ampliare e rafforzare (oltre Brisbane) il monitoraggio e gli strumenti di valutazione con il supporto di Ocse e Ilo. Allo stesso modo, sono necessari interlocutori in prima linea come gli engagement group del G20 e le parti sociali. I partecipanti supportano pienamente le attività future del G20 Empower così come promuovono iniziative che lavorino sull’uguaglianza di genere anche collaborando con il settore privato”.
Nel documento conclusivo si legge anche: “I partecipanti alla Conferenza del G20 sulle donne hanno riconosciuto che molteplici fattori continuano a minare il pieno empowerment femminile e alimentano la persistenza di stereotipi che ostacolano l’affermazione e l’autonomia delle donne nelle nostre società. Riconoscere e contrastare queste barriere, rimane un obiettivo fondamentale per i Paesi del G20”.
Tra le problematiche segnalate, per quanto riguarda stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics), alfabetizzazione finanziaria e digitale, ambiente e sostenibilità, il perdurante gap digitale di genere sia in termini di accesso alle piattaforme digitali che di sviluppo di nuove competenze, come ad esempio l’alfabetizzazione finanziaria o la scarsa partecipazione delle donne nelle discipline stem. Nel documento, quindi, si sottolinea l’esigenza di ridurre le barriere per l’accesso delle donne e delle ragazze nelle imprese dei settori stem è un percorso che parte fin dalle scuole primarie e secondarie promuovendo l’istruzione nelle discipline stem.
Tra l’altro, il documento segnala che tra i grandi del vertice si è discusso del ruolo dell’Unesco nel sostenere l’educazione di donne e bambine, ma anche per un supporto delle donne giornaliste.
Nel documento conclusivo si evidenzia anche che l’alfabetizzazione finanziaria gioca un ruolo fondamentale nel garantire l’indipendenza economica delle donne e nella promozione di iniziative di imprenditoria femminile, anche grazie alla semplificazione dei sistemi di accesso al credito.
Per quanto concerne “Lavoro, empowerment economico ed armonizzazione dei tempi di vita”, i partecipanti alla Conferenza hanno convenuto sulla necessità di rafforzare gli impegni e le azioni politiche volti a colmare i divari di genere nel mercato occupazionale e in particolare la disparità salariale, per rimuovere tutti gli ostacoli che di fatto impediscono l’accesso delle donne a ruoli di leadership e, infine, per sostenere l’imprenditorialità femminile.
C’è anche un passaggio sul ‘lavoro agile’ e le sue criticità in termini di salute e benessere fisico e mentale, di sicurezza (compreso il rischio di violenze domestiche), di orario lavorativo e di parità di trattamento e opportunità tra chi lavora da remoto e chi invece svolge il proprio lavoro all’interno dei locali aziendali.
Dunque, è essenziale promuovere misure e politiche tese ad evitare che il lavoro da remoto possa acuire la segmentazione del mercato del lavoro a discapito delle donne, conducendo a nuove forme di disuguaglianza.
La prima conferenza del G20 sulle donne si è conclusa con l’affermazione di principi importanti sulla parità dei diritti e sulla dignità delle donne nel lavoro.
L’abolizione di ogni forma di discriminazione e di violenza sono indice di civiltà umana nel mondo. L’emancipazione femminile e la parità dei diritti sono un elemento fondamentale del pensiero socialista. Questa nuova iniziativa del governo italiano all’interno del G20, merita rispetto ed apprezzamento positivo.

 

S.  R.

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