martedì, 3 Agosto, 2021

G7, Intesa Ue e Usa… contro la Cina

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Ieri si è svolto il vertice tra il presidente Usa Joe Biden e i rappresentanti dell’Ue, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.  
Si tratta del primo vertice Ue-Usa dal 2014 ed è dal 2017 che un presidente Usa non visitava le istituzioni dell’Ue.
La presidente Von Der Leyen, accogliendo il presidente degli Usa a Palazzo Europa, ha detto: “Sono molto felice ed è un onore averla qui, il fatto che sia venuto così presto evidenzia il suo personale attaccamento all’Europa e noi lo apprezzamento molto. Gli ultimi quattro anni non sono stati facili. Il mondo è cambiato drammaticamente. Vogliamo riaffermare la nostra alleanza e non vediamo l’ora di lavorare assieme”.
Prima del bilaterale, Biden ha detto: “E’ di importanza fondamentale per gli interessi Usa avere buone relazioni con la Nato e l’Ue“.
Aprendo i lavori del summit, Biden ha detto: “Una delle ragioni per cui sono ottimista sono le nuove generazioni, sia in Europa che negli Usa. Questa generazione di giovani è la più istruita della storia americana e anche quella con meno pregiudizi, la più aperta e la più impegnata. Penso che ci siano ragioni per credere che, se noi decidiamo le politiche giuste, il futuro è luminoso. Abbiamo l’opportunità di fare cose molto buone. Con questo, come avrebbe detto mia madre, mi zittisco”.
Il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, ha comunicato: “Il partenariato Ue-Usa è tornato, più forte che mai. Benvenuto al presidente degli Stati Uniti al vertice Ue-Us. Oggi rinnoviamo la nostra partnership e investiamo nella nostra prosperità e sicurezza future”.
Nella conferenza stampa dopo il bilaterale, Ursula Von Der Leyen ha detto: “E’ stato impressionante vedere e sentire Biden dire ‘Abbiamo bisogno dell’Europa’, quanto sia interessato all’Europa. Siamo amici e alleati, condividiamo gli stessi valori e punti di vista. Con gli Stati Uniti siamo diversi, ma siamo uno nella lotta per la democrazia. Queste sono democrazie che si fondano sui diritti fondamentali”.
Diversi i punti principali affrontati nel bilaterale: porre fine alla pandemia di Covid-19 e portare avanti una ripresa economica globale sostenibile, proteggere il nostro pianeta e promuovere la crescita, rafforzare il commercio transatlantico, gli investimenti e la cooperazione tecnologica, nonché affrontare la politica estera globale e regionale e le sfide alla sicurezza, rafforzando la democrazia e l’ordine multilaterale basato su regole.
Sul cambiamento climatico, la presidente della Commissione Ue ha affermato: “Usa e Ue sono partner naturali. Dobbiamo correre, fare di più e fare presto. Abbiamo creato un gruppo di azione di alto livello sui cambiamenti climatici. E’ importante attivare la diplomazia sul clima e raggiungere gli obiettivi in vista del summit Cop26 di Glasgow. Serve una cornice globale per la crescita sostenibile”. Von der Leyen ha anche parlato degli investimenti verdi, spiegando: “Non riciclaggio verde, ma investimenti, il settore privato gioca e giocherà un ruolo decisivo nella lotta al cambiamento climatico, e delle innovazioni tecnologiche fondamentali”.
In vista di una soluzione definitiva inizia subito una tregua di cinque anni. Niente più dazi tra Stati Uniti e Unione europea nella disputa Airbus-Boeing che andava avanti da 17 anni. Ora si collabora per affrontare insieme un nemico più agguerrito: la Cina.
L’accordo storico è stato annunciato in occasione del summit Ue-Usa a Bruxelles, con la presenza del presidente americano, Joe Biden, che non ha lesinato nel riaffermare le sue buone volontà con l’alleato ritrovato.
In merito, la presidente Ursula Von Der Leyen ha dichiarato: “La prima volta che ci sentimmo al telefono io e il presidente Biden decidemmo che avremmo risolto questo problema. E ora lo abbiamo fatto. Questo accordo apre un nuovo capitolo nella nostra relazione perché stiamo passando dal contenzioso alla cooperazione nel settore aeronautico, dopo 17 anni di controversie”.
Per Biden si tratta di ‘un importante passo’ ma soprattutto di un’azione contro la Cina. Il presidente degli Usa ha commentato: “Abbiamo concordato di lavorare insieme per sfidare e contrastare le pratiche non commerciali della Cina nel settore (aerospaziale), che danno alle aziende cinesi un vantaggio sleale”.
Washington e Bruxelles si sono sfidate dal 2004 davanti al Wto sugli aiuti pubblici illegali pagati ai loro rispettivi produttori di aerei. Sotto l’amministrazione Trump, Washington è stata autorizzata nell’ottobre 2019 a imporre dazi su quasi 6,8 miliardi di euro di beni e servizi europei importati ogni anno, fino al 25% per vini e liquori e fino al 15% per gli aerei Airbus. L’Ue è stata autorizzata a contromisure per 4 miliardi di euro.
I direttore generale del Wto, la signora Ngozi Okonjo-Iweala, ha affermato: “È stata una delle controversie più lunghe e costose nella storia del Wto, ed entrambe le parti hanno dimostrato che anche le controversie apparentemente più intrattabili possono essere risolte”.
Ora però il nemico è un altro. Washington e Bruxelles guardano a Oriente. La rappresentante Usa per il commercio, Kathrine Tai, ha dichiarato: “Per almeno 20 anni, ci siamo combattuti tra le nostre industrie mentre altri approfittavano delle opportunità per lanciare le proprie industre. Ciò che è importante in questo accordo è che smettiamo di lottare tra noi e collaboriamo invece contro le economie non di mercato. La collaborazione sulla Cina è un momento cruciale nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Ue nel settore aereo; collaboreremo nelle sfide che condividiamo, che riguardano la concorrenza alle industrie di entrambi”.
Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha confermato: “Vogliamo delle regole chiare che valgano a livello globale, non solo per Airbus e Boeing”.
Mario Draghi ha messo in evidenza come l’accordo Usa e Ue rafforzi la propria alleanza, consolidando una nuova stagione di cooperazione. In particolare, molte produzioni italiane di eccellenza potranno beneficiare della sospensione a lungo termine dei dazi commerciali. Un ulteriore passo verso il ritorno a una piena collaborazione nei fori multilaterali, di cui beneficerà tutta la comunità transatlantica. 
Von Der Leyen, ha anche spiegato: “Per risolvere la controversia sui dazi imposti dagli Usa sull’acciaio e alluminio importato dall’Ue, che arriva dall’era del passato presidente, servirà un pò di tempo, ma confido che troveremo una soluzione. Anche perché, il problema della sovra capacità produttiva di queste due commodities non è originato dall’Europa, dato che le esportazioni dall’Ue agli Usa sono calate. L’Ue avrebbe già potuto adottare contromisure, ma non lo abbiamo fatto. Siamo impegnati in colloqui positivi per liberarci il più presto possibile di questo problema”.
Joe Biden, il nuovo presidente degli Stati Uniti, ha affermato: “L’Europa è il nostro partner naturale, perché siamo impegnati per le stesse norme e istituzioni democratiche, che sono sempre di più sotto attacco. Al populismo, promosso da ciarlatani che tentano di approfittare dell’ansia generata in ampie fasce della popolazione dai cambiamenti tecnologici in atto da un decennio, occorre rispondere con la crescita economica, promossa dalle democrazie che condividono gli stessi valori fondamentali. Nel mondo, tutto è cambiato negli ultimi dieci-dodici anni. C’è un grande cambiamento tecnologico in corso in molti dei nostri Paesi e questo provoca grande ansia. Molti si chiedono quale sarà il loro posto nel mondo: saranno rimpiazzati da nuove tecnologie, non avranno un lavoro, che cosa faranno?. E questo succede in un momento in cui ci sono persone, come posso dire, dei ciarlatani, che cercano di approfittarsi di coloro che sono colpiti da questi fenomeni. Lo vediamo in Europa, lo vediamo negli Usa e nel mondo, c’è un falso populismo. Mi sembra che il modo migliore per affrontare questi cambiamenti è creare le circostanze per cui le nostre economie possano crescere, insieme, sulla base dei valori che ci uniscono. E penso che condividiamo gli stessi valori di base: diritti umani, dignità umana. Nella città in cui vivevamo con mio padre l’estrazione del carbone stava morendo, non era più rilevante. Mio nonno era un minatore, un ingegnere minerario, ma nella Pennsylvania nordorientale, mio padre era un agente di commercio. L’economia collassò, ci spostammo nel Delaware, appena oltre il confine della Pennsylvania. Gli sentivo spesso dire: ‘Joe, un lavoro è più di una busta paga. E’ una questione di dignità, di rispetto, di essere in grado di guardare un bambino negli occhi e dirgli ‘andrà tutto bene’. Ogni tanto ce ne dimentichiamo, si tratta della dignità di un lavoratore. Abbiamo un’opportunità enorme se pensiamo a questi cambiamenti, come il cambiamento climatico, in termini di posti di lavoro: il tipo di posti di lavoro che dovremo creare per preservare l’ambiente sono posti di lavoro che avranno buone paghe. Dobbiamo attrezzarci per questi cambiamenti, abbiamo molto da fare. Ci sono differenti priorità, ma con lo stesso obiettivo: come Paesi che la pensano allo stesso modo, che condividono gli stessi valori, lavorano insieme, per migliorare gli standard di vita non solo per i nostri popoli, ma anche per il resto del mondo. E penso che abbiamo la capacità per farlo, anche se richiederà molto duro lavoro e tanta determinazione”.
In conclusione, Biden fa notare: “In questa settimana, al G7, alla Nato, nel mio incontro con i leader dell’Ue e in tutti gli incontri bilaterali che ho avuto con i leader mondiali, ho sostenuto che gli Usa e l’Europa, e le democrazie in tutto il mondo, sono più forti quando lavoriamo insieme per promuovere i nostri valori condivisi, come la concorrenza leale e la trasparenza. L’annuncio di oggi dimostra esattamente come questo può funzionare nella pratica”.
Dopo il vertice, Ursula Von der Leyen ha commentato: “Incontrando il presidente Biden mi ha impressionato vedere come riconoscesse che siamo amici e alleati di lunga data, in quanto condividiamo gli stessi valori. C’è la consapevolezza che siamo diversi, ma anche che siamo una cosa sola quando si tratta di combattere per la democrazia. Nell’incontro con il presidente Usa abbiamo concordato di mantenere le supply chain, le filiere produttive dei vaccini anti-Covid, sicure ed aperte, per facilitare la produzione delle dosi necessarie a contrastare la pandemia”.
Dopo i punti fermi acquisiti finora da Joe Biden nel Suo viaggio in Europa, oggi ci sarà l’incontro più difficile a Ginevra con Putin.
Biden ha già affermato: “La morte di Alexey Navalny sarebbe una tragedia, mostrerebbe che la Russia non vuole seguire le norme internazionali”.
Il presidente Usa Joe Biden, ha anticipato che dirà al presidente russo Vladimir Putin che ci sono delle ‘linee rosse’ che non si possono superare, precisando: “Gli Usa non cercano il conflitto con la Russia ma risponderanno se Mosca continuerà le sue attività ostili”.
L’azione intrapresa da Biden apre grandi speranze per l’umanità. Il cambiamento è in atto e auspichiamo di vedere al più presto gli effetti positivi di un percorso guidato dagli ideali del socialismo liberale.

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