martedì, 13 Aprile, 2021

Gent-Wevelgen al solito Wout Van Aert

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Quando i corridori passano davanti al monumento che ricorda la tregua di Natale del 1914 a quell’episodio non ci pensano neppure per un momento. Il 25 dicembre 1914 la carneficina della Prima Guerra Mondiale aveva già falciato migliaia di vite sul fronte occidentale ma il giorno di Natale soldati tedeschi e britannici lasciarono il fango delle proprie trincee per incontrare il nemico nella terra di nessuno e scambiarsi cibo, piccoli oggetti, giocare addirittura una improvvisata partita di calcio. Dal giorno successivo sarebbero tornati a spararsi senza pietà ma quel giorno pregarono insieme ed insieme seppellirono i caduti.

 

Nessuna tregua per i corridori

No, nessuna tregua per i corridori. Tirano dritto curvi sul manubrio, ognuno impegnato a cercare di sfiancare tutti gli altri, senza concedere nessuna tregua. In testa a tutti un gruppetto comprendente coloro che poi si sarebbero sfidati sul rettilineo finale quasi settanta chilometri più avanti, con gli italiani Sonny Colbrelli, Giacomo Nizzolo e Matteo Trentin in prima fila. Dietro un secondo gruppetto di atleti a quasi un minuto di distacco. Più indietro altri ancora, e così via fino alla fine della lunga fila delle ammiraglie e dei mezzi dell’assistenza.
Molti chilometri prima era stato il vento ad incoraggiare Matteo Trentin a mettersi in testa a tutti ed a formare un ventaglio che ha spezzato il gruppo. Da quel momento è stata subito corsa vera, lotta di selezione, battaglia senza tregua.

 

Il calendario delle classiche

La Gand-Wevelgem ha aperto il calendario delle classiche di primavera regalando una corsa appassionante su e giù per 254 chilometri tra le pianure delle campagne fiamminghe ed i muri che ogni tanto le interrompono. 11 muri brevi ma che stroncano le gambe, che portano nomi difficili come lo Scherpenberg o il Vidaigneberg o che sono già leggenda nel mondo del ciclismo, come il Kemmelberg.
E durante l’ultimo passaggio sul Kemmelberg Matteo Trentin entra ancora in scena e cerca di fare la differenza, riuscendo però solo a sfoltire il gruppetto di testa.

L’arrivo al traguardo

Restano in sette ed in sette resteranno fino alla fine: il solito Wout Van Aert, Giacomo Nizzolo, Matteo Trentin, Sonny Colbrelli, Michael Matthews, Stefan Kung e Nathan Van Hooydonck.
Sul traguardo arrivano in quest’ordine dopo che lo svizzero Stefan Kung prova invano a staccare i compagni di fuga, prima a circa due chilometri dal traguardo poi negli ultimi 350 metri. In quest’ultimo tentativo l’elvetico non fa altro che tirare la volata ad un superbo Wout Van Aert, che nessuno riesce a rimontare.
Stasera i corridori restano in Belgio per i prossimi prestigiosi appuntamenti: domenica 4 aprile si correrà il Giro delle Fiandre, il 18 l’Amstel Gold Race, il 21 la Freccia Vallone e il 25 la Liegi-Bastogne-Liegi.
Il covid preoccupa ma a quanto pare le corse in Belgio si faranno.
Da quelle parti pavé è una parola sacra e il ciclismo è una religione.
Thomas Ameye fa il curatore del museo Koerse is Religie e ce lo conferma serafico: “Ogni città aveva la sua corsa culto intorno alla chiesa. Per questo la religione è importante per il ciclismo, e per questo il ciclismo è religione in Belgio”

 

 

83ma GENT-WEVELGEN IN FLANDERS FIELDS

1 – Wout VAN AERT in 5 ore, 45 minuti, 11 secondi
2 – Giacomo NIZZOLO – s.t.
3 – Matteo TRENTIN – s.t.
4 – Sonny COLBRELLI – s.t.
5 – Michael MATTHEWS – s.t.

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