martedì, 20 Aprile, 2021

Gentiloni: non siamo ancora fuori dalla crisi

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“Non è il momento di stringere la cinghia”. Lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ai microfoni di Radio Anch’io su Radio1. “In questo momento – ha affermato – diciamo a tutti i Paesi europei di sostenere l’economia e rispondere alla crisi perché non ne siamo ancora fuori”. “Questo – ha concluso – non vuol dire che nel medio periodo i Paesi con più alto debito non debbano essere prudenti”. “Certamente c’è un problema della capacità produttiva di questi vaccini. È molto difficile produrre nelle quantità che erano state promesse e noi dobbiamo esigere che queste case farmaceutiche rispettino gli obiettivi che avevano promesso. Forse qui c’è stato anche da parte della Commissione europea una sottovalutazione di quanto queste promesse delle case farmaceutiche avrebbero potuto dimostrarsi non attendibili del tutto”. “Detto questo, è vero noi siamo indietro rispetto a Paesi che hanno cominciato venti giorni prima le vaccinazioni, ossia Stati Uniti e Gran Bretagna ma siamo avanti rispetto a Paesi come Canada, Australia, Giappone, Corea del Sud, Cina e Russia in termini di dosi”, ha precisato l’ex premier italiano. “Dobbiamo solo accelerare più che mettere in discussione un concetto che io ritengo debba rimanere valido e cioè un’acquisizione di vaccini comune da parte della Commissione europea, visto che si tratta di 2,6 miliardi di dosi”. “Sarei stato terrorizzato, in un contesto in cui si scatenano mercati neri e mercati paralleli, da una competizione tra i 27 Paesi europei per accaparrarsi le dosi ufficiali e non ufficiali delle varie case farmaceutiche. Un incubo. Qui abbiamo di fronte un ritardo e dobbiamo rimediare a questo ritardo. E ieri il consiglio europeo e’ stato unanime su questo punto”, ha aggiunto. “Noi non facciamo cadere governi né facciamo nascere governi a Bruxelles. Sicuramente il governo precedente, il cosiddetto Conte 2, è stato un governo con chiarissimo orientamento europeo in chiarissima discontinuità rispetto dal governo precedente. E di questo a Bruxelles tutti erano consapevoli. Quindi le osservazioni sulla necessità di rafforzare il Recovery plan non avevano nulla a che fare con un atteggiamento negativo pregiudiziale verso il governo precedente”. “Detto questo, è chiaro che Mario Draghi è la personalità che conosciamo, la sua autorevolezza in Europa può essere sicuramente di aiuto all’Italia. E non è gratis questo valore aggiunto. Se il Recovery plan sarà portato avanti, attuato nel modo migliore, questo darà all’Italia del Governo Draghi un peso in Europa veramente notevole”, ha aggiunto Gentiloni. Affidando al Ministero dell’Economia la gestione del piano nazionale di ripresa e di resilienza, l’Italia ha scelto la strada della “maggioranza dei Paesi Ue” e, così facendo, “le cose hanno ripreso a correre nella giusta direzione”. “Anche prima correvano nella giusta direzione, ma purtroppo c’era stata una pausa di settimane e settimane – aggiunge – dalle conversazioni che ho avuto con il ministro Daniele Franco in questi giorni so che sono al lavoro, sono al contatto con i servizi della Commissione”.

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